Le sculture che nessuno guarda
Chi si trova dinnanzi al complesso monumentale di Giulio II di solito viene affascinato e rapito completamente dalla grandiosità del Mosè, perdendosi di fatto tutte le altre sculture e dettagli che arricchiscono e completano l’opera. Se Lia, Rachele e Giulio II godono di una popolarità quasi trascurabile, le altre opere nemmeno vengono notate.
Non mi credete? E se vi dico che proprio nella tomba monumentale ci sono anche un profeta, una sibilla, la Madonna con il Bambino fra le braccia e un cardellino? Forse vi sembrerà di averle viste ma dubito vi ricordiate nel dettaglio i loro atteggiamenti.
La sibilla e il profeta sono entrambi seduti con pose e atteggiamenti che rimandano col pensiero ai duchi fiorentini della Sagrestia Nuova. Si trovano nelle nicchie poste ai lati di Giulio II giacente e completano il secondo registro. Entrambe le sculture le disegnai io ma poi affidai la realizzazione a Raffaello da Montelupo. Sempre dello stesso scultore è la Vergine con il Bambino che si trova sopra il pontefice. Il Montelupo però si ammalò seriamente mentre stava lavorando proprio a quest’ultima scultura che venne così ultimata da Scherano da Settignano, o molto probabilmente, da Domenico Fancelli. Aguzzate a vista: vedrete che il bambino fra le mani stringe un cardellino ovvero il simbolo della sua futura passione.

L’intero complesso è sormontato da quattro candelabri divisi al centro dallo stemma papale con tanto di chiavi e tiara. Fu il mio amico pietrasantino Donato Benti a scolpire con maestria lo stemma papale che ancora racconta ai posteri chi fu il committente di quel complesso monumentale.
La parte inferiore dell’opera è divisa in tre parti dai pilastri decorati con motivi riportanti cornucopie, candelabri e bracieri. Al loro vertice compaiono insolite cariatidi: busti maschili che incrociano le braccia sotto la veste. Anche il registro superiore è suddiviso nello stesso modo ma le colonne sono molto più spoglie , decorate solo con volti barbuti che sorreggono il peso dei candelieri sovrastanti.
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti con i suoi racconti e le sue opere.








