Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito. Esce oggi il nuovo libro di Cazzullo
L’impero romano non è mai caduto e le vestigia di Roma sono più vive che mai: ce le portiamo sotto pelle quotidianamente anche se talvolta ne siamo inconsapevoli.
Aldo Cazzullo nel suo nuovo libro dal titolo “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito” edito da HerperCollins ci mostra quanto l’impero romano abbia influito sul nostro modo di vivere quotidiano, sulla politica attuale, l’arte, l’urbanistica e l’utilizzo delle parole.
Noi italiani non siamo i discendenti diretti degli antichi romani: ci siamo mescolati con molti altri popoli, dai barbari agli arabi. Ma dei romani possiamo rivendicare l’eredità. Non soltanto abitiamo la stessa terra, viviamo nelle città da loro fondate, percorriamo strade da loro tracciate; Roma vive nella nostra lingua, nei nostri palazzi, nei nostri pensieri. Nel nostro modo di parlare, di costruire, di pensare, qualcosa dell’antica Roma è rimasto. E se oggi siamo cristiani, è perché Roma diventò cristiana.
Aldo Cazzullo
Non c’è stata altra civiltà e altra epoca storica che abbia influenzato in modo così importante le generazioni successive per secoli e secoli.
Lo stile dell’antica Roma non è mai finito e ha rivissuto attraverso mille forme diverse nei seguenti secoli. Basta pensare ai progetti del Palladio o alle sculture del Canova.

Stessa cosa vale per la gestione politica della cosa pubblica. Mentre Napoleone stravedeva per Cesare e non volle farsi incoronare re dei francesi ma imperatore, alla stregua dell’impero romano quello americano è stato formato considerando l’influenza militare, culturale ed economica sugli altri paesi la loro principale forza.
Si poteva diventare romani qualunque fosse la propria origine, qualunque fosse il colore della propria pelle, qualunque fosse il proprio dio. E si poteva diventare romani restando ispanici, galli, traci, siriani, greci, egiziani, nubiani… Le questioni che Roma dovette affrontare — i flussi migratori, l’integrazione degli stranieri, lo stato di guerra permanente — sono le stesse che noi dobbiamo affrontare. E va ricordato che i romani, per quanto intimamente convinti della propria superiorità, non erano razzisti; tranne che con i goti, presi in giro perché troppo alti e troppo biondi.
Aldo Cazzullo

Quello che oggi siamo soliti definire Occidente è stato fondato sulle vestigia dell’antica Roma e adopera gli stessi linguaggi politici e del potere adoperati duemila anni fa.
Fateci caso: tante città italiane hanno nomi di derivazione romana perché proprio da romani furono fondate. Per esempio Aosta da Augusto, Torino era la tribù dei taurini e Cividale del Friuli deriva dal Foro di Giulio Cesare giusto per fare qualche esempio.

La politica escludeva le donne; anche se rispetto ad altre civiltà antiche, compresa quella greca, le donne romane godevano di maggiore libertà, non erano relegate in casa, frequentavano le arene e le terme, cenavano con gli uomini; inoltre le mogli non prendevano il nome del marito e potevano possedere, comprare, vendere; tutti diritti che alle nostre nonne furono riconosciuti soltanto nel 1919, poco più di cent’anni fa.
Aldo Cazzullo
Insomma, se volete approfondire l’argomento e comprendere quanto la società di oggi sia radicata nell’Impero Romano, vi consiglio il nuovo libro di Aldo Cazzullo dal titolo “Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l’impero infinito”.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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