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La Fontana Pretoria: una fontana fiorentina a Palermo

Fonte stupendissima che non ha pari in Fiorenza la definì il Vasari. Come mai questa fontana fiorentina si trova a Palermo? La storia è lunga, sedetevi comodi che ve la racconto dal principio.

La Fontana Pretoria a Firenze

La fontana fu progettata e realizzata per decorare il giardino di don Luigi de Toledo, cognato di Cosimo I, a Firenze. In quello steso giardino ottenuto dal convento di San Domenico al Maglio, successivamente sarebbe stato edificato il Palazzo di San Clemente che tutt’oggi esiste.

Era un giardino senza palazzo quello di Luigi de Toledo ma il gran signore voleva comunque arricchirlo con una preziosa e grande fontana che gli desse lustro. Affidò la commissione allo scultore Francesco Camilliani, un promettente allievo del Bandinelli.

Camilliani iniziò a lavorare a quel progetto nel 1554 che prevedeva la realizzazione di 48 sculture. L’artista aveva pensato in grande ideando una fontana enorme fronteggiata da un pergolato di 90 colonne in legno di cui si stava occupando l’Ammannati.

Ovviamente per realizzare tutte quelle sculture si avvalse dell’aiuto di diversi collaboratori. Autografe del Camilliani sono la scultura del Vertumno e la vasca del fiume Oreto che recanti rispettivamente le iscrizioni Opus Francisci Camilliani florentini 1554 e Opus Francisci Camilliani civis florentiae 1555.[

Le opere della Fontana Pretoria

La fontana si sviluppa attorno a un grande bacino centrale circondato da quatto scalinate poste in modo simmetrico e da un recinto di balaustre. Il gioco d’acqua viene attivato dal Bacco che sovrasta il piccolo bacino posto in alto e che ricade poi nelle vasche sottostanti.

Il primo ordine è delimitato da una gradinata interrotta dai quattro ponti a gradini che consentono di salire al livello superiore. I varchi di accesso sono decorati da coppie di personaggi mitologici e figure allegoriche.

Sul livello successivo diviso in quattro settori, sono posti altrettanti gruppi sormontati da una grande scultura semi distesa su rupe che simboleggia il nascere di un fiume, accompagnato sempre da un tritone e una nereide.

Come mai la fontana fiorentina si trova a Palermo?

Le ricchezze sono spesso un bene effimero e possono svanire nel nulla proprio come accadde al fratello di Eleonora di Toledo. Così pieno di debiti e in procinto di trasferirsi a Napoli, Luigi di Toledo con l’aiuto del fratello Garcia Alvares vendette la fontana niente di meno che alla città di Palermo.

La fontana fu smontata in 644 pezzi, che vennero imballati e fatti arrivare via mare a Palermo il 26 maggio 1574. C’era però bisogno di spazio per installare quella grandiosa fontana così si pensò di demolire le case più prossime alla piazza che avrebbe accolto la nuova opera.

C’è da dire però che nonostante l’accortezza degli imballatori, qualcosa si perse per strada. E’ probabile ipotizzare che alcune opere non furono proprio inviate a destinazione dal proprietario o che qualcuno le abbia sottratte con destrezza durante il viaggio. Altre sculture arrivarono a Palermo rovinate in parte.

Le opere della fontana che oggi si trovano altrove

Fra le opere originali della fontana qualcuna è venuta fuori negli anni successivi. Oggi potete ammirare al Bargello le Due Divinità facenti parte di questo grande complesso e altre sculture vennero posizionate ne giardino privato di don Luigi di Toledo a Napoli. Quando passò a miglior vita andarono a finire nel giardino di Palazzo di Sotofermoso a Caceres, appartenente alla famiglia Toledo.

piazza pretoria

L’assemblaggio con pezzi nuovi

Così mutilata la fontana non poteva essere rimontata ed era necessario ricorrere a qualche riadattamento. Il lavoro fu affidato al figliolo di Francesco Camilliani nel 1574, Camillo. Sette anni dopo la fontana tornò di nuovo a zampillare con le sculture aggiunte in sostituzione di quelle mancanti.

Così anche Palermo ebbe un pezzetto di Firenze. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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