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8 marzo 1494: nasce il Rosso Fiorentino

Era l’8 marzo del 1494 quando nacque in quel di Firenze Giovan Battista di Jacopo di Gasparre che passerà poi alla storia con il nome di Rosso Fiorentino, un soprannome dato probabilmente per il colore dei suoi capelli.

Il Vasari lo descrisse come un uomo assai bello, appassionato di letteratura e di musica. Assieme al Pontormo fu un ragazzo di bottega di Andrea del Sarto e con lui lavorerà nella Santissima Annunziata a Firenze. Proprio per questo complesso affrescherà due stemmi all’interno della camera generale dei frati Serviti e l’Assunzione della Vergine nel chiostrino dei voti .

L’Assunzione della Vergine nel chiostrino dei voti .
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Nel 1515, insieme ad altri artisti, fu coinvolto nella realizzazione degli apparati effimeri che vennero installati in occasione del rientro in terra natia di papa Leone X, al secolo Giovanni di Lorenzo de’ Medici.  Il pontefice fece ingresso in città il 30 novembre del 1515 assieme a una schiera di cardinali che pareva non finisse più, con tutta la corte e qualche principe. Se volete avere un’idea di come la città venne vestita a festa, ve ne ho parlato a lungo QUA.

 Il 30 gennaio del 1518 gli fu commissionata il rettore dell’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, Leonardo Buonafede, la pala d’altare con la Madonna e quattro Santi, oggi nota con il nome di Pala dello Spedalingo. 

Buonafede però la rifiutò molto probabilmente per forti disaccordi sul costo da corrispondere all’artista da quanto si evince da alcuni documenti e non tanto per il suo espressionismo sopra le righe. Il Vasari scrive che l’opera non fu accettata perché i Santi rappresentati parevano diavoli. e dal 1900 si trova alla Galleria degli Uffizi.

Particolare della Pala dello Spedalingo, Galleria degli Uffizi
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Dopo la pala rifiutata, il Rosso Fiorentino lasciò la città per circa tre anni. In quel periodo realizzò uno dei suoi massimi capolavori: la Deposizione della Croce, commissionata dalla Compagnia della Croce di Volterra per la chiesa locale francescana.

Dipinta con colori complementari e cangianti, nella parte bassa dell’opera i personaggi si mostrano dolenti e sconvolti dall’accaduto.

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Dopo un breve ritorno a Firenze che lo vede al lavoro su diverse opere almeno fino al 1523 come lo Sposalizio della Vergine nella Basilica di San Lorenzo e l’Angiolino Musicante, parte alla volta di Roma con la convinzione che grazie alla mediazione del papa mediceo Clemente VII possa ottenere importanti commissioni.

Particolare dello Sposalizio della Vergine del Rosso Fiorentino

Per quanto riguarda l’Angiolo Musicante, per anni si pensava fosse un’opera a sé stante ma secondo i risultati ottenuti con le riflettografie pare invece dovesse appartenere a un’opera un po’ più grande . Probabilmente l’angioletto era a figura intera e seduto su degli scalini dei quali ancora c’è traccia nella parte più bassa dell’opera.

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 “… lui era sempre molto poetico nella composizione delle sue figure, audace e ben radicata nella sua progettazione, con uno stile affascinante e mozzafiato fantasia …” scrisse il Vasari del Rosso Fiorentino nelle Vite.

Così già nello stesso anno 1523 realizzò a Roma gli affreschi della Cappella Cesi in Santa Maria della Pace. Fuggì all’arrivo nell’urbe delle truppe dei Lanzichenecchi rifugiandosi in un primo momento a Perugia presso l’amico pittore Alfani.

Particolare della Pala dello Spedalingo, Galleria degli Uffizi

Il Rosso Fiorentino terminerà la sua vita in terra straniera, in Francia, con la nomina di direttore dei lavori della decorazione della grande galleria di Fountainbleu.

Lo sposalizio della Vergine del Rosso Fiorentino, basilica di San Lorenzo a Firenze

Il libro

Se volete approfondire la conoscenza su questo grande pittore manierista, vi consiglio il libro Rosso Fiorentino. Leggiadra maniera e terribilità di cose stravaganti scritto da Antonio Natali che ha diretto con impeccabile professionalità e passione la Galleria degli Uffizi dal 2006 fino al 2016.

Un libro appassionato, ben documentato e che permette di addentrarsi nelle viscere di questo grande artista. Lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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