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La Pietà Bandini negli scatti di Amendola: la nuova mostra all’Opera del Duomo

Il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze inaugura la nuova stagione con un’imperdibile mostra che ha per protagonista la Pietà Bandini vista attraverso l’obiettivo e la indiscutibile maestria di Aurelio Amendola.

“Quando fotografa i marmi di Michelangelo, Aurelio diventa Michelangelo e s’addentra nei percorsi di pensiero e di spirito di lui” precisa Antonio Natali, curatore dell’esposizione “La Pietà di Michelangelo. Lo sguardo di Aurelio Amendola fra naturalismo e astrazione”.

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La mostra apre al pubblico non un giorno qualsiasi ma l’8 settembre, in concomitanza dei 726 anni dalla fondazione dell’Opera di Santa Maria del Fiore, avvenuta proprio nel 1296 durante la giornata dedicata alla nascita di Maria.

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Amendola, dopo aver fotografato la Pietà Bandini nel 1997 ed essersi fronteggiato in un corpo a corpo più volte con le opere mie, è tornato armato di macchina fotografica rigorosamente a pellicola per immortalare ancora una volta la Bandini dopo il restauro.

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Proprio così: tutti gli scatti in mostra sono stati eseguiti dopo l’importante intervento finanziato da Friends of Florence e terminato nel settembre 2022 da Paola Rosa, coadiuvata da Emanuela Peiretti.

Il frutto di quella sessione fotografica è oggi ammirabile da tutti nella mostra allestita al centro della Sala del Paradiso del Museo del Duomo.

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32 scatti in bianco e nero nei formati 70×100 e 100×100 che mostrano lo sguardo sull’opera di Aurelio Amendola.

Uno sguardo sempre emozionato ed emozionante il suo che riesce a rendere pulsanti quelle carni. Scorci talvolta poco noti della Pietà e altri a distanza ravvicinatissima, consentono allo spettatore di osservare finanche il mio modo di lavorare, mettendo a fuoco i segni di dubbia e gradine di differenti tipologie.

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Ogni scatto un’emozione diversa per chi lo osserva, per Amendola che l’ha pensato e per me che a quel blocco di marmo diedi forma notte dopo notte, scalpellata dopo scalpellata fino al moto di rabbia che non seppi trattenere.

Il grande fotografo sa modellare con le luci e le ombre proprio come facevo io scolpendo. Niente è casuale nelle opere mie e niente è casuale nelle foto di Amendola.

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Come dice Natali “Aurelio avanza con l’obiettivo fotografico fino a incunearsi nei vuoti, nei sottosquadri, nei meandri d’una materia inquieta.

Vi si muove quasi il suo fosse un esame autoptico; e come in una dissezione, scopre e mette a nudo piaghe anche ripulsive sfuggite all’occhio, com’è quell’ immagine ripresa di lato, da destra, che denuda la sezione verticale della coscia, mozzata di netto, con l’impudica rivelazione d’un foro quadrato per il perno d’un trapianto dell’arto.” 

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Proprio così, se ancora non avevate notato quel foro quadrato nella coscia destra della Bandini, Aurelio Amendola ve lo mostra quasi impudicamente a distanza ravvicinata.

“La Pietà di Michelangelo. Lo sguardo di Aurelio Amendola fra naturalismo e astrazione” dall’8 settembre 2022 fino al 9 gennaio 2023 al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze.

Aurelio Amendola e il mio alter ego Antonietta Bandelloni
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Non perdete l’occasione di vedere questa interessante mostra. A seguire vi propongo le interviste che ci hanno rilasciato il curatore Antonio Natali e il fotografo Aurelio Amendola. Buona visione.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti per il momento vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social. A proposito, a seguire vi

Il mio alter ego Antonietta Bandelloni con Antonio Natali, curatore della mostra. La foto è stata scattata da Gianfranco Gori
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The Bandini Pietà in Amendola’s shots: the new exhibition at the Opera del Duomo

The Museo dell’Opera del Duomo in Florence inaugurates the new season with an unmissable exhibition featuring the Pietà Bandini seen through the lens and the indisputable mastery of Aurelio Amendola.

“When he photographs Michelangelo’s marbles, Aurelio becomes Michelangelo and delves into his paths of thought and spirit” specifies Antonio Natali, curator of the exhibition “Michelangelo’s Pietà. Aurelio Amendola’s gaze between naturalism and abstraction ”.

The exhibition opens to the public not just any day but on 8 September, coinciding with the 726 years since the foundation of the Opera di Santa Maria del Fiore, which took place in 1296 during the day dedicated to the birth of Mary.

Amendola, after having photographed the Bandini Pietà in 1997 and having faced each other in a melee several times with my works, returned armed with a strictly film camera to immortalize Bandini once again after the restoration.

That’s right: all the shots on display were taken after the important intervention funded by Friends of Florence and completed in September 2022 by Paola Rosa, assisted by Emanuela Peiretti.

The result of that photographic session can now be admired by all in the exhibition set up in the center of the Sala del Paradiso of the Duomo Museum.

32 black and white shots in 70 × 100 and 100 × 100 formats that show the look at the work of Aurelio Amendola. A look that is always excited and exciting for him who manages to make those meats pulsating. Sometimes little-known glimpses of the Pietà and others at a very close distance, allow the viewer to observe even my way of working, focusing on the signs of doubt and steps of different types.

Each shot a different emotion for the viewer, for Amendola who thought it up and for me who gave shape to that block of marble night after night, chiseled after chiseled to the outburst of anger that I could not hold back.

The great photographer knows how to model with lights and shadows just like I used to sculpt. Nothing is accidental in my works and nothing is accidental in Amendola’s photos.

As Natali says, “Aurelio advances with the photographic lens until he wedges into the voids, undercuts, meanders of a restless matter. It moves almost as if his were a post-mortem examination; and as in a dissection, he discovers and reveals even repulsive sores that have escaped the eye, as is that image taken from the side, from the right, which bares the vertical section of the thigh, cut off cleanly, with the shameless revelation of ‘a square hole for the pin of a limb transplant. “

That’s right, if you still haven’t noticed that square hole in Bandini’s right thigh, Aurelio Amendola shows it to you almost shamelessly at close range.

“Michelangelo’s Pietà. Aurelio Amendola’s gaze between naturalism and abstraction “from 8 September 2022 until 9 January 2023 at the Museo dell’Opera del Duomo in Florence.

Do not miss the opportunity to see this interesting exhibition. Always your Michelangelo Buonarroti greets you for the moment by giving you an appointment to the next posts and on social networks.

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