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Che cosa sono i classici? Lo racconta Nannipieri nel suo ultimo libro

Niente è fermo e tutto muta citando Eraclito. Questo concetto vale anche per ciò che oggi consideriamo un classico? Lo storico dell’arte Luca Nannipieri si pone il quesito e nelle pagine del suo ultimo libro espone una non scontata e interessante riflessione sul tema.

L’autore del saggio propone alcuni esempi di opere e architetture considerate ai nostri tempi dei classici che a lungo non sono stati dei punti di riferimento per le generazioni che si sono succedute.

Basti pensare alla Venere di Milo, a lungo sepolta e riemersa mutila dopo secoli ma oggi considerata un capolavoro o al Colosseo, depredato dei marmi di rivestimento e a lungo lasciato in completo stato di abbandono ma oggi bene protetto dall’Unesco.

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Il tempo per sua natura è mutevole e quelli che oggi consideriamo classici non lo erano un tempo e non è detto che continuino a esserlo nei secoli a venire. Corsi e ricorsi storici fanno parte del cammino dell’umanità nel quale ben poco rimane fermo e immutabile.

Non esiste un valore immutabile, statico. L’intangibilità non appartiene alla produzione umana.

Luca Nannipieri “Che cosa sono i classici”

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A mio avviso a rimanere fermo nel tempo c’è il sentimento. Non tanto quello che ha consentito di generare l’opera ma ciò che quella scultura, disegno, affresco o dipinto che sia esprime. Rimarrà sempre la disperazione delle anime dannate che affrescai nella Sistina. Chissà, magari torneranno a essere in un tempo futuro figure considerate oscene come lo furono dopo il Concilio di Trento, ma il loro strazio che smuove l’animo di chi le osserva, non muterà.

Cambiano i tempi, cambiano i riferimenti ma l’animo umano perdura immutato nei secoli. Rimarrà quell’estasi provata da Santa Teresa d’Avila fissata nel tempo dal Bernini e l’inquietudine suscitata dall’Urlo di Munch, la tenerezza della Madonna della Seggiola di Raffaello e il dolore trattenuto della Vergine che sostiene sulle gambe il corpo del Figlio oramai esanime della Pietà Vaticana.

Cambiano sicuramente i canoni estetici e ciò che è considerato bello adesso non lo sarà più fra cinquecento anni, forse, ma il sentimento che suscitano le opere rimane fisso nel tempo.

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Il libro Che cosa sono i classici di Nannipieri edito da Skira consente di avere uno sguardo ampio su cosa sia un classico e quanto sia la complessità della società contemporanea a definirlo e considerarlo tale.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social. A proposito, il libro lo trovate QUA.

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