Sapete come è giunta fino a Milano la Pietà Rondanini che se ne stava comodamente a Roma? I passaggi sono numerosi e coinvolgono diverse persone. Fatto sta che se oggi a Milano è possibile vedere quell’opera mia, in parte lo si deve a facoltose famiglie che hanno messo mano ai loro portafogli…non mi credete? Continuate a leggere.
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La Pietà Rondanini si trovava a casa mia a Macel de’ Corvi quando morii e venne ereditata da Antonio del Francese. In data non certa arrivò in casa Rondanini, probabilmente acquistata da Giuseppe che morì poi nel 1801. Giuseppe Rondanini era un grande collezionista di sculture antiche e moderne e volle collocare l’opera nel suo palazzo ubicato in Via del Corso a Roma.
Nell’inventario di famiglia redatto da Albacini e Pierantoni del 1807 viene descritta in questi termini “un gruppo moderno abbozzato che si dice opera di Michele Angelo Buonarroti, ma si conosce essere stato un equoivoco, il medesimo rappresenta una deposizione dalla croce”. Sulla Pietà Rondanini vene effettuato un calco nel 1857.
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Nel 1904 l’opera così come l’intero palazzo Rondanini passarono nelle mani di Roberto Sanseverino Vimercati e la Pietà venne trasportata nella biblioteca. Nel 1952 la città di Milano acquistò la scultura destinandola al Museo del Castello Sforzesco.
Quell’acquisto però non fu privo di accese discussioni. La Pietà Rondanini andò sul mercato a un costo di 135milioni di lire e gli amministratori si iniziarono a chiedere se fosse opportuno o meno sborsare quella cifra visto che il comune aveva bisgno di spender soldi per edificare case e migliorare i servizi. L’opera interessava parecchio anche a Firenze e agli USA. Il sovrintendente ai Beni Culturali spinse il piede sull’acceleratore e la Wittgens, la prima donna a capo della Pinacoteca di Brera, iniziò a convincere qualche mecenate milanese a sborsare parte della cifra.
I primi 16 milioni furono donati dalle famiglie Rizzoli, Crespi, Borletti, Buitoni e Stramezzi. In consiglio comunale allora si decise di dare il nulla osta per l’acquisto e i soldi mancanti furono sborsati dal comune di Milano.
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Chi non conosce Michelangelo Buonarroti? Scultore, pittore, architetto e raffinato poeta, è uno dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Ma chi è il suo alter ego che gli dà voce sul blog Michelangelo Buonarroti è tornato e sui social connessi?
È Antonietta Bandelloni, art blogger e scrittrice toscana, appassionata d’arte e studiosa della vita e delle opere del grande maestro. Da oltre dieci anni racconta Michelangelo da vicino, approfondendone i capolavori, le vicende biografiche, il carattere irrequieto e gli episodi meno conosciuti della sua straordinaria esistenza.
Attraverso articoli, curiosità e racconti, dà vita a un dialogo tra passato e presente, con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla bellezza e alle storie che si nascondono dietro le opere d’arte.
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ENG: Who hasn’t heard of Michelangelo Buonarroti? Sculptor, painter, architect and accomplished poet, he is one of the greatest figures in the history of art. But who is the alter ego giving him a voice on the Michelangelo Buonarroti Has Returned blog and its associated social media channels?
Meet Antonietta Bandelloni, a Tuscan art blogger and writer with a passion for art and a deep interest in the life and works of the great master. For more than ten years, she has been exploring Michelangelo’s world, delving into his masterpieces, his life story, his restless temperament and the lesser-known episodes of his extraordinary life.
Through articles, fascinating facts and engaging stories, she brings the past into conversation with the present, aiming to introduce an ever-wider audience to the beauty of art and the stories hidden behind its masterpieces.
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