Il Venerdì Santo dipinto e scolpito

“E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo; la terra tremò e le rocce si spaccarono” dal vangelo di Matteo.

Il Venerdì Santo è stato raffigurato in tanti modi differenti da un gran numero di artisti. E’ uno dei temi più ricorrenti nel quale si sono cimentati da Raffaello a Lorenzo Lotto, dal Rosso Fiorentino al Pontormo. Anche io ho dato il mio contributo con Pietà scolpite e un gran numero di Pietà, Deposizioni e Crocifissioni disegnate.

Per ricordare questa giornata di lutto così particolare, oggi voglio riproporvi alcune opere molto note che raffigurano i momenti più importanti del Venerdì Santo.

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Questa è la Deposizione di Raffaello Sanzio, nota anche come la Deposizione Borghese. Si tratta di un dipinto a olio su tavola fortemente ispirato dalla probabilmente mia Deposizione del Cristo nel Sepolcro. Certi atteggiamenti dei personaggi sono quasi sovrapponibili a quelli che ideai io. Non è una novità quella che Raffaello spesso e volentieri per così dire si “ispirasse” alle mie opere copiando spudoratamente.

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Questa invece è la Pietà del Rosso Fiorentino che si trova al Louvre. Un dipinto su tavola trasferito poi su tela. Venne dipinta in Francia alla corte di Francesco I per il connestabile Anne de Montemorency. E’ un pietà molto intensa e struggente nella quale il volto del Cristo appare sofferente anche se non appaiono evidenti i segni della crocifissione.

A seguire vi propongo la Crocifissione di Lorenzo Lotto: un olio su tela visibile presso la chiesa di Santa Maria della Pietà in Telusiano, a Monte San Giusto, in provincia di Macerata. Cristo in mezzo ai ladroni è l’unico che ha una posa composta: gli altri due crocifissi presentano atteggiamenti insoliti degni di nota.

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Come ultima vi propongo la Deposizione nel Sepolcro di Tiziano, o meglio, quella di Madrid perché ne realizzò più di una. L’opera venne commissionata da re Filippo I di Spagna nel 1559 e può essere ammirata presso il Museo del Prado, a Madrid. Nocodemo sorregge le spalle del Corpo del Cristo oramai esanime.

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Il Compianto sul Cristo morto più particolare è sicuramente quello ideato e realizzato da Niccolò dell’Arca in terracotta. L’opera si trova nella chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna ed è un capolavoro assoluto. Sei figure, a grandezza naturale, si disperano guardando il Corpo di Cristo steso a terra privo del soffio vitale.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta lasciandovi con un dettaglio della mia Pietà Rondanini.

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Il Venerdì Santo nell’arte

Oggi è Venerdì Santo, il giorno nel quale si ricorda la Passione di Cristo. La condanna, il Calvario, la Crocifissione e la Deposizione sono state raffigurate e scolpite da decine e decine di artisti nel corso dei secoli. Da Giotto a Caravaggio, da Raffaello a Ciseri, da De la Croix a Dalì: in epoche diverse ciascuno ha voluto dare il proprio contributo, spesso su commissione, a questo giorno tanto importante per la cristianità.

Anch’io c’ho messo del mio con le tre pietà scolpite, qualche crocifissione disegnata e molto altro ancora. Se oggi vi parlassi di tutte le opere attinenti alla Passione che sono state realizzate nel corso dei secoli 24 ore non mi basterebbero. Ve ne cito alcune fra le più note tralasciandone molte altre comunque celeberrime.

Fra le Pietà più note sicuramente c’è la mia che realizzai da ragazzo: la Pietà Vaticana. Chi non conosce quel viso della Madonna addolorato ma non straziato? Quel corpo del Cristo poi che sembra aver appena perso il soffio vitale, abbandonato sulle ginocchia della Madre.

