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I Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani occupano due terzi dei 44 ettari su cui si estende l’intero Stato Vaticano. Sono un susseguirsi di fontane, piante provenienti da ogni angolo del mondo, edicole sacre, viali e reperti archeologici. Passeggiando per i loro viali è possibile riuscire ad avvistare qualche picchio o scoiattolo che ha deciso di metter su casa nei giardini del papa.

Le origini dei Giardini del Papa

La loro realizzazione fu avviata nel 1279 da papa Niccolò III, quando decise di trasferire la residenza pontificia dal Laterano al Vaticano. Dentro le nuove mura erette per difendere la sua residenza, papa Niccolò III Orsini volle far mettere a punto da una squadra di abili giardinieri un frutteto, un prato, un orto e un giardino. Il primo nucleo dei grandi giardini del papa è quello adiacente al Palazzetto del Belvedere e comprende anche i cortili dei Musei Vaticani.

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I secoli a seguire

Con l’avvicendarsi dei papi e lo scorrere dei secoli, i Giardini Vaticani sono stati arricchiti sempre di più. Senza dubbio il periodo di maggior fermento è quello che va dagli inizi del Cinquecento fino al termine del secolo successivo. In quel momento intervennero sul loro sviluppo artisti del calibro di Donato Bramante, Giovanni Battista Falda, Antonio Tempesta e Pirro Ligorio.

Proprio a Pirro Ligorio si deve il progetto della celebre Casina di Pio IV, oggi sede della Pontificia Accademia delle Scienze e delle Scienze Sociali.

La Casina di Pio IV, foto by stforitalia
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La Casina di Pio IV

La Casina è un capolavoro rinascimentale e fu fatta edificare da papa Paolo IV a partire dal 1558 su progetto di Pirro Ligorio, aiutato nell’impresa da Giovanni Sallustio Peruzzi, il figliolo di Baldassarre Peruzzi. Perché allora l’edificio ha il nome di un altro papa? Vi chiederete… ebbene, l’opera fu portata a termine solo nel 1561 proprio sotto il pontificato di Pio IV.

Il complesso è formato da due edifici messi l’uno dinnanzi all’altro. Il primo è una sorta di ninfeo decorato con nicchie, mosaici e sculture antiche con tanto di loggia aperta mentre il secondo, di maggiori dimensioni, separato dall’altro da una piazza ovale, ha una facciata riccamente decorata con stucchi e interni affrescati da Santi di Tito, Zuccari, Barocci e Marco da Faenza.

Casina di Pio IV progettata da Pirro Ligorio
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Le Piante

Proprio nei pressi della Casina di Pio IV, sono presenti due pini che hanno alle spalle 600 anni di vita. Pensate che hanno visto sfilare al loro cospetto un numero elevatissimo di pontefici ma anche ospiti d’onore arrivati presso la Santa Sede da ogni angolo del mondo, re, artisti dei miei tempi e chissà quante altre persone.

I Giardini Vaticani ospitano anche dei meravigliosi cedri del Libano che sfiorano i 400 anni ma i veri matusalemme dei giardini del papa sono due ulivi che furono donati dalla regione Puglia a papa Giovanni Paolo II in occasione della domenica delle Palme del 2000: hanno quasi mille anni di vita e nonostante ciò godono di ottima salute.

Vatican – May 2018: Vatican formal gardens in center of Rome
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I giardini del papa ospitano in totale circa settemila esemplari di piante e oltre trecento specie vegetali: sequoie californiane, tigli slovacchi, ciliegi giapponesi e molto altro ancora. E’ una vera e propria raccolta internazionale di piante, spesso arrivate qua mediante donazioni fatte ai pontefici in occasioni particolari come ad esempio l’ulivo arrivato da Israele nel 1993 per celebrare l’inizio delle relazioni diplomatiche con la Santa Sede.

Ancora oggi viene coltivato con cura un orto di modeste dimensioni che produce le verdure destinate al consumo del papa in carica.

Lo stemma pontificio dinnanzi al palazzo del Governatorato formato da piante e fiori
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La Grotta di Lourdes e il muro di Berlino

La riproduzione della Grotta di Lourdes fu donata a papa Leone XIII il 1 giugno del 1902 dal vescovo di Tarbes. La grotta fu costruita dall’allora architetto dei Sacri Palazzi Apostolici Costantino Sneider. Il costo dell’impresa fu sostenuto da un finanziamento ricevuto dai missionari dell’Immacolata Concezione.

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Sapete che all’interno dei Giardini Vaticani c’è anche un pezzo del Muro di Berlino? Venne donato a papa Giovanni Paolo II come riconoscimento al suo ruolo morale nell’abbattimento di quella divisione del continente europeo in due blocchi.

Il frammento è largo 1,2 metri e alto 3,80. Fu battuto all’asta dal Principato di Monaco nel 1990 e venne comprato da Marco Piccinini, un imprenditore italiano che volle donarlo al papa. Questa porzione di muro faceva parte del tratto che attraversava il quartiere di Kreuzberg-Mitte a Waldemarstraße . Proprio lì era ubicata la chiesa di San Michele, riprodotta sul pezzo di muro.

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Le Fontane e i giochi d’acqua

Le fontane così come tutto il sistema di irrigazione dei Giardini Vaticani è garantito dall’acqua non potabile che arriva direttamente dal lago di Bracciano. La natura rigogliosa presente nei giardini è un forte richiamo per un gran numero di animali selvatici come upupe, picchi, rane, scoiattoli e da qualche tempo pure pappagalli che si sono ambientati benissimo.

Fra le fontane più spettacolari vale la pena menzionare quella della Galera, dominata da una fedele riproduzione di un galeone da combattimento del XVII secolo. Vele, sartie, cannoni e altri particolari: niente è stato lasciato al caso. Lo scafo è realizzato interamente in piombo e arricchito con sessantaquattro cannoni in miniatura che sparano acqua. Questo capolavoro barocco fu commissionato da papa Gregorio XV a Giovanni Fantini, nel 1621.

La Fontana della Galera
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Meno spettacolare ma comunque degna di nota è la Fontana dell’Aquilone fatta realizzare da papa Paolo V da Vasanzio. Il gran numero di fontane presenti nei giardini del papa regalano un po’ di frescura a chi ci si avvicina, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno. Dalla Fontana dei Cinque Zampilli a quella della Vela, dal Laghetto alla Fontana a Croce Greca…

La Fontana dell’Aquilone
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Il libro

Se volete approfondire la conoscenza sullo Stato Vaticano e sulle sue dinamiche interne, vi consiglio il libro Piccolo mondo vaticano; la vita quotidiana nella città del papa di Aldo Maria Valli. In questo volume l’autore racconta tutto ciò che accade all’interno del piccolissimo ma potente Stato Vaticano.

Oltre a descrivere puntualmente l’organizzazione e la distribuzione delle varie cariche, ci porta alla scoperta di dettagli quasi sconosciuti come l’approvvigionamento dei beni alimentari, i controlli che vengono effettuati a chi accede nel piccolo Stato e molto altro ancora.
Valli non dimentica la citazione di questioni spinose e dibattute come gli investimento dello Ior, la banca vaticana. Un libro ben scritto che si legge tutto d’un fiato. Pieno di curiosità talvolta poco note al grande pubblico.

Buona lettura dunque. Il libro lo trovate QUA.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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