L’incredibile storia di Venere e Cupido: l’opera sequestrata che disegnai per il Pontormo
Venere e Cupido è un tema ricorrente nel mondo dell’arte e anch’io ebbi modo di confrontarmi con la sua raffigurazione.
Bartolomeo Bettini aveva il desiderio di decorare la camera più importante della propria dimora con un programma pittorico assai interessante e affidò l’impresa a me, al Bronzino e al Pontormo.
Fra il 1532 e il 1533 realizzai il cartone preparatorio con un Cupido che, assumendo una posa contorta, si protende in avanti appoggiando il piede sinistro sulla coscia di Venere senza però celarne il pube. Incautamente rovescia la faretra lasciando cadere le frecce che sembrano colpire direttamente la dea.
Cupido avvicina il suo naso a quello di Venere ma invece di guardarla, rivolge lo sguardo verso le frecce.
Venere con un dito indica la zona del cuore come a voler mostrare il dolore che le ha causato l’essere colpita dalle frecce di Cupido, suo figlio.
Misi in contrapposizione netta la statuaria Venere all’astuto Cupido per mettere in evidenza la contrapposizione fra l’amore terreno incarnato dal giovane e quello spirituale, in questo caso raffigurato da Venere.
Gli oggetti presenti a sinistra come le rose nella coppa, attributo di Venere, le maschere simboliche dell’amore terreno e quello celeste e quella raffigurazione di un uomo caduto, alludono proprio alla caducità delle passioni terrene.
Veggendosi, adunque, quanta stima facesse Michelangelo del Pontormo, e con quanta diligenza esso Pontormo conducesse a perfezione e ponesse ottimamente in pittura i disegni e i cartoni di Michelangelo; fece tanto Bartolomeo Bettini, che il Buonarroti suo amicissimo gli fece un cartone di una Venere ignuda con un Cupido che la bacia, per farla fare di pittura al Pontormo […] Avendo dunque, Jacopo avuto questo cartone, lo condusse a suo agio e perfezione…”
Vasari
Ora dovete sapere che prima che io partissi definitivamente alla volta di Roma, nel settembre del 1534, consegnai al Pontormo il cartone con Venere e Cupido che avrebbe poi dovuto dipingere su tavola.
L’opera ultimata però non fu mai fu collocata all’interno di quella casa perché Bettini era un ardito repubblicano e ben presto in città tornarono a tiranneggiare i Medici.
Gli emissari del duca di Firenze Alessandro de’ Medici obbligarono il Pontormo a cedergli il dipinto e successivamente, nel 1536, mandarono il Bettini in esilio.
Al Bettini però rimase il mio cartone originale con la Venere e Cupido. Par tanti anni quel cartone s’è ritenuto fosse quello conservato presso il Museo di Capodimonte che vedete nelle foto che ho inserito in questo articolo.
Il 31 gennaio 1600 l’erudito ed archeologo Fulvio Orsini legò al cardinale Odoardo Farnese l’intera sua collezione di pitture, cartoni e disegni in virtù della protezione accordatagli dalla famiglia e tra le numerose opere di quel lascito c’era anche il cartone dell Venere e Cupido in questione, oggi a Capodimonte.
Successivamente l’attribuzione è stata rivista e pareva fosse una copia eseguita dal mio originale.
C’è da dire però che il disegno dell Venere e Cupido è interamente realizzato a carboncino sul cartone formato da 15 fogli di carta vergata incollati assieme. Alcuni di questi fogli mostrano in transilluminazione una filigrana con balestra inscritta in un cerchio sormontato da un giglio fiorentino, censita a suo tempo dal Roberts tfa quelle che ero solito adoperare io. Un indizio non trascurabile insomma per l’attribuzione del cartone.
Il dipinto con Venere e Cupido realizzato su mio cartone dal Pontormo invece lo potete apprezzare nella Galleria dell’Accademia di Firenze.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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The whole story of Venus and Cupid: the seized work that I drew for Pontormo
Venus and Cupid is a recurring theme in the art world and I too had the opportunity to deal with its depiction.
Bartolomeo Bettini had the desire to decorate the most important room of his home with a very interesting pictorial program and entrusted the undertaking to me, Bronzino and Pontormo.
Between 1532 and 1533 I created the preparatory cartoon with a Cupid who, assuming a contorted pose, leans forward, placing his left foot on Venus’ thigh without however hiding her pubis. He carelessly overturns the quiver, causing the arrows to fall and appear to hit the goddess directly.
Cupid brings her nose close to Venus’s but instead of looking at her, he turns his gaze towards the arrows. Venus points to the area of her heart with a finger as if to show the pain caused by being hit by Cupid’s arrows, her son.
I placed the statuesque Venus in clear contrast to the cunning Cupid to highlight the contrast between the earthly love embodied by the young man and the spiritual one, in this case depicted by Venus.
The objects on the left such as the roses in the cup, an attribute of Venus, the symbolic masks of earthly and celestial love and that depiction of a man fallen due to earthly passions, allude to the transience of earthly passions.
Now you must know that before I definitively left for Rome, in September 1534, I gave Pontormo the cartoon with Venus and Cupid which he was then supposed to paint on panel.
However, the completed work was never placed inside that house because Bettini was a bold republican and the Medici soon returned to tyrannize the city. The emissaries of the Duke of Florence Alessandro de’ Medici forced Pontormo to give them the painting and subsequently, in 1536, sent Bettini into exile.
However, my original cartoon with Venus and Cupid remained at Bettini. For many years that cartoon was believed to be the one preserved in the Capodimonte Museum that you see in the photos I included in this article.
On 31 January 1600, the scholar and archaeologist Fulvio Orsini bequeathed his entire collection of paintings, cartoons and drawings to Cardinal Odoardo Farnese by virtue of the protection granted to him by the family and among the numerous works of that bequest there was also the cartoon of Venus and Cupido in question, today Capodimonte.
Subsequently the attribution was revised and it appeared to be a copy made from my original. It must be said, however, that the drawing of Venus and Cupid is entirely made in charcoal on cardboard made up of 15 sheets of laid paper glued together. Some of these sheets show in transillumination a filigree with a crossbow inscribed in a circle surmounted by a Florentine lily, recorded in his time by Roberts as those which I used to use. In short, a non-negligible clue for the attribution of the cartoon.
The painting with Venus and Cupid created on my cardboard by Pontormo can instead be appreciated in the Galleria dell’Accademia in Florence.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you and will meet you in future posts and on social media.

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