La Scultura del giorno: il Salvator Mundi del Bernini
La scultura del giorno che vi propongo oggi è il Salvator Mundi del Bernini, il suo testamento spirituale.
E’ l’ultima opera alla quale Gian Lorenzo Bernini mise mano prima di passare a miglior vita. La scolpì a Roma nel 1679, quando aveva ottant’anni e con il proprio testamento la donò all’amica nonché committente Cristina di Svezia che volle collocarla nel palazzo in cui viveva a Roma.
Dopo la morte della regina, il busto fu regalato a papa Innocenzo XI, al secolo Benedetto Odescalchi e risulta presente in un inventario di Palazzo Odescalchi redatto nel 1713:
Un busto di marmo, che rappresenta il Salvatore con una mano, e panneggiamento scolpito dal Bernini; alto palmi di passetto 4 e due terzi, il suo piedistallo è diaspro di Sicilia, alto palmo uno et un quarto, largo di sotto due palmi et un quarto qual busto vien sostenuto con ambo le mani da due angioli, che sono in ginocchio sopra un gran piede il tutto di legno dorato, quali assieme col zoccolo son alti palmi nove di passetto
Sul Salvator Mundi del Bernini nell’inventario Odescalchi
Alla fine del Settecento se ne persero le tracce fino a quando, nel 2001, fu rinvenuto da Francesco Petrucci, grande studioso dell’artista.
Bernini scolpì il Cristo a mezzo busto più grande del naturale, raffigurato nell’atto di benedire con la mano destra levata.
Ha una lunga e fluente capigliatura, scolpita con maestria nel marmo di Carrara ed è abbigliato con un panneggio che movimenta l’opera conferendogli una certa dose di dinamismo.
Bernini chiamava questo suo lavoro il suo beniamino e dedicò anima e cuore per scolpirlo.
Mentre dai contemporanei fu considerata un’opera strepitosa e un degno testamento della carriera artistica dello scultore, Bernini stesso affermò mancasse di vivacità, tenerezza e altre qualità per colpa della sua età molto avanzata.
L’opera appartiene al Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’interno italiano e abitualmente è custodita all’interno della Basilica di San Sebastiano fuori le Mura, a Roma.
Dall’aprile di quest’anno, il Salvator Mundi però osserva il via vai di viaggiatori al Terminal 1 dell’aeroporto di Roma Fiumicino. Incredibile ma purtroppo è così, ve ne ho parlato nel dettaglio QUA.
Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
Sculpture of the day: Bernini’s Salvator Mundi
The sculpture of the day that I propose to you today is Bernini’s Salvator Mundi, his spiritual testament.
It is the last work to which Gian Lorenzo Bernini put his hand before passing away. He sculpted it in Rome in 1679, when he was eighty years old and left in his will to his friend and patron Christina of Sweden who wanted to place it in the building where she lived in Rome.
After the queen’s death, the bust was given to Pope Innocent XI, born Benedetto Odescalchi and is present in an inventory of Palazzo Odescalchi drawn up in 1713:
A marble bust, representing the Savior with one hand, and drapery sculpted by Bernini; 4 and two-thirds palms high on a small step, its pedestal is Sicilian jasper, one and a quarter palms high, two palms and a quarter wide below which bust is supported with both hands by two angels, who are kneeling above a large foot entirely of gilded wood, which together with the hoof are nine palms tall in length
On Bernini’s Salvator Mundi in the Odescalchi inventory
At the end of the eighteenth century, traces of it were lost until, in 2001, it was found by Francesco Petrucci, a great scholar of the artist.
Bernini sculpted the larger-than-life half-length Christ, depicted in the act of blessing with his right hand raised.
He has long, flowing hair, skilfully sculpted in Carrara marble and is dressed in drapery that enlivens the work, giving it a certain amount of dynamism.
Bernini called this work his favorite and devoted his heart and soul to sculpting it.
While it was regarded by contemporaries as a stunning work and a worthy testament to the sculptor’s artistic career, Bernini himself claimed that it lacked vivacity, tenderness and other qualities due to his very advanced age.
The work belongs to the Fondo Edifici di Culto of the Italian Ministry of the Interior and is usually kept inside the Basilica of San Sebastiano fuori le Mura, in Rome.
However, since April of this year, the Salvator Mundi has been observing the comings and goings of travelers at Terminal 1 of Rome Fiumicino airport. Incredible but unfortunately it is so, I told you about it in detail HERE.
For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by making an appointment for the next posts and on social media.

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