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La morigeratezza, mia compagna per la vita

Ho condotto una vita morigerata, lontana dagli eccessi e dal superfluo. Ho goduto di quel poco che all’uomo basta per campare… un pezzo di pane, zuppe di verdura, qualche uovo per placare il brontolio dello stomaco e qualcosa per coprirmi dal freddo e nn camminare scalzo. Di cos’altro avrei avuto bisogno? In fondo l’uomo mica necessita di tanto. Sono ben altre le cose importanti, quelle per cui ci arrovella l’anima notte e giorno.

Sono stato ricchissimo, avevo più danari che certi principi e investivo i miei averi in case e poderi nel tentativo di elevare il rango della mia famiglia d’origine: un vezzo di cui i miei fratelli e pure il pover’omo del mi babbo volentieri s’approfittavano.

Non spendevo perchè ero spilorcio, penseranno alcuni di voi. Non è così: non m’interessava avere per me più del necesssario sebbene pretendessi i committenti mi pagasssero il giusto. La mia è stata non una vita da signore e mantenni  una norma di condotta onesta e regolata.

E’ stato nel suo vivere molto parco, usando il cibo più per necessità che per dilettazione, e massimamente quando è stato in opera, nel qual tempo il più delle volte s’è contentato d’un pezzo di pane, il quale egli eziamdio lavorando mangiava. Così scrisse il Condivi pensando al mio stile di vita.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti.

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