1 gennaio 1557: muore il Pontormo
Il 1 gennaio del 1557 Pontormo morì a Firenze. Fu un artista moderno, illuminato e fra i più importanti del manierismo. Con i suoi colori sgargianti e le sue composizioni, anticipò l’arte barocca ispirando le generazioni a venire.
Pontormo, al secolo Jacopo Carucci, era nato sessantatré anni prima a Pontorme, una frazione del comune di Empoli.Se oggi sappiamo molte notizie sul suo conto, lo dobbiamo al ritrovamento di un suo diario personale sul quale annotava esperienze e sentimenti senza mai risparmiarsi.
Il babbo Bartolomeo aveva studiato a bottega dal Ghirlandaio ma non ebbe modo di insegnare i primi rudimenti del mestiere al figliolo. Morì quando il piccolo Jacopo aveva solo cinque anni e poco dopo passò a miglior vita anche la su povera mamma.
La nonna allora lo affidò alla magistratura fiorentina che al tempo si faceva carico degli orfani, prendendosi cura dei loro beni e provando a costruirgli un futuro. Arrivò a Firenze dalla sua cittadina natale di Pontorme a 13 anni circa e quel ragazzino timido, introverso e cagionevole di salute ben presto mostrò di essere dotato di un talento fuori dal comune per il disegno e la pittura.
Fu mandato così a bottega prima da Leonardo da Vinci e poi da Piero di Cosimo, Mariotto Albertinelli e infine da Andrea del Sarto dove ebbe modo di perfezionarsi assieme al Rosso Fiorentino.
Ebi modo di apprezzare i suoi lavori e non esitai nell’affermare che: “Questo giovane sarà anco tale per quanto si vede, che se vive e seguita porrà quest’ arte in cielo”.
Nel 1513, a 19 anni, il suo apprendistato era terminato e cominciò a dipingere in autonomia e anni più tardi sarebbe divenuto a sua volta maestro di artisti talentuosi come il Bronzino e Giovanni Battista Naldini.
Il Vasari racconta nelle Vite che il Pontormo era terrorizzato dalla morte tanto che nemmeno voleva sentirne parlare ed evitava sempre di avere a che fare con salme.
La sua salute fu sempre molto precaria ed era esposto a problemi polmonari. Lo scrive lui stesso nel proprio diario di quanto l’umidità fiorentina e il gelo invernale lo esponessero al rischio di ammalarsi con febbri e infezioni ai bronchi e ai polmoni.
Nel 1518, il gonfaloniere di giustizia nonché uomo di fiducia dei medici Francesco di Giovanni Pucci, si fece dipingere dal Pontormo una grande tavola a olio per la chiesa di San Michele Visdomini a Firenze. L
’opera ancora oggi si trova nella sua collocazione originale e fu molto apprezzata dal Vasari. A detta sua era la più bella tavola che mai facesse questo rarissimo pittore.
Fra le opere più note del Pontormo vale la pena menzionare la Visitazione di Carmignano e la Deposizione ubicata nella Cappella Capponi della chiesa di Santa Felicita a Firenze.
I libri
Come vi ho accennato prima, il Pontormo scrisse un diario e vi consiglio vivamente di leggerlo per addentrarvi nella sua esistenza e comprendere meglio questo incredibile artista.
Se siete alla ricerca di un ottimo libro che vi racconti in modo dettagliato la vita e le opere del Pontormo, vi consiglio appassionatamente il volume scritto da Antonio Natali e Carlo Falciani che trovate QUA.
I due autori vi porteranno indietro nel tempo per raccontarvi gli episodi che hanno segnato la vita dell’artista e le sue opere nel dettaglio.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
1 January 1557: Pontormo dies
On 1 January 1557 Pontormo died in Florence. He was a modern, enlightened artist and among the most important of mannerism. With his bright colors and compositions, he anticipated Baroque art and inspired generations to come.
Pontormo, born Jacopo Carucci, was born sixty-three years earlier in Pontorme, a hamlet in the municipality of Empoli. If today we know a lot of information about him, we owe it to the discovery of a personal diary in which he wrote down experiences and feelings without ever sparing himself.
His father Bartolomeo had studied in Ghirlandaio’s workshop but had no opportunity to teach his son the rudiments of the trade. He died when little Jacopo was only five years old and shortly afterwards his poor mother also passed away.
His grandmother then entrusted him to the Florentine judiciary which at the time took care of the orphans, taking care of their assets and trying to build a future for them. He arrived in Florence from his hometown of Pontorme at around 13 years old and that shy, introverted and poor health boy soon showed that he was gifted with an uncommon talent for drawing and painting.
He was thus sent to the workshop first by Leonardo da Vinci and then by Piero di Cosimo, Mariotto Albertinelli and finally by Andrea del Sarto where he had the opportunity to perfect himself together with Rosso Fiorentino.
I had the opportunity to appreciate his works and I did not hesitate in stating that: “This young man will also be such, as far as we can see, that if he lives and follows, he will put this art in heaven”.
In 1513, at the age of 19, his apprenticeship was finished and he began to paint independently and years later he would in turn become the teacher of talented artists such as Bronzino and Giovanni Battista Naldini.
Vasari recounts in the Lives that Pontormo was terrified of death so much so that he didn’t even want to hear about it and always avoided dealing with corpses.
His health was always very precarious and he was exposed to lung problems. He wrote it himself in his diary about how the Florentine humidity and the winter frost exposed him to the risk of falling ill with fevers and infections of the bronchi and lungs.
In 1518, the standard bearer of justice and trusted man of the doctors Francesco di Giovanni Pucci had Pontormo paint a large oil panel for the church of San Michele Visdomini in Florence. The work is still in its original location today and was much appreciated by Vasari. According to him it was the most beautiful painting that this very rare painter had ever done.
Among Pontormo’s best-known works, it is worth mentioning the Visitation of Carmignano and the Deposition located in the Capponi Chapel of the church of Santa Felicita in Florence.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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