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I dipinti che raccontano la mia vita di Casa Buonarroti

Il mio pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, figliolo di Lionardo, era un gran letterato, un uomo di teatro colto e di spiccata intelligenza. Fu a lui che dobbiamo in gran parte l’ampliamento e la decorazione di Casa Buonarroti a Firenze.

Nella sala nota con il nome di Galleria, allestita fra il 1613 e il 1635, Michelangelo Buonarroti il Giovane volle rendere omaggio alla mia memoria mediante una sorta di biografia per immagini, realizzata da importanti artisti di quel tempo che lavoravano a Firenze.

Da Artemisia Gentileschi a Matteo Roselli, da Francesco Furini all’Empoli passando per il Passignano. Dieci tele raffigurano momenti salienti della mia vita in cui ebbi modo di incontrare sovrani e pontefici. Le tele messe a soffitto invece sono dedicate al momento della mia morte e dall’apoteosi delle qualità che avevo.

I dipinti monocromi invece raccontano episodi della vita mia, scelti come simbolo delle virtù teologali. A seguire vi racconto nel dettaglio alcuni di quei dipinti così, la prossima volta che visiterete Casa Buonarroti, avrete un’idea più precisa di cosa significhino nello specifico quei dipinti.

La riconciliazione di Anastasio Fontebuoni

In questo olio su tela, Anastasio Fontebuoni volle raffigurarmi al cospetto di Papa Giulio II in occasione della riconciliazione avvenuta a Bologna nel 1506.

Questa tela fu dipinta a Roma e poi inviata direttamente a Firenze al mio pronipote secondo quanto si è potuto leggere dal fitto carteggio che si scambiarono il committente e l’esecutore.

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Michelangelo a Venezia è accolto dai delegati del Doge e del Senato di Valerio Maruccelli

In questo dipinto il Maruccelli volle raffigurare un momento ubicato temporalmente del 1529, quando me ne andai a Venezia, accolto dal Senato e dal Doge.

Michelangelo a Venezia è accolto dai delegati del Doge e del Senato di Valerio Maruccelli
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Michelangelo presenta a Papa Pio IV il modello di San Pietro in Vaticano del Passignano

In questo dipinto il Passignano mi raffigurò mentre ero intento a mostrare a papa Pio IV il modello in legno per la Basilica di San Pietro.

Attorno a me e al papa si vedono un nugolo di chierici e cortigiani. Il pontefice è quasi completamente abbigliato di bianco e ombreggiato da un ombrello color porpora.

L’iscrizione latina posta alla base del dipinto indica in maniera sbagliata il nome di Paolo IV ma in realtà vedete Pio IV. Paolo IV fu invece colui che mi commissionò la commissioni delle fortificazioni che vedete in secondo piano.

Michelangelo presenta a Papa Pio Iv il modello di San Pietro in Vaticano del Passignano
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Michelangelo presenta a papa Leone X i progetti per la fabbrica di San Lorenzo a Firenze di Jacopo Chimenti

In questo dipinto su tela il Chimenti volle rappresentare papa Leone X assieme al cardinale Giulio de’ Medici futuro Clemente VII mentre scrutano attentamente le opere del complesso mediceo laurenziano.

Per guardare meglio il progetto della scala della biblioteca medicea Laurenziana e il modello in legno per la facciata del San Lorenzo, usa una lente di ingrandimento.

Michelangelo presenta a papa Leone X i progetti per la fabbrica di San Lorenzo a Firenze di Jacopo Chimenti
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Michelangelo sovrintende alle fortificazioni di Firenze di Matteo Rosselli

Questo dipinto fu realizzato fra il 1615 e il 1615 da Matteo Rosselli. Raffigura il momento in cui, durante l’assedio del 1529, ero impegnato a sovrintendere alle fortificazioni di Firenze. Mi vedete mentre mostro al comandante dell’esercito il piano per difendere la città.

Ci troviamo a San Miniato, zona sopraelevata fondamentale per difendere la città. Se aguzzate la vista vedrete sullo sfondo sia la chiesa di San miniato che San Salvatore, dotate entrambe dei sistemi di protezione che avevo ideato, con tanto di campanile di San Miniato protetto dai materassi.

Michelangelo sovrintende alle fortificazioni di Firenze di Matteo Rosselli
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Michelangelo accolto dai priori della repubblica fiorentina dopo il viaggio a Venezia di Matteo Rosselli

In questo dipinto en grisaille del Rosselli realizzato nel 1628, vedete la mia Fortezza. Questa scena fu pensata da Michelangelo il Giovane per esaltare il mio coraggio. Volle raffigurarmi dinnanzi alla porta della città, accolto da una delegazione di concittadini. Dopo la fuga da Firenze ero tornato nella città assediata per sovrintendere alla realizzazione delle fortificazioni.

Michelangelo accolto dai priori della repubblica fiorentina dopo il viaggio a Venezia, foto Saiko
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La prudenza vigila sulla sobrietà di Michelangelo di Matteo Rosselli

In questa opera del 1628, il Rosselli mi dipinse mentre ero intento a scrivere lettere, ispirato dalla figura della Prudenza con tanto di specchio e serpente.

La prudenza vigila sulla sobrietà di Michelangelo di Matteo Rosselli, foto Saiko
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Gli umanisti, gli storici i legisti e gli oratori del Rosselli

La parete sud della Biblioteca di Casa Buonarroti era destinata alla rappresentazione degli umanisti, gli storici, i legisti e gli oratori fiorentini. Matteo Rosselli, Cecco Bravo e Domenico Pugliani dipinsero sulle pareti illustri toscani, raggruppati a seconda della disciplina in cui si erano di stinti.

Dinnanzi alla porta d’ingresso furono dipinti gli scrittori e i poeti mentre a sinistra gli astronomi, i matematici, naviganti, fisici, medici e semplicisti. A destra si vedono invece gli oratori, i legisti, gli storici e umanisti. Infine, al di sopra della porta, ci sono i teologi e i filosofi.

La schiera di questi intellettuali è stata raffigurata su una loggia che si apre su Piazza della Signoria. Alle loro spalle si intravedono Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi e gli Uffizi. Fra i personaggi rappresentati si distinguono il Machiavelli e Lorenzo il Magnifico.

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Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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