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1 agosto 1464: muore Cosimo il Vecchio

Il primo giorno d’agosto del 1464, affaticato e messo a dura prova dalla gotta, Cosimo il Vecchio morì nella sua Villa di Careggi. Aveva 75 anni e fin da giovanissimo aveva ricoperto incarichi politici e diplomatici di notevole importanza.

Era nato in quel di Firenze il 10 aprile del 1389 ed era il figliolo primogenito di Giovanni di Bicci, un ricco mercante di lana e pure banchiere che fin dalla più tenera età volle imparasse il latino, il greco, l’arabo ma anche nozioni di carattere scientifico, artistico e teologico.

Il ritratto di Cosimo il Vecchio realizzato dal Pontormo
1519 – 1520. Galleria degli Uffizi
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Cosimo il Vecchio era il capo dell’opposizione dell’oligarchia di quel tempo, capeggiata da Rinaldo degli Albizzi. Nel 1433 Cosimo fu esiliato ma l’anno seguente tornò a Firenze con il favore popolare e fu allora che divenne il signore della città.

Sotto la sua guida Firenze divenne una delle città più moderne e illuminate dell’epoca di tutta Europa. Cosimo il Vecchio investì ingenti risorse nell’arte e nella raccolta di manoscritti e oggetti preziosi, facendosi promotore di imprese assistenziali.

Attivissimo in ogni campo, si impegnò per sviluppare il commercio e le attività agricole. Realizzò un gran numero di opere pubbliche e si prodigò per rendere l’Arno navigabile. Era a tutti gli effetti considerato il protettore di ogni arte e con lui al potere iniziarono a sorgere ovunque chiese, palazzi e cappelle decorate dai più grandi artisti del suo tempo.

Lettera scritta da Cosimo de’ Medici a suo figlio Giovanni di Cosimo de’ Medici il 24 giugno del 1442. Archivio di Stato, Firenze
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«Fu tenuto uomo prudentissimo; fu ricchissimo più che alcuno privato, di chi s’avessi notizia in quella età; fu liberalissimo, massime nello edificare non da cittadino, ma da re. Edificò la casa loro di Firenze, San Lorenzo, la Badia di Fiesole, el convento di San Marco, Careggio; fuori della patria sua in molti luoghi, eziando in Ierusalem; […] e per lo stato grande, chè fu circa a trenta anni capo della città, per la prudenzia, per la ricchezza e per la magnificenzia ebbe tanta riputazione, che forse dalla declinazione di Roma insino a’ tempi sua nessuno cittadino privato n’aveva avuta mai tanta…»

Guicciardini

Ma difetti ne aveva Cosimo il Vecchio che i suoi concittadini definivano il Pater Patrie?

Certo e nemmeno pochini. Di fatto oppresse ogni iniziativa politica che potesse differire da quella dominante medicea e i maggiori uffici dello Stato erano gestiti da persone devote ai Medici, controllate direttamente da lui. Sebbene Cosimo fosse da tutti riconosciuto come il signore di Firenze, la libertà in città di dire la propria opinione era negata nel momento in cui andava contro il modo di governare mediceo.

Lapide sepolcrale sopra la tomba di Cosimo il Vecchio de’ Medici nella Basilica di San Lorenzo, a Firenze
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Il libro

Se volete leggere un ottimo libro che vi racconti per filo e per segno la vita e l’operato del Pater Patrie, Cosimo de’ Medici. Il banchiere statista, padre del Rinascimento fiorentino di Lorenzo Tanzini fa proprio al caoso vostro.

L’autore pagina dopo pagina racconta la personalità sfaccettata del Pater Patria basandosi sulle fonti a lui contemporanee. Nonno di Lorenzo il Magnifico e di Giuliano ucciso nella Congiura dei Pazzi, Cosimo il Vecchio fu una figura di fondamentale importanza nella Firenze del primo Quattrocento.

Il libro Cosimo de’ Medici. Il banchiere statista, padre del Rinascimento fiorentino di Lorenzo Tanzini lo trovate QUA. Buona lettura dal vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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1 August 1464: Cosimo the Elder dies

On the first day of August 1464, tired and severely tested by gout, Cosimo the Elder died in his Villa in Careggi. He was 75 years old and from a very young age he had held political and diplomatic posts of considerable importance.

He was born in Florence on 10 April 1389 and was the eldest son of Giovanni di Bicci, a rich wool merchant and also a banker who from an early age wanted to learn Latin, Greek, Arabic but also notions of scientific, artistic and theological character.

Cosimo the Elder was the leader of the opposition of the oligarchy of that time, headed by Rinaldo degli Albizzi. In 1433 Cosimo was exiled but the following year he returned to Florence with popular favor and it was then that he became the lord of the city.

Under his leadership, Florence became one of the most modern and enlightened cities of the time in all of Europe. Cosimo the Elder invested huge resources in art and in the collection of manuscripts and precious objects, becoming the promoter of welfare enterprises.

Very active in every field, he worked hard to develop trade and agricultural activities. He carried out a large number of public works and did his utmost to make the Arno navigable. He was in effect considered the protector of all art and with him in power, churches, palaces and chapels decorated by the greatest artists of his time began to rise everywhere.

But did Cosimo the Elder have any defects that his fellow citizens called the Pater Patrie?

Sure and not even a few. In fact, he oppressed any political initiative that could differ from the dominant Medici one and the major offices of the state were managed by people devoted to the Medici, controlled directly by him. Although Cosimo was recognized by all as the lord of Florence, the freedom in the city to speak one’s opinion was denied when he went against the Medici way of governing.

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