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La Fontana del Moro in Piazza Navona

La Fontana del Moro è una delle tre fontane monumentali di Piazza Navona a Roma. Fu progettata da Gian Lorenzo Bernini partendo da una vasca polilobata a opera di Giacomo della Porta. L’opera fu poi portata a termine nel 1654 da Giovanni Antonio Mari.

La storia

Papa Gregorio XIII, dopo il restauro dell’acquedotto dell’Acqua Virgo, volle commissionare agli artisti del tempo numerose fontane nella zona di Campo Marzio che all’epoca costituiva l’area più popolosa di tutta Roma. Fra le prime fontane realizzate ci furono le due grandi vasche progettate da Giacomo della Porta sistemate ai due lati estremi di Piazza Navona.

Dopo la realizzazione della grandiosa Fontana dei Quattro Fiumi del Bernini al centro della Piazza, papa Innocenzo X volle far ampliare e arricchire la vasca meridionale di Giacomo della Porta eliminando sia i gradini alla base che la cancellata. Dietro questa scelta ci fu soprattutto l’esigenza di rendere più fastoso il lato della piazza sul quale affacciava il Palazzo Pamphilij di recente costruzione, appartenente alla famiglia del pontefice in carica. Proprio in quell’edificio abitava anche la cognata del papa che di fatto era la sua favorita: donna Olimpia Maidalchini.

La modifica

La prima versione con l’aggiunta di una grande conchiglia e tre delfini non piacque un gran ché a Innocenzo X. Il pontefice fece rimuovere quell’aggiunta sistemandola un una villa posizionata sul Gianicolo. Così il Bernini dovette a testa bassa rimettersi al lavoro studiando una composizione totalmente differente.

Al centro della vasca posizionò un tritone possente e muscoloso che si eleva da una conchiglia. Con le mani e con le gambe trattiene un delfino che si dimena e che nell’impeto fa sgorgare l’acqua dalla bocca. Si pensa che il volto del personaggio detto poi il Moro assomigli a quelle del Pasquino, per ricordare al papa i biglietti che spesso lo riguardavano da vicino e che venivano appesi a quell’opera usata per raccontare o per insinuare quello che non era sovente possibile fare a voce.

Perché si chiama proprio Fontana del Moro?

La scultura centrale progettata dal Bernini e realizzata materialmente dal suo allievo Giovanni Antonio Mari, ha tratti somatici tipici di un uomo africano. Ecco perché la fontana in un primo momento veniva chiamata dell’Etiope e poi del Moro.

La rimozione delle opere originali

Nel restauro effettuato nel 1874 furono rimossi i quattro tritoni e i quattro mascheroni. Furono successivamente sostituiti da copie fedeli realizzate dallo scultore Luigi Amici. Che fine hanno fatto gli originali? I tritoni si trovano all’interno della fontana del laghetto di Villa Borghese mentre i mascheroni si trovano all’interno di un deposito.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e le bellezze che il nostro Bel Paese ci offre.

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