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Rothko chiude a Firenze, ma Palazzo Strozzi rilancia: dal 25 settembre arriva “Broken. Il potere del frammento”

Firenze saluta “Rothko a Firenze”, il grande progetto espositivo che ha portato nel cuore della città la pittura di uno dei massimi protagonisti dell’arte del Novecento. La mostra si è chiusa domenica 23 agosto 2026 dopo 162 giorni di apertura e con numeri che ne certificano il successo straordinario.

Sono stati 301.730 i visitatori di Palazzo Strozzi, un risultato che rende l’esposizione la più visitata nella storia ventennale della Fondazione.

A questi si aggiungono i 96.665 visitatori del Museo di San Marco e i 32.140 della Biblioteca Medicea Laurenziana, le due sedi che hanno ampliato il progetto mettendo in relazione Rothko con alcuni dei luoghi simbolo della cultura fiorentina.

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Rothko e Firenze, un dialogo tra antico e contemporaneo

Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, la mostra ha costruito un dialogo inedito tra le opere dell’artista americano e la storia artistica di Firenze.

Dipinti provenienti da importanti collezioni private e da prestigiosi musei internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington, hanno trasformato Palazzo Strozzi in uno spazio di confronto tra modernità, spiritualità e tradizione.

Particolarmente suggestivo è stato l’incontro tra la pittura di Rothko e gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco, così come quello con l’architettura e gli spazi della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo.

Un confronto apparentemente impossibile che ha invece mostrato sorprendenti punti di contatto: la meditazione, il silenzio, l’introspezione e la capacità dell’arte di creare uno spazio interiore.

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Una mostra capace di portare pubblico da tutta Italia e dall’estero

Uno dei dati più significativi riguarda la provenienza dei visitatori. Il 60% del pubblico, pari a circa 200mila persone, era composto da italiani e stranieri non residenti nell’area metropolitana di Firenze.

Molti hanno raggiunto la città appositamente per vedere Rothko, trasformando la mostra in un importante motore anche per l’economia turistica e culturale fiorentina.

Il progetto ha inoltre coinvolto un pubblico molto ampio attraverso attività educative e programmi dedicati a giovani, famiglie, scuole, università e accessibilità.

Il successo di Rothko corre anche sui social

Il successo della mostra non si è fermato alle sale espositive.

I contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione hanno raggiunto oltre 6,1 milioni di persone, generando più di 470mila interazioni tra like, commenti e condivisioni.

Anche il sito di Palazzo Strozzi ha registrato numeri importanti: oltre 538mila utenti e più di 1,9 milioni di pagine visualizzate durante il periodo dell’esposizione.

Numeri che raccontano quanto oggi una grande mostra possa vivere contemporaneamente negli spazi fisici del museo e nell’universo digitale.

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Dal 25 settembre 2026 arriva “Broken. Il potere del frammento”

Ma a Palazzo Strozzi non c’è tempo per fermarsi.

Archiviata la grande stagione di Rothko, Firenze si prepara ad accogliere dal 25 settembre 2026 il nuovo progetto “Broken. Il potere del frammento”.

Il titolo suggerisce già una delle questioni più affascinanti dell’arte contemporanea: la possibilità che ciò che è spezzato, incompleto o frammentario possa acquisire un nuovo significato.

Dopo l’esperienza immersiva e meditativa di Rothko, Palazzo Strozzi torna dunque a interrogare il presente attraverso un progetto che mette al centro il frammento come linguaggio, materia e forma di conoscenza.

Palazzo Strozzi guarda già al 2027: arrivano California Dreaming e Basquiat

Il programma della Fondazione non si esaurisce con il 2026. Lo sguardo è già rivolto al 2027, anno destinato a portare a Firenze due nuovi appuntamenti di grande richiamo internazionale.

Tra i progetti annunciati spiccano infatti “California Dreaming” e la grande mostra dedicata a Jean-Michel Basquiat, uno degli artisti più iconici e riconoscibili della scena internazionale degli ultimi decenni del Novecento.

Due proposte che confermano la volontà di Palazzo Strozzi di costruire una programmazione capace di alternare grandi protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, linguaggi differenti e percorsi capaci di attirare pubblico da tutto il mondo.

Dopo Rothko, una nuova stagione dell’arte contemporanea a Firenze

Il successo di “Rothko a Firenze” lascia quindi una pesante eredità, ma anche una certezza: il pubblico continua a rispondere quando una mostra riesce a trasformarsi in un’esperienza.

Con “Broken. Il potere del frammento”, e poi con “California Dreaming” e “Basquiat” nel 2027, Palazzo Strozzi prepara una nuova stagione fatta di grandi nomi, idee e contaminazioni.

