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Il cardinale che voleva una cosa mia a qualsiasi costo

La mia fama aveva raggiunto livelli tali quando ero ancora in vita che c’era chi era disposto ad acquistare un disegno, scultura di piccole dimensioni o pittura a qualsiasi prezzo. Ricevevo continuamente richieste da principi, duchi, cardinali e da tutti coloro che amavano l’arte ma mai concessi qualcosa se non a persone che ritenevo fossero meritevoli di avere qualcosa di mio fra le mani in qualche modo.

Per esempio negai schizzi e disegni all’Aretino ma regalai superbi disegni alla Colonna, al mio amato Tommaso e ai miei servitori più cari. Il 27 giugno del 1527 mi scrisse una lettera Bartolommeo Angelini pregandomi di realizzare una cosa qualsiasi per il cardinale Grimano. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per possedere una creazione mia: pareva l’avesse più cara che la salute sua. niente da fare, nemmeno per lui mi misi al lavoro. Se avessi concesso a tutti quanto mi veniva chiesto, non sarebbero bastate mille vite per realizzare la metà di ciò che feci. Vi riporto a seguire la lettera…guardate con quanta passione Bartolomeo mi richiede una qualsiasi opera…

Roma, 26 giugno 1523

Iesus. Addì XXVII di giugno 1523. Carissimo Michelangelo, è più tempo nonn v’ò schritto, ché no m’è ochorso, nonnistamte che sempre v’abbi nel quore, e averò finch’arò vita. Ma trovamdomi pochi giorni fa chol cardinale Grimano, venimo a ragionamento di voi, dove mi preghò vi schrivessi e vi preghassi che fussi chomtemto farli quel quadretto per uno studiolo, chome di gia v’adimandò, et dice li promettesti; e rimette in voi della materia della famtasia, ho pittura ho getto et schultura, quel ch’è più chomodo a voi, quel facciate, e che del prezzo la rimetterà in voi, che quel tamto l’adimanderete, tamto vi darà, et amchora sopra di più restarvi hoblighatissimo.

Però, charo Michelamgniolo, perch’io desidero farvi bene e chompiacervi, e alsì a llui, quamdo e’ vi sia chomodo, del paghamento lassatene a me la chura, che vi farò paghare chostà li danari, e quamto adimanderete. E certamente desidera tamto aver qualchosa di vostra mano, quamto desidera la propia salute. Però, semdovi chomodo il rispondermi dell’animo vostro, me ne farete simghular piacere, richordandovi che sempre sonno vostro et nonn desidero altro che chompiacervi e che mi chomandiate. Che Iddio in sanità vi chomservi.Di nuovo nonn so che dirvi.

Siamo al presente chom pocha ho niente di peste, Iddio grazia; et voi, per l’amore vi porto, vi chomforto a lo stare a bona ghuardia, che Iddio inn sanità vi chomservi. Vostro Bartholommeo Angielini in Roma. Allo suo carissimo Michelamgelo Bonarroti schultore in Fiorenza.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi quotidiani racconti

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