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Il Mosè e l’approvazione universale

Notte insonne a rimuginare su cose passate. Quando poi mi sono addormentato al sorgere del sole, mi son ritrovato a lavorare, di nuovo con raspa e scalpello in mano. E’ mai possibile che nemmeno mentre dormo da morto possa riposare come un cristiano qualsiasi?

Ero alle prese col Mosè non ancora terminato ma portato a buon punto e già avevo la certezza che l’opera sarebbe stata un successo di approvazioni a manca e a destra.

Già, il mio Mosè un po’ di scalpore lo fece e son pochi quelli che l’hanno criticato. E’ strano perché in genere ogni opera viene costantemente bersagliata soprattutto da parte di chi nemmeno sa dove stia di casa l’Arte, quella vera con la A maiuscola. Anche la Pietà Vaticana venne criticata da qualcuno soprattutto per il fatto che la Madonna ha l’aspetto di una coetanea del su Figliolo Santo. La gente a volte è proprio curiosa se non ridicola, mah.

Il Vasari si sprecò in elogi nelle Vite: “i capegli (…) condotti sottilissimamente piumosi, morbidi e sfilati d’una maniera, che pare impossibile che il ferro sia diventato pennello…la bellezza della faccia che ha certo di aria di vero santo e terribilissimo principe…i panni straforati e finiti con bellissimo girar di lembi, e le braccia di muscoli, e le mani di ossature e nervi”

Il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta e se ne va a bere un paio di caffè, uno dopo l’altro. Forse così riesco a rimanere sveglio perlomeno fino a mezzogiorno.

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