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La scelta dei marmi nelle Cave di Carrara

I marmi che servivano per le mie opere me li andavo a scegliere sul posto. Non è questione di esser pignoli e d’aver poca fiducia nel prossimo! Il fatto è che anche il miglior blocco può nascondere mille insidie e se non viene trattato con il dovuto rispetto sia da chi lo estrae che da chi lo scolpisce, può andare in mille pezzi come se fosse una zolletta di zucchero.

Al Bernini è capitato diverse volte proprio. Si accontentava dei marmi che gli venivano inviati fino a Roma presso il porto di Ripetta e così, ad opera quasi conclusa, ecco che appariva una venatura che rischiava di dividere a metà l’opera. Il busto che ritrae Papa Scipione Borghese è l’esempio perfetto di quello che vi sto raccontando. Bernini scolpì quest’opera e mentre i dava da fare a rifinire i dettagli del volto si aprì una crepa che divise a metà la testa del Pontefice. L’opera era di una bellezza unica ma il povero scultore dovette aprire il capo del Papa e sistemarci dentro un perno per assicurare i due pezzi oramai bell’e che separati. Una scultura così non poteva essere messa nelle mani del committente così iniziò un’altra opera identica che concluse in pochi giorni. Ad opera quasi ultimata comparve di nuovo una venatura molto profonda sulla veste. Insomma: due busti eccellenti ma entrambi difettati.

Anch’io ebbi qualche problema ma non di quella entità.

Appena firmavo nuovi contratti partivo in sella al mio cavallo baio alla volta delle Cave di Carrara. Cercare nuovi marmi m’impegnava quasi più dell’esecuzione della scultura stessa. Fra contrattazioni e arrampicate sulle vette i giorni trascorrevano così, fra sudore e fatica mia e dei cavatori.

Avevo bisogno di vedere da vicino la qualità dei marmi, dovevo toccarli con mano per evitare disastri. La compattezza e la purezza di ogni blocco erano le determinanti che mi facevano sceglierlo o meno.

Gli scalpellini che lavoravano per me dovevano poi sbozzarlo in modo tale da non comprometterne la qualità e il lavoro che avrei dovuto farci a seguire.

La sbozzatura era indispensabile: facilitava il trasporto alleggerendo il carico. I miei soggiorni sulle Cave di Carrara furono lunghi e ripetuti. Quei momenti di vita dura dopotutto non mi dispiacevano ed erano molto meglio di quelli passati al cospetto di papi e ricchi cardinali.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, lavoratore infaticabile da sempre.

buonarotti

The choice of marbles in the Carrara quarries

I used to choose the marbles that were used for my works on the spot. It is not a question of being picky and having little trust in others! The fact is that even the best block can hide a thousand pitfalls and if it is not treated with due respect both by those who extract it and by those who sculpt it, it can go into a thousand pieces as if it were a sugar cube.

It happened to Bernini several times. He was content with the marbles that were sent to Rome to the port of Ripetta and so, almost completed, a grain appeared that risked dividing the work in half. The bust that portrays Pope Scipione Borghese is the perfect example of what I’m telling you. Bernini sculpted this work and while he was busy refining the details of the face, a crack opened up that split the Pontiff’s head in half. The work was of a unique beauty but the poor sculptor had to open the Pope’s head and place a pin inside to secure the two pieces that are now beautiful and separate. A sculpture like this could not be placed in the hands of the client so another identical work began which ended in a few days. A nearly deep vein appeared on the garment for an almost completed work. In short: two excellent busts but both defective.

I too had some problems but not of that entity.

As soon as I signed new contracts I would start riding my bay horse at a time of the Carrara Quarries. Looking for new marbles engaged me almost more than the execution of the sculpture itself. Between bargaining and climbing on the peaks the days passed like this, between sweat and my work and the miners.

I needed to see the quality of the marble up close, I had to touch it with my hand to avoid disasters. The compactness and purity of each block were the determinants that made me choose it or not.

The stonemasons who worked for me then had to rough it in such a way as not to compromise the quality and the work I should have done to follow.

Roughing was essential: it facilitated transport by lightening the load. My stays in the Carrara quarries were long and repeated. Those moments of hard life after all I didn’t mind and they were much better than those passed in the presence of popes and rich cardinals.

Your always Michelangelo Buonarroti, a tireless worker who has always been.

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