“Come in uno specchio”: il diario immaginato di Sofonisba Anguissola secondo Flavio Caroli
‘Come in uno specchio’ di Flavio Caroli è un diario immaginato di Sofonisba Anguissola, costruito come se i suoi pensieri privati fossero finalmente emersi da quel silenzio lungo cinque secoli che ha avvolto la sua interiorità.
Il risultato è un libro sospeso tra storia dell’arte, immedesimazione psicologica e reinvenzione letteraria, capace di restituire una voce a una delle pittrici più straordinarie del Rinascimento.
Sofonisba Anguissola: una vita documentata, un’anima quasi invisibile
L’intuizione da cui nasce il libro è semplice e radicale: di Sofonisba Anguissola conosciamo i viaggi, le corti, i ritratti, ma quasi nulla della sua interiorità. Non esistono lettere, non esistono confessioni. Solo un’eccezione, quasi folgorante, sopravvive: la risposta al duca di Toscana in difesa del suo secondo matrimonio, riassunta in una frase che sembra attraversare i secoli con sorprendente modernità: “Ciò che si unisce in cielo non può essere sciolto in terra”.
Da questa assenza prende forma il progetto narrativo di Caroli: immaginare quel piccolo taccuino che compare in uno dei ritratti dell’artista come un luogo segreto, una soglia intima in cui finalmente far parlare la sua voce.
Il diario ritrovato che non è mai esistito
Il cuore del libro è proprio questa finzione consapevole: scrivere il diario che non è mai stato trovato. Non un esercizio arbitrario, ma un tentativo di colmare un vuoto storico ed emotivo. Caroli non pretende di “inventare” Sofonisba, ma di seguirne le tracce minime, i gesti, i silenzi, le scelte, per immaginare ciò che non è arrivato fino a noi.
Flavio Caroli racconta di aver vissuto con lei per oltre mezzo secolo attraverso lo studio delle opere, e questo dato biografico diventa chiave interpretativa: la ricostruzione dell’anima di una donna del Cinquecento non come proiezione arbitraria, ma come lunga frequentazione critica e affettiva.
L’amore come forza guida tra arte e destino
Nel diario immaginato, la vita di Sofonisba è attraversata da due energie fondamentali: l’amore per la pittura e l’amore umano. Il rapporto con il padre, l’affetto per la regina di Spagna, il dolore per le perdite, ma anche le passioni sentimentali che segnano il suo percorso.
Tra queste, emerge la storia del secondo matrimonio con Lomellini, più giovane di lei di oltre vent’anni, vissuto senza le rigidità morali dell’epoca e descritto come un’unione sorprendentemente libera e felice. È qui che la Sofonisba immaginata da Caroli si allontana dall’icona museale e diventa figura viva, attraversata da desideri, scelte e contraddizioni.
Un’artista cosmopolita nel cuore dell’Europa rinascimentale
Uno degli aspetti più affascinanti del libro è la ricostruzione del viaggio come struttura portante della vita di Sofonisba. Dalla Cremona di provincia alla Milano dei governatori, poi Madrid, cuore politico e simbolico del mondo, dove diventa pittrice di corte e osserva da vicino anche il dramma di Don Carlos.
Poi ancora la Sicilia, la Genova mercantile, e di nuovo la Sicilia finale, luogo della sua morte. Ogni spostamento non è solo geografico, ma trasformazione interiore. Sofonisba appare così come una figura europea ante litteram, cosmopolita in un’epoca in cui alle donne era raramente concesso muoversi, figurarsi lasciare tracce autonome nella storia.
Libertà creativa e condizionamenti della corte
Nel dialogo immaginario che attraversa il libro, emerge anche una domanda centrale: quanto lo status sociale ha influenzato la libertà creativa di Sofonisba? La risposta implicita è ambivalente. La giovane artista dei ritratti cremonesi appare luminosa, immediata, libera. Ma con il passare degli anni e con l’ingresso nelle rigidità della corte di Madrid, la più severa d’Europa, qualcosa si irrigidisce.
Non è un giudizio, ma una riflessione sottile sulla relazione tra potere e arte, tra riconoscimento e vincolo, tra successo e compromesso.
Un ritratto che diventa voce
‘Come in uno specchio‘ funziona proprio come il suo titolo suggerisce: uno specchio deformante e rivelatore insieme.
Non restituisce una verità storica assoluta, ma un’immagine possibile, emotiva, profondamente umana. È un libro che interroga più che raccontare, che prova a dare corpo a ciò che la storia dell’arte ha lasciato in sospeso: la voce interiore di una donna che ha attraversato corti, regni e secoli lasciando dietro di sé soprattutto sguardi.
Il libro ‘Come in uno specchio. Il diario segreto di Sofonisba Anguissola’ lo trovate QUA.
Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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