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29 giugno: San Pietro e Paolo nel mondo dell’arte

Oggi Roma è tutta in festa: come ogni 29 giugno verranno ricordati con importanti celebrazioni liturgiche ma anche con festeggiamenti che di santo hanno poco, i due Apostoli San Pietro e San Paolo.

La vita di San Pietro ebbe termine con una brutale crocifissione a testa in giù nel 67 d.C., dopo che aveva predicato in lungo e in largo la Buona Novella. Un Sant’uomo Pietro ma anche pieno di debolezze stando a quanto il Nuovo Testamento ci mostra.

Proprio Lui fu scelto da Cristo per fondare la Chiesa. In realtà Pietro si chiamava Simone ma quel nome Pietro rievoca molto di più il suo ruolo di pietra fondante per la Chiesa. San Pietro non è solo il patrono di Roma ma lo è anche di tutti i fabbri, i macellai, dei costruttori di ponti, dei pescatori, dei fornai e dei calzolai.

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San Paolo, alias Saulo, era un accanito persecutori dei cristiani fino a quando, sulla via per Damasco, non venne folgorato dalla visione di Cristo e da allora si convertì nel più grande apostolo di tutti i tempi. Anche San Paolo fu brutalmente martirizzato e oggi, assieme a San Pietro, viene celebrato con tutti gli onori del caso a Roma.

Sono tanti gli artisti che nel corso dei secoli dedicarono sculture, dipinti e affreschi a questi due importanti Apostoli. Anch’io riservai loro un posto nel Giudizio Universale e un grande affresco ciascuno nella Cappella Paolina da poco sottoposti a un importante intervento di restauro.

Nel riquadro con San Pietro, qualche personaggio presente nella scena volge lo sguardo verso il basso o gira il capo il direzione opposta a Pietro per non vedere quel martirio così crudele e soprattutto ingiusto.

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Fra i dipinti più conosciuti dedicati a San Pietro c’è sicuramente la crocifissione del Caravaggio che dipinse a olio su tela fra il 1600 e il 1601.

E’ di un realismo estremo che affascina, coinvolge e stupisce. I forti contrasti, la definizione di ogni dettaglio e il pathos che si percepisce guardando l’opera rimangono impressi nella mente e nel cuore.

Osservate la pianta del piede sudicia dell’aguzzino chinato, le rughe che segnano la fronte del tale che sta sulla sinistra…ogni singola pennellata è un capolavoro a sé stante.

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Particolarmente intenso è anche il San Pietro che si pente dopo aver rinnegato Cristo, dipinto da Guido Reni. Il volto rigato di lacrime e l’espressione addolorata dell’Apostolo rendono bene l’idea del momento.

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Nell’iconografia classica San Paolo viene sempre raffigurato calvo, in là con gli anni e dotato di spada e libro. La testa pelata serviva per rendere più autorevole la figura del Santo, paragonandola a quella di un filosofo greco.

Il Caravaggio che come me faceva un po’ come gli pare, lo rappresentò nel momento della conversione assai giovane e con tutti i capelli al posto suo.

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Se oggi vi trovate a Roma non avrete modo di annoiarvi. Sono tante le celebrazioni e le manifestazioni previste per ricordare i due Santi Apostoli sia sacre che profane.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta e si va a preparare il terzo caffè della giornata.

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