Skip to content
Annunci

Direttori stranieri: consentitemi qualche perplessità

In questi giorni ho avuto parecchio da fare e non ho avuto modo di scrivere molto ma adesso colgo l’opportunità per dirvi la mia riguardo alle nomine dei nuovi direttori dei 20 musei statali. Oh, tutti hanno avuto qualcosa da dire in merito e volete che non vi renda nota la mia idea? Al limite fermatevi qua e non leggete oltre: nessuno vi obbliga a farlo.

Se ne parlava anche ieri col Canova seduti con le gambe sotto il tavolino davanti ai bicchieri ormai vuoti: è mai possibile una roba del genere? Non sono per niente d’accordo che sette su venti nuovi direttori siano stranieri. Non disquisisco sulla loro competenza o meno sulla gestione di questi templi della cultura eterna ma mi fa arrabbiare il fatto che in questo modo si penalizzino tutte quelle persone italianissime che quel posto se lo meritavano eccome!

Saranno sicuramente preparatissimi, agguerriti, pieni di voglia di migliorare le cose ma non mi sta bene. L’arte è il punto di forza del nostro paese, come possiamo darlo in mano a gente che nemmeno ha il passaporto italiano?

Ma che c’entrano questi personaggi qui, bravi quanto volete, nella gestione di un patrimonio di valore mondiale presente

Dite sia campanilista? E chi se ne importa! Son fiorentino di nascita e mi sento in qualche modo derubato di un pezzetto di casa mia. Mi girano le scatole. Son sanguigno, mi conoscete e mi schiero sempre da una parte o dall’altra: le mezze tinte non mi son mai piaciute e mai le ho adottate in nessuna circostanza.

Ho letto le prime interviste e le prime dichiarazioni dei direttori che arriveranno dall’estero e pare già vogliano rivoluzionare tutto. Eike Schmidt, il nuovissimo direttore tedesco della Galleria degli Uffizi, ha dato modo di credere che aumenterà la tecnologia nelle sale per rendere più gradevole la visita al pubblico.

Ora dico io… ma che vuole mettere davvero i tablet per le consultazioni delle informazioni sulle opere dentro la Galleria? E no eh! Di citrulli in giro sempre con gli smartphone e altre robe del genere che ne sono già troppi… non vorrei che per andare a spulciare la storia di un’opera lo spettatore si perdesse il gusto di ammirarla come si deve.

E poi vuole pure ridurre le code di chi attende di entrare negli Uffizi. Ecco, a me piace da matti andare a guardare i volti delle persone che aspettano di entrare in quel posto fuori dal tempo. Li osservo mentre parlano fra loro, mentre si annoiano e immaginano tutto quello che potranno vedere dopo i controlli di sicurezza. Ma perché tutto deve essere necessariamente consumato in fretta? Che senso ha?

Sarò anche all’antica ma a me Natali, il direttore in carica fino a qualche giorno fa, piaceva eccome. Almeno non affittava sale degli Uffizi per organizzare eventi privati!

Avrei preferito di gran lunga che i sette musei adesso in mano a direttori stranieri fossero affidati a competenze italiane.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che non ama vedere un patrimonio strettamente legato all’immagine italiana nel mondo sia gestito da stranieri.

guida-alla-galleria-degli-uffizi_f390ec04e90d633da9211d95bfb1bfb3

Annunci

5 Comments »

  1. Caro Michelangelo ,
    Mi dispiace proprio tanto ma come si dice a Firenze stai pisciando fuori dal vaso.
    Qui non c’entra il campanilismo, qui si tratta di evolversi verso un cultura più moderna e ha misura del nuovo uomo che popola questo pianeta.
    I tempi cambiano, e con loro l’uomo deve con saggezza adattarsi e divertirsi. Si, godere del bello senza soffrire o sentirsi in colpa, accidenti al cattolicesimo.
    Urrà finalmente gente con una mentalità più aperta che forse con l’aiuto delle istituzioni ci darà una mano ad uscire da un provincialismo è da un sistema di clientelismo intollerabile e fuori tempo.
    Non so se ultimamente ti è capitato di fare un salto agli Uffizi nella sala di Botticelli, ecco penso che sia l’allestimento più triste e brutto che io abbia mai visto in vita mia, per non parlare dell’illuminazione che fa veramente piangere me e quel povero Sandro. Che vergogna……….
    Firenze era il centro del mondo cinquecento anni fa, adesso può solo farlo rivivere al meglio per un nuovo uomo, quello di ora.
    Forse il declino culturale , etico , che stiamo vivendo porterà ad un nuovo rinascimento.
    Mi vergogno della mia parte italiana gretta e corrotta, sono orgogliosa del mio lato anglosassone , pratico, ottimista, meritocratico, che vede nella ricerca della felicità dell’uomo il fine ultimo di una società.
    Caro Michelangelo ti facevo più all’avanguardia, se tu avessi avuto un i -pad ti saresti divertito come un matto a scoprire il mondo.

