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5 aprile 1527: nasce Giuseppe Arcimboldo

Era un 5 aprile come oggi ma del 1527 quando Giuseppe Arcimboldo venne al mondo nella città di Milano. Il su’ babbo Biagio era uno dei pittori accreditati nella Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e proprio nella bottega di famiglia iniziò a muovere i primi passi nel mondo dell’arte.

Già nel 1549, a 22 anni, era intento a disegnare i cartoni che sarebbero stati adoperati poi per realizzare le Vetrate del Duomo di Milano.

Rodolfo II in veste di Vertunno, 1590-1591, Castello di Skoklosters, Svezia

L’Arcimboldo è noto per aver ritratto i suoi committenti con le celebri teste composte da oggetti inanimati come libri, frutta e ortaggi. Un’invenzione tutta sua e rivoluzionaria nell’epoca del Manierismo che però lo porterà a essere rapidamente dimenticato dopo la sua morte.

Il suo modo di accostare oggetti e di renderli parte di un insieme per creare volti umani è stato riscoperto e apprezzato solo di recente, con l’arrivo sulla scena del surrealismo di Dalì e artisti a lui contemporanei. Non sempre le innovazioni vengono apprezzate al momento ma prima o poi arriverà qualcuno che le riporti alla luce e gli renda giustizia.

L’ortolano dell’Arcimboldo dipinto nel 1590, Museo Civico di Cremona
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“… pittore raro, e in molte altre virtù studioso, e eccellente; e dopo l’aver dato saggio di lui, e del suo valore, così nella pittura come in diverse bizzarrie, non solo nella patria, ma ancor fuori, acquistasse gran lode…” Così definì l’Arcimboldo lo storico a lui contemporaneo Paolo Morigia che oltretutto era pure un suo caro amico.

I ritratti dell’Arcimboldo sono un insieme di fiori, pesci, piante e libri scelti secondo un attento studio. L’artista entra nelle grazie di Massimiliano II e viene nominato pittore di corte, scenografo e costumista a Vienna nel 1562.

Fra le opere sue più note vale la pena menzionare le Quattro Stagioni e il Vertunno, il dio romano del cambiamento delle stagioni raffigurato con le sembianze dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. L’opera dipinta nel 1590-91 oggi si trova in Svezia, nel Castello di Skoklosters. Ogni elemento che fa parte di questo dipinto è stato studiato nel dettaglio dall’artista e occupa una precisa posizione.

Il bibliotecario dipinto dall’Arcimboldo nel 1566, appartiene alle collezioni del Castello di Skoklosters, Svezia
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Dopo aver ottenuto un grande successo alla corte dell’imperatore, l’Arcimboldo ebbe modo di tornare nel 1587 a Milano, la città che l’aveva visto nascere. Non tornerà più alla corte degli Asburgo e morirà proprio a Milano nel 1593.

La mostra dedicata all’Arcimboldo

A partire dal 29 maggio fino al 22 novembre 2021, covid permettendo, il Centre Pompidou-Metz dedicherà a questo artista la mostra “Face à Arcimboldo” ovvero di fronte all’Arcimboldo. All’interno delle varie sezioni sarà possibile ammirare opere di artisti che dal suo modo di dipingere hanno tratto ispirazione.

Come hanno reso noto i curatori: “Se Salvador Dalì e André Breton sono i primi a riconoscere l’importanza della sua arte geniale e paradossale, le riflessioni che attraversano il lavoro di Arcimboldo continuano a risuonare ben oltre l’ambiente surrealista. La sua passione per l’illusione e per i rebus letterari, il suo pensiero sulla frammentazione, la sua ricerca sull’antropomorfismo e sui meccanismi anamorfici, il suo modo di animare nature morte o di fondere l’uomo e il regno vegetale come animale, rendono l’arte di Arcimboldo profondamente singolare”.

Giuseppe Arcimboldo, Autoritratto del 1575, oggi conservato alla Nàrodni Galerie di Praga
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La mostra sarà arricchita con le note Stagioni del Louvre dell’Arcimboldo, la Primavera della Real Academia di Madrid, i disegni del Carnet di Rodolfo II degli Uffizi, i cartoni che l’artista disegnò per le vetrate del duomo di Milano, il Bibliotecario in arrivo dal Castello di Skokloster e le scenografie e i costumi che l’artista ideò per le feste alla corte degli Asburgo.

I libri

Se volete approfondire la vostra conoscenza sull’Arcimboldo e la sua produzione artistica, vi propongo questo fascicolo della Art e Dossier a lui dedicato. Lo trovate QUA. Buona lettura.

Per il momento il vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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