La Cappella del Presepio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola che racconta il Natale di San Francesco
Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, la Cappella del Presepio rappresenta è uno degli spazi forse meno noti ma che racconta il legame tra arte, spiritualità e tradizione francescana.
Si trova lungo una delle navate della grande basilica che protegge la Porziuncola e racchiude un ricco programma decorativo dedicato alla Natività e alla nascita del presepe francescano.
La Cappella del Presepio: un omaggio alla nascita del presepe di Greccio
La Cappella del Presepio celebra uno degli episodi più celebri della vita di San Francesco d’Assisi: la realizzazione del primo presepe vivente a Greccio nel Natale del 1223. Secondo le fonti francescane, fu proprio Francesco a voler ricreare la scena della nascita di Gesù per permettere ai fedeli di vivere concretamente il mistero dell’Incarnazione.
Questo episodio, destinato a cambiare per sempre la devozione natalizia in tutto il mondo cristiano, trova nella cappella una rappresentazione artistica unica nel suo genere.
Gli artisti che hanno decorato la cappella
L’attuale apparato decorativo risale ai primi anni del Seicento, nel pieno clima della Controriforma, quando la Basilica di Santa Maria degli Angeli venne progressivamente arricchita con nuovi cicli pittorici destinati ad esaltare gli episodi principali della vita del Poverello di Assisi.
Le decorazioni pittoriche sono attribuite a Cesare Sermei, con l’intervento dei suoi collaboratori Silla Piccinini e Pietro Rancanelli. Sermei è il pittore assisano attivo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, autore di numerosi interventi nella basilica. Il suo linguaggio risente della cultura manierista umbra benché si apra alle esigenze narrative e devozionali tipiche dell’arte della Controriforma.
Accanto alle pitture, la cappella presenta una ricca decorazione architettonica e ornamentale che contribuisce a creare uno spazio raccolto e fortemente scenografico, pensato per favorire la meditazione sul mistero della nascita di Cristo.
Le scene raffigurate e il loro significato
Il fulcro iconografico della cappella è naturalmente dedicato alla Natività e all’episodio del presepe di Greccio. Le immagini raccontano il desiderio di San Francesco di rendere visibile la povertà della nascita di Gesù, sottolineando il valore dell’umiltà e della semplicità.
L’intero ciclo decorativo invita il visitatore ad ammirare la qualità artistica delle opere, ma anche a rivivere l’esperienza spirituale che Francesco volle offrire ai fedeli oltre otto secoli fa.
Il presepio scolpito
Le sculture in stucco con il Presepe al di sopra dell’altare, vennero realizzate nel 1830 dagli scultori marchigiani Domenico ed Emidio Paci. All’interno di questa stessa cappella, la decorazione pittorica e gli affreschi sono invece attribuiti a Giovanni Battista Lombardelli, con l’intervento dei suoi collaboratori Silla Piccinini e Pietro Rancanelli.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
The Nativity Chapel in the Basilica of Santa Maria degli Angeli, which recounts the birth of Saint Francis
In the Basilica of Santa Maria degli Angeli in Assisi, the Nativity Chapel is perhaps one of the lesser-known spaces, yet it illustrates the connection between art, spirituality, and Franciscan tradition.
It is located along one of the naves of the large basilica that protects the Porziuncola and contains a rich decorative program dedicated to the Nativity and the birth of the Franciscan Nativity scene.
The Nativity Chapel: a tribute to the birth of the Greccio Nativity scene
The Nativity Chapel celebrates one of the most famous episodes in the life of Saint Francis of Assisi: the creation of the first living Nativity scene in Greccio at Christmas 1223. According to Franciscan sources, it was Francis himself who wanted to recreate the scene of Jesus’ birth to allow the faithful to concretely experience the mystery of the Incarnation.
This episode, destined to forever change Christmas devotion throughout the Christian world, finds a unique artistic representation in the chapel.
The artists who decorated the chapel
The current decorative scheme dates back to the early 17th century, at the height of the Counter-Reformation, when the Basilica of Santa Maria degli Angeli was progressively enriched with new pictorial cycles intended to glorify the key episodes in the life of the Poor Man of Assisi.
The pictorial decorations are attributed to Cesare Sermei, with the assistance of his collaborators Silla Piccinini and Pietro Rancanelli. Sermei, an Assisi painter active between the late 16th and early 17th centuries, is responsible for numerous interventions in the basilica. His style is influenced by Umbrian Mannerist culture, although it is open to the narrative and devotional demands typical of Counter-Reformation art.
Alongside the paintings, the chapel features rich architectural and ornamental decoration that contributes to creating a secluded and highly scenographic space, designed to foster meditation on the mystery of Christ’s birth.
The Scenes Depicted and Their Meaning
The chapel’s iconographic focus is naturally dedicated to the Nativity and the Greccio Nativity Scene. The images recount St. Francis’s desire to make visible the poverty of Jesus’ birth, emphasizing the value of humility and simplicity.
The entire decorative cycle invites visitors to admire the artistic quality of the works, but also to relive the spiritual experience that Francis wished to offer the faithful over eight centuries ago.
The Sculpted Nativity Scene
The stucco sculptures depicting the Nativity above the altar were created in 1830 by the Marche sculptors Domenico and Emidio Paci. Inside this same chapel, the pictorial decoration and frescoes are attributed to Giovanni Battista Lombardelli, with the intervention of his collaborators Silla Piccinini and Pietro Rancanelli.
For now, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and looks forward to seeing you in future posts and on social media.

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