Il Palazzo del Quirinale fu fatto edificare da papa Gregorio XIII: voleva per sé e la sua corte una sontuosa residenza estiva. Affidò la sua idea nelle mani dell’architetto Ottavio Mascarino che superò le sue aspettative.
Un palazzo di quelle dimensioni e soprattutto concepito come palazzo papale, non poteva certo essere sprovvisto di una piazza degna di questo nome e di una bella fontana. Così, qualche anni dopo, papa Sisto V Peretti incaricò Domenico Fontana di sistemare la zona.
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Così Fontana a partire dal 1586 dapprima restaurò il Dioscuri, Castore e Polluce, che già si trovavano sul Colle del Quirinale da tempi remoti e pare provenissero dalle Terme di Costantino. Preferì spostarle verso il centro della piazza mettendole sulla direzione di Strada Pia, ovvero l’attuale asse di Via del Quirinale e Via XX Settembre che arriva fino a Porta Pia, un mio progetto.
Ai piedi dei due gemelli, figli della Leda e di Giove che per sedurla s’era trasformato in un cigno, fu posta una vasca sormontata da un pilastro atto a sorreggere un catino più piccolo dal quale sgorgava l’Acqua Felice.
Foto La Repubblica
Papa Pio VI Braschi volle cambiare ancora una volta l’assetto del complesso dei Dioscuri e della fontana. Nel 1786 fece innalzare un obelisco in granito fra Castore e Polluce, proveniente dal Mausoleo di Augusto in Campo Marzio.
Già decenni prima era stata fatta rimuovere la fontana in vista di un nuovo riassetto. Si dovette attendere papa Pio VII Chiaramonti nel 1818 per vedere di nuovo una fontana realizzata con un grande catino di granito grigio prelevato dal Foro Romano. Fu sistemato sopra un basamento secondo il progetto di Raffaele Stern: lo stesso architetto che progettò il Braccio Nuovo del Museo Chiaramonti (Musei Vaticani) e si fece carico del restauro del Colosseo.
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