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Cave di Carrara

Se volete passare una giornata diversa dal solito andate a visitare le Cave di Carrara. Attualmente stanno passando un periodo non troppo prospero a causa di leggi su leggi e decreti di ogni tipo che sembrano non far altro che complicare una situazione di per sé già difficile.

Io sono stato lì non so’ quante volte per estrarre i marmi per le mie opere e mi son sempre trovato bene. Ottimi cavatori che sapevano il fatto suo e non m’hanno quasi mai fatto tribolare. Son sempre riuscito a tornarmene a Roma o a Firenze assieme ai blocchi di marmo delle dimensioni sperate.

Visitare questi luoghi significa tenere viva una memoria che non deve essere perduta. A Carrara e ai suoi cavatori devo i marmi della Pietà così come quelli del complesso monumentale funebre dedicato a Giulio II e molti altri ancora. Non fraintendete la parola “devo” perché i marmi li ho pagati, sia chiaro!

Senza cavatori e senza cave ci sarebbe meno bellezza in giro e chi si attiva per chiudere cave e cavette si ricordi bene che c’è gente che ogni giorno grazie a quel lavoro lì può mette il pane sul tavolino ai figlioli.

Anche a me dispiace che il paesaggio venga in qualche modo alterato e talvolta deturpato ma ci sono cose ben più importanti a cui pensare, non lo credete forse anche voi che adesso mi state leggendo?

Fatecelo un salto alle Cave di Carrara e in particolare alla cava di Fantiscritti che è stata organizzata alla stregua di un museo a cielo aperto.

Per qualsiasi informazione visitate il sito internet http://www.cavamuseo.com/ o la pagina facebook https://www.facebook.com/cavedimarmocarrara .

Potreste trovarmi là, a contemplare un bianco che più bianco non si può. Il made in Italy tanto celebrato nel mondo è anche questo!

Il vostro Michelangelo Buonarroti

 

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4 Comments »

  1. Caro “Michelangelo”, le cave di Carrara sono luoghi affascinanti e le Apuane montagne bellissime. Il problema è che molto è cambiato dai tuoi tempi. Si estrae un quantitativo di marmo infinitamente superiore a quello che si estraeva nel Cinquecento, e la percentuale destinata a usi artistici (statue, rilievi) è ormai risibile. La gran parte del marmo, ridotto in scaglie o in polvere, è utilizzato, in quanto carbonato di calcio, per produzioni industriali (vernici, colle, prodotti vari). Quindi di artistico e di poetico, ahimè, è rimasto ben poco, a fronte di conseguenze ambientali e per la salute di tutti a dir poco catastrofiche (hai mai visto i fiumi bianchi per la ‘marmettola’)? Ti ringrazio, e mi permetto di rimandarti a questo mio articolo: http://www.artribune.com/2014/04/supercarrara-larte-di-distruggere-le-alpi-apuane-parte-i/ (da lì puoi andare alla seconda parte, dove si parla molto anche di te!)

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    • Ti ringrazio per questa precisazione e sono d’accordo con te. I sistemi estrattivi di adesso hanno poco a che fare con quelli usati fino agli anni Cinquanta del Novecento quando ancora gran parte del lavoro veniva fatto a forza di braccia. Gran parte della roba estratta va a finire nei granulati e in polveri varie che, come dici te, di poetico han ben poco.
      Non mancherò di leggere il tuo articolo entro la fine della giornata. Ti ringrazio, Michelangelo Buonarroti

      Piace a 1 persona

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