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La tomba di Raffaello al Pantheon

Raffaello Sanzio lasciò questa terra a soli 37 anni. Erano le tre di notte del Venerdì Santo del 6 aprile 1520 quando se ne andò così lasciandoci in eredità i suoi capolavori.

Le sue mortali spoglie vennero sepolte nel Pantheon, ai piedi della Madonna del Sasso: opera scolpita dal suo allievo Lorenzetto. Il cardinale scrittore e umanista Pietro Bembo, suo grande amico, volle scrivere l’epitaffio che fu poi inciso sulla tomba nel Pantheon: “Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci, rerum magna parens et moriente mori”, ovvero Qui giace Raffaello: da lui, quando visse, la natura temette d’essere vinta, ora che egli è morto, teme di morire”.

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Pittore raffinatissimo, sebbene in vita non m’andò a genio e facesse comunella col Bramante che volentieri m’avrebbe fatto fuori, oggi non posso che riconoscere la sua grandezza.

A destra della sua tomba c’è una lapide in memoria di Maria Bibbiena, la sua fidanzata mentre sulla sinistra compare il busto di Raffello scolpito nel 1833 da Giuseppe Fabris. Le spoglie del pittore si trovano all’interno di un sarcofago romano del I secolo d.C., donato da papa Gregorio XVI.

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Come fa ad aver donato il sarcofago per accogliere i resti di Raffaello se questo papa nacque diversi secoli dopo la morte di Raffello? Non è un mistero. Del corpo di Raffaello per secoli non se ne seppe più niente: sepolto nel Pantheon, in maniera assai incomprensibile, se ne persero le tracce fino a quando nei primi anni dell’Ottocento si iniziò a indagare. Addirittura si pensava fosse sepolto nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, poco distante dal Pantheon mentre già il Vasari secoli prima aveva scritto che Raffaello era stato sepolto sotto l’edicola della Madonna del Sasso. Quando le spoglie vennero rinvenute il papa in carica donò questo sarcofago per dargli più degna sistemazione.

Il libro

Se volete conoscere meglio la vita e i grandi capolavori di Raffaello Sanzio, vi consiglio il libro Una Vita Felice scritto dal restauratore, studioso e storico Antonio Forcellino. Raffaello arriva a venticinque anni a Roma, la città che in quel momento è il fulcro dell’arte. Poco a poco si farà spazio e inizierà a ricevere importanti commissioni come le Stanze Vaticane che gli affidò Giulio II.

Morirà solo dodici anni dopo a 37 anni ma avrà lasciato al mondo un’incredibile eredità. Forcellino vi racconta in questo libro ogni aspetto della vita di Raffaello analizzando tutta la sua produzione artistica e non solo. Il libro Una Vita Felice lo trovate QUA. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti

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