L’error mio
Fui lento nel riconoscere l’error mio. Così volli scrivere in versi nel sonetto che inviai nel 1555 a Lodovico Beccadelli che da non molto era stato nominato arcivescovo di Ragusa.
Il Beccadelli non solo era un uomo di chiesa ma anche un raffinato letterato e un grande conoscitore dei versi di Petrarca.
Misi in versi la questione che più di tutte l’altre mi tormentò soprattutto negli ultimi anni della vita: la salvezza dell’anima. Avevo ottantuno anni all’epoca e sentivo di tanto in tanto mancare il terreno sotto i piedi. Sapevo che non avrei avuto vita infinita.
Le favole del mondo m’hanno tolto il tempo dato a contemplare Iddio: le lusinghe e le vanità del mondo nel corso della vita m’avevano distolto dal contemplare Dio dimenticando le grazie che m’aveva dato e anzi, peccando più che se non avessi avuto il talento che ebbi.
Le favole del mondo m’hanno tolto
il tempo dato a contemplare Iddio,
né sol le grazie suo poste in oblio,
ma con lor, più che senza, a peccar volto.
Quel c’altri saggio, me fa cieco e stolto
e tardi a riconoscer l’error mio;
manca la speme, e pur cresce il desio
che da te sia dal propio amor disciolto.
Ammezzami la strada c’al ciel sale,
Signor mie caro, e a quel mezzo solo10
salir m’è di bisogno la tuo ’ita.
Mettimi in odio quante ’l mondo vale
e quante suo bellezze onoro e colo,
c’anzi morte caparri eterna vita.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
My mistake
I was slow to recognize my mistake. So I wanted to write in verse in the sonnet that I sent in 1555 to Lodovico Beccadelli who had not long been appointed archbishop of Ragusa.
Beccadelli was not only a man of the church but also a refined man of letters and a great connoisseur of Petrarch’s verses.
I put into verse the question that tormented me more than all the others, especially in the last years of his life: the salvation of the soul. I was eighty-one years old at the time and occasionally felt the ground slipping beneath my feet. I knew I wouldn’t have an infinite life.
The fables of the world have taken away the time given to me to contemplate God: the flattery and vanities of the world in the course of my life had distracted me from contemplating God, forgetting the graces he had given me and indeed, sinning more than if I had not had the talent I had.
Le favole del mondo m’hanno tolto
il tempo dato a contemplare Iddio,
né sol le grazie suo poste in oblio,
ma con lor, più che senza, a peccar volto.
Quel c’altri saggio, me fa cieco e stolto
e tardi a riconoscer l’error mio;
manca la speme, e pur cresce il desio
che da te sia dal propio amor disciolto.
Ammezzami la strada c’al ciel sale,
Signor mie caro, e a quel mezzo solo10
salir m’è di bisogno la tuo ’ita.
Mettimi in odio quante ’l mondo vale
e quante suo bellezze onoro e colo,
c’anzi morte caparri eterna vita.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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