    Mi piace

  2. Caro Michelangelo,ho sempre apprezzato e letto con entusiasmo i tuoi scritti finora, ma questa volta devo dire che mi hai proprio deluso. Mi sarei aspettato un po piú di apertura da un grande artista completo come te! come fai a non apprezzare l’uso dela tecnologia per poter gode meglio i capolavori dei nostri musei, come puoi affermare che é meglio perdere tempo in coda ad annoiarsi piuttosto che dedicare piú tempo all’interno dei nostri impagabili musei, come fai ad essere cosí campanilista, forse che tu non hai lavorato per forestieri? E forse che i nostri figli non ricoprono importanti incarichi negli altri paesi? No i tuoi commenti sugli stranieri non li ho proprio apprezzato e ti invito a continuare a parlare di arte e dei costumi dei tuoi tempi piuttosto che di politica.
    Un caro saluto
    Riccardo

    Mi piace

    • La tecnologia va adoperata in maniera adeguata e non può prendere il posto del’intelletto umano. Le audioguide sono utili e aiutano lo spettatore a comprendere di più cioò che sta ammirando. Se alla stessa persona viene fornita una guida che deve guardare e leggere su un tablet è inevitabile che si distragga. L’audioguida si ascolta mentre s’osserva ciò che si ha dinnanzi mentre il tablet ruba la scena anche alle opere più prestigiose di una collezione. Non ha senso.
      Che senso ha poi affittare spazi dei musei per eventi privati? Per accumulare danari?
      Poco c’entra il campanilismo. Ovvio che ci siano cariche importanti affidate a italiani all’estero ma ciò non toglie che dare in mano alcuni dei migliori musei italiani a stranieri sia un’oscenità senza precedenti. Non è mai esistito che il Louvre fosse diretto da un non francese o che il Prado non fosse affidato a uno spagnolo.
      Non sono d’accordo a queste nomine e gli ultimi stranieri nominati, in modo particolare Shmidt, esperto in scultura e mandato alla direzione della più importante galleria di quadri esistente al mondo. Le sue idee sono quelle di un manager ma i musei non devono essere gestiti da manager, è assai pericoloso e temo che presto dovremmo leccarci le ferite. Natali si che è stato un grande direttore, ha tutta la mia stima e ammirazione. Mi dispiace che sia stato messo fuori dai giochi perché ha fatto cose straordinarie.

      Liked by 2 people

  3. Caro Michelangelo,
    tu rimarrai comunque eterno. I direttori e i politici passano. L’arte resta. Peccato che il Rinascimento che tu, i migliori poeti di quel tempo, unitamente a menti acute di educatori, ricercatori e Santi, che alla spiritualità seppero congiungere scienza e pensiero, si sia affossato nelle menti e nei cuori, al punto di stravolgere valori e conseguentemente strategie e scelte e non solo nella gestione dei Musei. Condivido con te in pieno l’affermazione sulla supremazia dell’intelletto umano nei confronti delle macchine. Ma le cose stanno così. Si spera che chi occupa posti con responsabilità gestionali mantenga un equilibrio nel rispetto della Bellezza e dell’intelligenza e sensibilità delle persone che percorrono kilometri e kilometri per venire ad ammirare i tuoi tesori. Ho parlato spesso di te all’estero, ho mostrato libri di storia dell’Arte a chi non l’aveva mai studiata. Nei tuoi confronti ho fatto il mio dovere. Speriamo che nella mentalità attuale dei nostri legislatori si faccia strada l’idea di propagare il tuo messaggio fatto di cose concrete e fruibili ai giovani, attraverso programmi di studio che non ti ignorino, introducendo la Storia dell’Arte nei programmi di ogni genere di scuola, come nelle Sperimentazioni-pilota si fa. Speriamo anche che allo stile lapidario, in uno stile e in una lingua perfetta corrisponda in chi ti si rivolge uno stile che si sforzi di essere corretto e pacato. Ti saluto a malincuore Michelangelo!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: