Video: Paolucci racconta la Pietà Vaticana

Se volete vedere qualcosa di bello ed emozionante, questo video fa al caso vostro. Lo storico dell’arte Paolucci vi porta alla scoperta della Pietà Vaticana con tutta la sua conoscenza e delicatezza nello spiegare questa opera mia giovanile che ancora continua a stupire e meravigliare a distanza di secoli della sua realizzazione.

Sedetevi e guardatevelo dall’inizio alla fine. Avete la possibilità di vedere da vicino, seppur in modo virtuale, uno dei più grandi capolavori scultorei di tutti i tempi. Buona visione. Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi lascia con il video e una foto realizzata da Christian Maidana.

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Cose imparate

Stare una settimana su Facebook in modalità diversa da quella a cui ero abituato mi ha fatto capire qualche cosuccia. La prima è che per stare sui social ci sono delle regole ma che queste regole non valgono per tutti allo stesso modo: c’è chi può postare ciò che crede e chi invece deve fare attenzione a ogni più minimo dettaglio pena l’esclusione.

Ho compreso che molti si limitano a guardare e commentare le immagini senza leggere le didascalie…beh, in realtà di questo mi ero reso conto da tempo però sentirsi dire “che cosa interessante, non l’avevo mai letto da nessuna parte” da una persona che già aveva mostrato apprezzamento per lo stesso post non molto tempo fa, fa un po’ strano.

Diffidate dalle imitazioni perché ce ne sono eccome…trovata una anche qualche ora fa. Va be, tanto mica mi conoscono come mi conosco io.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Mostra in corso a Firenze dedicata alla mia arte ( post 30 aprile 2014)

Da quando sono morto fino ad ora, in qualche città del mondo c’è sempre qualcuno che si prende la briga di organizzare una mostra per celebrare le mie opere. Ciò non può che farmi piacere e rendermi parecchio orgoglioso. A volte mi gonfio il petto d’orgoglio ed esco da Santa Croce tutto soddisfatto a far due passi per la mia bella Firenze. La città è diversa davvero da quando la frequentavo da vivo secoli orsono ma continua a piacermi comunque.

A Febbraio ho partecipato all’inaugurazione di un’interessante mostra organizzata presso la Galleria dell’Accademia di Firenze. Mi son vestito bene, ho messo anche la cravatta e all’ingresso ovviamente non solo non mi hanno riconosciuto, ma m’hanno sottoposto ad un coso moderno che dicono serva per vedere se abbia degli esplosivi addosso. Bah, se è per la sicurezza del mio David e dei Prigioni va bene così.

A proposito, per la precisione vorrei sottolineare che ho dovuto sborsare anche i danari del biglietto intero e che i cinquanta centesimi di resto che mi sono scivolati dalle mani non li ho neanche ricercati fra i piedi della folla che si accalcava all’entrata. Questa sottolineatura è per tutti quelli che nel corso dei secoli mi hanno accusato di tirchieria. Ma quando mai? Suvvia, non sono mai stato attaccato ai denari, ho solo preteso che mi pagassero quanto mi si spettava!

A forza di discorsi perdo il filo. Ah, stavo parlando della mostra intitolata “Ri-conoscere Michelangelo. La scultura Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall’Ottocento a oggi”.

L’hanno organizzata per festeggiare i quattrocentocinquanta anni dalla mia morte anche se io avrei preferito bermi un bel bicchiere di Chianti per festeggiare il mio compleanno.  A parte questo la mostra è davvero interessante e ho scoperto delle cose che nemmeno io sapevo. È un’esposizione che mette in evidenza quanto alcuni fotografi, pittori e scultori siano stati influenzati dalla mia maniera di scolpire e dipingere per realizzare le loro opere.

Mi sono divertito parecchio ad aggirarmi fra foto così eloquenti di Aurelio Amendola e Giuseppe Pagano così come ho ammirato con una contemplazione quasi mistica le immagini di fermate dall’obbiettivo di David Finn.

Se ancora non siete stati a vedere questa esposizione vi merita affrettarvi. Avete tempo fino al 18 maggio e fossi in voi non mi lascerei sfuggire un’occasione così ghiotta.

Visto che siete tutti bravi con la tecnologia potete dare un’occhiata al sito ufficiale della mostra mentre io mi mescolo fra i turisti e sconfino: faccio una girata Oltrarno.

 

http://www.unannoadarte.it/riconosceremichelangelo 

Immagine

 

 

Foto presente nella mostra scattata da Jacques Ernest Bulloz al mio Schiavo Morente nel 1920. È una stampa alla gelatina bromuro d’argento e di solito si trova sempre a Firenze ma all’Interno della Biblioteca Berenson.