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La manutenzione è una cosa seria: intervista alla restauratrice del David Cinzia Parnigoni

Una manciata di giorni fa ho visto un filmato che mi ha lasciato stupito. La protagonista della scena era Eleonora Pucci, funzionaria restauratrice della Galleria dell’Accademia di Firenze. Intenta a spolverare con un pennello il volto del mio David, era però sprovvista di aspiratore: strumento fondamentale per questo tipo di intervento che consente di eliminare definitivamente ciò che viene tolto, evitando così di spostare semplicemente la polvere da un punto all’altro.

(Photo by Franco Origlia/Getty Images)

Un po’ perplesso di questo modus operandi ho chiesto delucidazioni alla restauratrice Cinzia Parnigoni. Chi meglio di lei conosce il David millimetro per millimetro? La Parnigoni ha eseguito il grandioso restauro del 2003 quando alla direzione dell’Accademia c’era Franca Falletti. E’ arrivata al David dopo aver restaurato tutti i prigioni della Galleria e non solo: negli anni successivi ha effettuato la manutenzione ordinaria finanziata dai Friends of Florence fino al cambio di direzione della Hollberg.

Parnigoni: “Le opere d’arte sono cose serie. Un restauratore deve avere un approccio professionale quando si appresta a mettere mano a ciò che gli è stato affidato, in modo particolare quando ad essere in ballo sono capolavori assoluti come può essere appunto il David. Dimenticando questo principio basilare solo per la voglia di mettere in primo piano sé stessi, si è poco seri”

Photo by Franco Origlia/Getty Images

Michelangelobuonarrotietornato: E’ sbagliato pensare che la manutenzione sia poco importante?

P: “Certo, la manutenzione di un’opera dopo che è stata restaurata non è qualcosa di secondario ma deve essere eseguita in modo oculato e preciso. La scelta di un direttore dei lavori non può essere fatta in base al progetto più economico considerando la manutenzione una cosa secondaria.

Guardi, oltre alle opere di Michelangelo, nella Galleria dell’Accademia ho eseguito anche il restauro del Ratto delle Sabine del Giambologna. Un’opera straordinaria ma molto delicata, ricoperta da una patina policroma che temo possa perdere se non verrà effettuata una manutenzione adeguata”

M: Secondo lei, cosa si dovrebbe fare per ovviare questo tipo di problematiche sicuramente non trascurabili?

P: “Come le accennavo prima vorrei i direttori non prendessero sotto gamba il ruolo del manutentore dando troppa rilevanza all’aspetto economico.

Quando per le ragioni più diverse la manutenzione non può essere affidata a chi ha eseguito il restauro dell’opera, il ché sarebbe auspicabile, è necessario fare un periodo di affiancamento in modo da poter trasmettere direttamente a chi si occuperà della manutenzione, le conoscenze acquisite.”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti, più addolorato di ieri

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