Firenze, ancora una volta, dimostra di poter essere non soltanto la città del Rinascimento, ma anche uno dei luoghi più interessanti in Italia per osservare da vicino l’arte contemporanea e il suo dialogo con la storia.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Rothko closes in Florence, but Palazzo Strozzi relaunches: “Broken. The Power of the Fragment” opens September 25

The exhibition dedicated to Mark Rothko closed with over 301,000 visitors at Palazzo Strozzi. Florence is already looking to the future: “Broken. The Power of the Fragment” opens September 25, 2026, while the major exhibitions “California Dreaming” and “Basquiat” are expected in 2027.

Rothko in Florence closes with a historic record

Florence bids farewell to “Rothko in Florence,” the major exhibition project that brought the paintings of one of the greatest protagonists of 20th-century art to the heart of the city. The exhibition closed on Sunday, August 23, 2026, after 162 days of operation and with numbers that certify its extraordinary success.

Palazzo Strozzi welcomed 301,730 visitors, making it the most visited exhibition in the Foundation’s twenty-year history.

Added to these were the 96,665 visitors to the Museo di San Marco and the 32,140 to the Biblioteca Medicea Laurenziana, the two venues that expanded the project by connecting Rothko with some of the symbolic sites of Florentine culture.

Rothko and Florence, a dialogue between ancient and contemporary

Curated by Christopher Rothko and Elena Geuna, the exhibition established an unprecedented dialogue between the American artist’s works and the artistic history of Florence.

Paintings from important private collections and prestigious international museums, including MoMA and the Metropolitan Museum of Art in New York, the Tate in London, and the National Gallery of Art in Washington, transformed Palazzo Strozzi into a space for the exchange of modernity, spirituality, and tradition.

The encounter between Rothko’s paintings and the frescoes of Beato Angelico at the Museo di San Marco was particularly evocative, as was the encounter with the architecture and spaces of Michelangelo’s Biblioteca Medicea Laurenziana.

A seemingly impossible comparison, yet it revealed surprising common ground: meditation, silence, introspection, and art’s ability to create an interior space.

An exhibition capable of drawing audiences from all over Italy and abroad

One of the most significant findings concerns the provenance of visitors. Sixty percent of the audience, approximately 200,000 people, were Italians and foreigners not residing in the Florence metropolitan area.

Many traveled to the city specifically to see Rothko, making the exhibition a major driver for Florence’s tourism and cultural economy.

The project also engaged a wide audience through educational activities and programs dedicated to young people, families, schools, universities, and accessibility.

Rothko’s success also extends to social media

The exhibition’s success didn’t stop at the exhibition halls.

The content posted on the Foundation’s social media channels reached over 6.1 million people, generating more than 470,000 interactions including likes, comments, and shares.

The Palazzo Strozzi website also recorded impressive numbers: over 538,000 users and more than 1.9 million page views during the exhibition period.

These numbers demonstrate how today a major exhibition can exist simultaneously in the museum’s physical spaces and the digital universe.

“Broken: The Power of the Fragment” arrives on September 25, 2026.

But at Palazzo Strozzi, there’s no time to sit back.

With Rothko’s great era behind us, Florence is preparing to welcome the new project “Broken: The Power of the Fragment” from September 25, 2026.

The title itself suggests one of the most fascinating questions in contemporary art: the possibility that what is broken, incomplete, or fragmentary can acquire new meaning.

After Rothko’s immersive and meditative experience, Palazzo Strozzi returns to interrogate the present through a project that places the fragment at its center as a language, material, and form of knowledge.

Palazzo Strozzi already looks to 2027: California Dreaming and Basquiat arrive

The Foundation’s program doesn’t end with 2026. It is already looking ahead to 2027, a year set to bring two new events of great international appeal to Florence.

Among the announced projects, “California Dreaming” and the major exhibition dedicated to Jean-Michel Basquiat, one of the most iconic and recognizable artists on the international scene in the final decades of the twentieth century, stand out.

These two proposals confirm Palazzo Strozzi’s desire to create a program capable of alternating major protagonists of modern and contemporary art, different languages, and approaches capable of attracting audiences from around the world.

After Rothko, a new season of contemporary art in Florence

The success of “Rothko in Florence” therefore leaves a significant legacy, but also a certainty: the public continues to respond when an exhibition manages to transform itself into an experience.

With “Broken. The Power of the Fragment,” and then with “California Dreaming” and “Basquiat” in 2027, Palazzo Strozzi is preparing a new season of great names, ideas, and cross-pollinations.

Florence, once again, demonstrates its potential not only as a Renaissance city, but also as one of the most interesting places in Italy to closely observe contemporary art and its dialogue with history.

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