Tosca conquista il Festival Puccini 2026: Eleonora Buratto e Adam Smith emozionano il Gran Teatro di Torre del Lago
La Tosca di Puccini: l’opera del maestro lucchese che amo di più. Ogni rappresentazione porta con sé il rischio del confronto con una tradizione immensa e, al contempo, l’opportunità di riscoprire un capolavoro che continua ad aver qualcosa da dire a gran voce.
La messa in scena del 18 luglio 2026 al Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago ha confermato che, la musica incontra interpreti eccellenti, ha sempre qualcosa da dire anche se lo fa da più di cent’anni.
Nella casa spirituale di Giacomo Puccini, affacciata sul lago che fu rifugio e fonte d’ispirazione del compositore, il dramma di Floria Tosca ha ritrovato tutta la sua potenza.
Eleonora Buratto è una Tosca intensa, elegante e profondamente umana
La vera protagonista della serata è stata senza dubbio Eleonora Buratto, che firma un’eccellente interpretazione. La sua Tosca non esaspera il temperamento della diva ma ne costruisce un ritratto credibile, fatto di fragilità, orgoglio, passione e profonda disperazione.
La voce conserva quella luminosità e quella morbidezza che hanno reso Buratto una delle interpreti italiane più apprezzate del panorama internazionale, Ogni frase trova il proprio peso drammatico, ogni accento nasce dalla parola prima ancora che dal suono.
Il secondo atto rappresenta naturalmente il vertice della sua prova. Nel confronto con Scarpia il fraseggio si fa tagliente senza perdere eleganza, mentre “Vissi d’arte” emoziona tutti i presenti fino a esplodere in un lungo applauso. Buratto alla fine della rappresentazione concede poi eccezionalmente un bis, riproponendo proprio quest’aria.
Adam Smith convince come Cavaradossi: voce generosa e grande sensibilità musicale
Accanto a lei, Adam Smith offre un Mario Cavaradossi di notevole spessore. Il tenore affronta un ruolo tra i più impegnativi del repertorio pucciniano con sicurezza tecnica e intelligenza interpretativa.
La voce è ampia, luminosa. Il suo Cavaradossi è un uomo profondamente innamorato, capace di trasmettere tenerezza e coraggio con la stessa intensità.
“Recondita armonia” viene cesellata con gusto e misura, mentre “E lucevan le stelle” trova il perfetto equilibrio tra malinconia e disperazione, senza mai cadere nell’enfasi. Tra Smith e Buratto nasce una chimica teatrale che rende credibile ogni gesto e ogni parola, facendo percepire il loro amore come il vero motore dell’intera vicenda.
Ludovic Tézier firma uno Scarpia di classe assoluta
Se Buratto e Smith rappresentano il cuore emotivo dello spettacolo, Ludovic Tézier ne costituisce il motore drammatico. Il baritono francese conferma ancora una volta perché sia considerato uno dei massimi interpreti del ruolo.
Il suo Scarpia è crudele, autorevole e potente. Misura i gesti e ogni frase pronunciata rende ancora più inquietante il personaggio. Il celebre Te Deum del primo atto diventa così uno dei momenti musicalmente più corposi, con la sua interpretazione che domina con naturalezza.
Un cast solido al servizio del capolavoro di Puccini
Molto positivo anche il contributo del resto del cast. Luciano Leoni interpreta con efficacia Cesare Angelotti, Claudio Ottino disegna un Sagrestano ben caratterizzato senza scadere nella caricatura, mentre Orlando Polidoro, Omar Cepparolli e Matteo Mollica contribuiscono con professionalità alla compattezza dell’insieme. Delicata e precisa anche la partecipazione della giovane Kim Yeseul come Pastorello.
L’impressione generale è quella di una compagnia ben affiatata, capace di sostenere la tensione drammatica senza cedimenti lungo tutto l’arco della rappresentazione.
Festival Puccini 2026: i prossimi appuntamenti a Torre del Lago
Dopo il successo di Tosca, il prossimo appuntamento è fissato per mercoledì 22 luglio con una delle serate più attese dell’edizione 2026: il Gala del tenore Jonas Kaufmann, affiancato dal soprano Maria Agresta e accompagnato dall’Orchestra del Festival Puccini diretta da Jochen Rieder. Sarà una serata interamente dedicata al grande repertorio pucciniano e segnerà il debutto di Kaufmann sul palcoscenico del Festival, uno degli eventi più attesi dagli appassionati d’opera di tutto il mondo.

Il 72° Festival Puccini proseguirà fino al 5 settembre con le repliche di Turandot il 24 luglio, 1 e 9 agosto, di Tosca il 31 luglio, 8 e 21 agosto, di La bohème il 25 luglio, 6 e 28 agosto, di Madama Butterfly il 7 e 22 agosto e il 4 settembre, e de La fanciulla del West il 29 agosto e il 5 settembre.
Il cartellone propone inoltre altri appuntamenti di grande richiamo. Il 27 luglio sarà protagonista la danza con Eleonora Abbagnato, che porterà in scena due coreografie ispirate alle musiche di Puccini: Between Light and Nowhere di Ermanno Sbezzo e Manon Lescaut, La bohème, Tosca, Madama Butterfly… di Julien Lestel. Il 30 agosto tornerà invece a Torre del Lago Plácido Domingo, direttore dell’Accademia Pucciniana e Premio Puccini 2025, insieme al soprano María José Siri, con la direzione di Marcello Rota. L’11 agosto, all’Auditorium Caruso, andrà in scena anche Puccini, avanti a Dio di Bruno Torrisi, ispirato alla commedia pirandelliana All’uscita.

I biglietti per tutti gli spettacoli sono disponibili sul sito ufficiale del Festival, presso la biglietteria di Torre del Lago e nei circuiti di vendita autorizzati.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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