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La Deposizione che invece vi propongo a seguire è quella dipinta dal Pontormo ubicata nella Chiesa di Santa Felicita a Firenze. Fu Ludovico Capponi nel 1525 a commissionare al Pontormo la decorazione della cappella di famiglia appena acquistata. L’artista ideò questa pala d’altare, molto studiata e osservata nei secoli a venire. La decorazione dell’intera cappella Capponi venne protetta con pannelli di legno fino alla completa esecuzione. Quando nel 1528 si conclusero i lavori, Firenze rimase affascinata dal lavoro del Pontormo.

 

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Fra le più note deposizioni c’è sicuramente quella dipinta da Raffaello, conosciuta come Pala Baglioni o Deposizione Borghese. Si tratta di  un dipinto a olio su tavola conservato presso la Galleria Borghese a Roma realizzato nel 1507. In basso a sinistra, proprio sopra il gradino roccioso, l’artista volle firmare la sua opera con il suo nome e la data del termine dei lavori: RAPHAEL URBINAS MDVII.

Quest’opera venne commissionata da Atalanta Baglioni per ricordare il figlio ucciso e venne eseguita dopo una lunga elaborazione da parte dell’artista. Sono innumerevoli i disegni che realizzò prima della sua esecuzione che tutt’oggi si conservano sia in gallerie italiane che estere. In origine questa Deposizione si trovava nella cappella della famiglia committente all’interno della Chiesa di San Francesco da Prato. Il successo di questo lavoro fu tale che l’anno seguente Raffaello fu chiamato a Roma da quel gran mecenate e guerrafondaio di Papa Giulio II.

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Questa che vedete sopra è la Crocifissione dipinta a olio su tela dal Tintoretto nel 1565 ed è visibile presso la Scuola Grande di San Rocco a venezia.

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La mia carrellata di opere dedicate al giorno del Venerdì Santo prosegue con la superba Deposizione di Caravaggio conservata presso la Pinacoteca dei Musei Vaticani. Quest’oper venne commissionata da Girolamo Vittrice per la cappella dedicata proprio alla Pietà ubicata in Santa Maria in Valicella a Roma. La Deposizione rimase nella sua collocazione originaria fino al 1797 quando dopo il Trattato di Tolentino, venne tolta dalla Chiesa e trasferita a Parigi da Valadier. Successivamente entrò a far parte del Musée Napoleon ma poi venne restituita nel 1816 e collocata dove tutt’ora si trova.

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Le opere che raccontano gli episodi del Venerdì Santo sono innumerevoli e come già vi ho accennato, menzionarle tutte sarebbe un lavoro certosino che richiederebbe ore e ore di lavoro. La mia carrellata termina qua ma solo dopo avervi mostrato un’opera che mi sta molto a cuore: Ecce Homo di Ciseri. Fu commissionata all’artista dal Governo Italiano nel 1870. Prima di metter mano alla tela, Ciseri realizzò innumerevoli disegni preparatori e studiò a fondo lo schema compositivo.

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Lavorò costantemente all’opera fino alla morte sperando di ottenere l’approvazione da parte di tutti. Così effettivamente fu e dopo l’esposizione postuma pubblica l’opera riscosse molto successo. L’inquadratura scelta per il soggetto è paragonabile a fotografia moderna. In primo piano si vede Pilato di spalle che propone alla folla lo scambio tra Barabba e Gesù. I dettagli più minuti come i bassorilievi sulla colonna in secondo piano, vennero dipinti con la massima attenzione. Ecce Homo è conservato a Firenze nella Galleria di Arte Moderna presso Palazzo Pitti.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta e se ne va ad ammirare lo splendido sepolcro che è stato allestito nella Cappella dei Principi del San Lorenzo, qui a Firenze.

 

 

Il giorno del dolore

Oggi è Venerdì Santo, il giorno del dolore, il più terribile prima della Pasqua di Nostro Signore. Colgo l’occasione per mostrarvi questi meravigliosi scatti di Hupka. Sono in pochi quelli che hanno saputo cogliere momenti altrettanto intensi della mia Pietà Vaticana.

Per voi in questo Venerdì nero.

Michelangelo Buonarroti

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