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La Galleria Doria Pamphilj

Siete mai stati nella Galleria Doria Pamphilj? E’ una delle più interessanti e suggestive presenti sul territorio italiano e oggi voglio portarvici seppur virtualmente, attraverso il mio racconto.

La storia

La storia della galleria Doria Pamphilj ebbe inizio con papa Innocenzo X, al secolo Giambattista Pamphilj che vincolò sia gli arredi che le opere di Palazzo Pamphilj a Piazza Navona, investendo il su nipote Camillo della primogenitura.

Palazzo Doria Pamphilj fu edificato sulla residenza del cardinale Fazio Santori. Oggi è il risultato di tante annessioni, di successioni e di ciò che è stato aggiunto e modificato nel corso dei secoli.

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Conserva una grande collezione di capolavori incredibili come il Riposo dalla Fuga d’Egitto del Caravaggio o la sua Maddalena. Sebbene Camillo già fosse in possesso di grandi opere, la collezione si arricchì notevolmente dopo le opere arrivate grazie al matrimonio con Olimpia Aldobrandini: si devono a lei la presenza delle opere di Tiziano, del Parmigianino, Raffaello e il Beccafumi.

Le collezioni e la disposizione delle opere

I Quattro Bracci della Galleria Doria Pamphilj che si affacciano sul cortile interno, la Sala degli Aldobrandini e quella dei Primitivi contengono la maggior parte dei capolavori presenti ella Galleria. L’aspetto architettonico che ha oggi il Palazzo è quello ideato e realizzato fra il 1731 e il 1734 da Gabriele Valvassori su ordine del principe Camillo Pamphilij junior.

L’esposizione delle opere è ancora quella che venne pensata nella seconda metà del Settecento come riportato da un documento del 1767. Entrando nella galleria si ha dunque la possibilità di vederla com’era allora, con lo stesso allestimento che non ha subito alcuna modifica, con dipinti quasi messi a incastro, gli uni accanto agli altri.

Ritratto di Olimpia Maidalchini Pamphilj di Alessandro Algardi
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Le Sale

Il Salone dei Velluti è una delle più grandi sale e deve il suo nome ai preziosi velluti alle pareti. Il soffitto fu decorato da Liborio Marmorelli nel 1768. Fra le opere della sala c’è l’Agar e l’Angelo e il Sacrificio d’Isacco di Chiesa e l’Agar e Ismaele di Mattia Preti.

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La sala da Ballo fu invece ridecorata nella seconda metà dell’Ottocento da Andrea Busiri Vici. Nella zona dedicata all’orchestra ci sono un’arpa, una gabbietta per uccelli rigorosamente d’epoca e due livree.

Le opere più celebri

Sono tante le opere note presenti in questa galleria. In una saletta dedicata al pontefice, c’è il ritratto di Innocenzo X di Velazquez e un busto dello stesso realizzato dal Bernini.

Ritratto di Innocenzo X del Bernini
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A poca distanza di questa saletta, c’è un altro locale che conserva tre ritratti panneggiati all’antica realizzati da Pietro Tenerani.

Procedendo nella galleria ci si trova faccia a faccia con l’Allegoria non finita del Correggio e la Veduta del Porto di Napoli di Bruegel il Vecchio.

Imperdibile la Crocifissione di Memling ma anche le due opere di Caravaggio: la Maddalena Penitente e il Riposo dalla Fuga d’Egitto.

Fra le opere scultoree più note c’è il busto di Olimpia Maidalchini Pamphilij realizzato da Alessandro Algardi, con quel manto gonfiato di aria e quell’espressione ferma così poco rassicurante.

Per oggi il nostro viaggio virtuale alla scoperta della Galleria Doria Pamphilj termina qua e vi invito ad andarla a vedere di persona. Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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