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I cavalli di San Marco

La meravigliosa quadriga che decora la facciata della Basilica di San Marco a Venezia è un’opera che ha alle spalle una lunga storia di vinti e vincitori. In realtà i quattro cavalli che vediamo oggi sono una fedele riproduzione di quelli originali, spostati all’interno del Museo della Basilica di San Marco per questioni conservative nel 1982.

Mettetevi comodi che vi racconto la loro storia dall’inizio.

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Le origini della quadriga

L’origine della quadriga è stata per secoli fonte di discussione e si oscillava fra datazioni molto diverse fra di loro con un intervallo di tempo compreso fra il IV secolo a.C. e il IV secolo dopo Cristo. Alla fine del secolo scorso si è arrivati a una datazione meno incerta grazie a ricerche, restauri e studi. L’opera fu realizzata nel tardo periodo romano fra il II e il III secolo dopo Cristo.

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Probabilmente i cavalli erano arrivati a Costantinopoli dall’isola di Chios nel periodo dell’imperatore Teodosio II (408-450).

Le fonti bizantine infatti riportano la presenza di questi cavalli nel grande ippodromo di Costantinopoli. Niceta Coniate fa una dettagliata descrizione della quadriga in bronzo posta al di sopra della porta principale, da dove partivano le quadrighe reali durante le gare.

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Come arrivò la Quadriga a Venezia

Durante la IV crociata, Costantinopoli fu assediata dalla Repubblica di Venezia e messa a ferro e fuoco. Nel 1204, poco dopo il termine della battaglia, il Doge di Venezia Enrico Dandolo, si fece carico di inviare i cavalli alla Serenissima. Qualche anno più tardi, nel 1254, furono collocati sulla terrazza della facciata della Basilica di San Marco.

La quadriga però parve un trofeo prezioso per Napoleone che, nel 1797, durante il terribile saccheggio francese perpetrato ai danni della Repubblica di Venezia, la fece rimuovere e portare fino a Parigi per collocarli sopra l’Arco di Trionfo del Carrousel napoleonico.

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Il ritorno della quadriga a Venezia dopo il furto napoleonico

La quadriga però non rimase a lungo in terra francese. Il Congresso di Vienna ordinò la restituzione di tutte le opere che erano state trafugate durante le campagne di Napoleone, anche se non si capisce perché non tutte tornarono nei luoghi d’origine.

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Il capitano Dumaresq che aveva combattuto nella coalizione antifrancese a Waterloo, fu incaricato personalmente dall’imperatore d’Austria di riportare i cavalli in Piazza San Marco ricevendo come compenso una tabacchiera in oro zecchino con le sue iniziali scritte con diamanti incastonati.

Così il 13 dicembre del 1815, i cavalli tornarono a troneggiare su Piazza san Marco fino al 1982, anno in cui furono portati all’interno del Museo di San Marco per proteggerli dalle intemperie. Gli originali furono sostituiti con delle copie perfette.

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Le caratteristiche della quadriga

I quattro cavalli vennero realizzati con una lega bronzea caratterizzata da un’elevata percentuale di rame che consentì a chi li realizzò di ottenere una maggiore temperatura di fusione. Proprio l’elevato contenuto di rame permise poi di effettuare un’efficace doratura a mercurio.

I cavalli hanno un’altezza massima di 2,38 metri con 1,31 metri di altezza al garrese per una lunghezza di 2,52 metri. Pesano dagli 8,5 ai 9 quintali ciascuno.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social

The horses of San Marco

The wonderful quadriga that decorates the facade of St. Mark’s Basilica in Venice is a work that has a long history of losers and winners behind it. In fact, the four horses we see today are a faithful reproduction of the original ones, moved inside the Museum of the Basilica of San Marco for conservation reasons in 1982.

Make yourself comfortable as I tell you their story from the beginning.

The origins of the quadriga

The origin of the quadriga has been a source of discussion for centuries and oscillated between very different dates with a time interval between the fourth century BC. and the fourth century after Christ. At the end of the last century, a less uncertain dating was reached thanks to research, restorations and studies. The work was carried out in the late Roman period between the second and third centuries after Christ.

Probably the horses had arrived in Constantinople from the island of Chios in the period of Emperor Theodosius II (408-450).

In fact, the Byzantine sources report the presence of these horses in the great hippodrome of Constantinople. Niceta Coniate gives a detailed description of the bronze chariot placed above the main door, from where the royal chariots departed during the competitions.

How the Quadriga arrived in Venice

During the IV crusade, Constantinople was besieged by the Republic of Venice and put to fire and sword. In 1204, shortly after the end of the battle, the Doge of Venice Enrico Dandolo took charge of sending the horses to the Serenissima. A few years later, in 1254, they were placed on the terrace of the facade of the Basilica of San Marco.

The quadriga, however, seemed a precious trophy for Napoleon who, in 1797, during the terrible French sack perpetrated against the Republic of Venice, had it removed and brought to Paris to place them above the Arc de Triomphe of the Napoleonic Carrousel.

The return of the quadriga to Venice after the Napoleonic theft

The quadriga, however, did not remain in French territory for long. The Congress of Vienna ordered the return of all the works that had been stolen during Napoleon’s campaigns, even if it is not clear why not all of them returned to their places of origin.

Captain Dumaresq, who had fought in the anti-French coalition in Waterloo, was personally commissioned by the Emperor of Austria to bring the horses back to St. Mark’s Square, receiving as a reward a pure gold snuffbox with his initials written with diamonds.

So on 13 December 1815, the horses returned to dominate Piazza San Marco until 1982, the year in which they were brought inside the San Marco Museum to protect them from the elements. The originals were replaced with perfect copies.

The characteristics of the quadriga

The four horses were made with a bronze alloy characterized by a high percentage of copper which allowed those who made them to obtain a higher melting temperature. Precisely the high copper content then allowed for an effective mercury gilding.

The horses have a maximum height of 2.38 meters with 1.31 meters high at the withers for a length of 2.52 meters. They weigh from 8.5 to 9 quintals each.

For the moment, your Michelangelo Buonarroti greets you by giving you an appointment at the next posts and on social networks

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