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Il babbo mio non stava bene

Domani sarà il compleanno mio…quanti ne ho fatti fino al momento? Tanti ma festeggiati molto pochi, forse nessuno. Quando s’avvicinan le ricorrenze mi prende un po’ di nostalgia per i tempi andati e mi metto a scartabellare fra i fogli miei alla ricerca di qualche freammento di vita.

Mentre fuori pioveva a dirotto, ho trovato questa lettera qua. La scrissi al mi fratello Bonarroto a firenze mentre mi trovavo in quel di Carrara. Il mi’ babbo stava male e pareva quasi sul punto d’andarsene da quel corpo stanco e malaticcio. Sarei voluto andare a trovarlo ma la situazione sulle cave non era delle migliori. Il medico un poco aveva rassicurato me e i fratelli miei sulla sua salute ma certo è che Lionardo non era più un giovanotto.

Carrara, 23 novembre del 1516

 

Buonarroto,

io ò inteso per le tua ultime chome Lodovicho è stato per morire e chome ultimamente el medico dice, non achadendo altro, che gli è fuora di pericolo. Poi che così è, io non mi mecterò a venire chostà, perché m’è schoncio assai; pure, quando ci fussi pericolo, io lo vorrei vedere a ogni modo inanzi che e’ morissi, se io dovessi morire secho insieme.

Ma io ò buona speranza che gli starà bene, e però non vengo; e quando pure avenissi che egli richaschassi – che Dio lui e noi ne guardi, – fa’ che e’ non gli manchi niente delle cose dell’anima e de’ sacramenti della Chiesia, e facti lasciare da llui se e’ vuole che noi facciàno cosa nessuna per l’anima sua; e delle cose necessarie al chorpo, fate che e’ non gli manchi niente perché io non mi sono afatichato mai se non per lui, per aiutarlo ne’ sua bisogni inanzi che lui muoia.

E chosì fa’ che la donna tua actenda chon amore, quando bisogni, al suo governo, perché la ristorerò, e tucti voi altri, quando bisogniassi, non abbiate rispecto nessuno, se vi dovessi mectere ciò che noi abbiàno. Non m’achade altro.

State im pacie, e avisami, perché sto chon passione e timore assai.Una lectera che sarà in questa, dàlla a Stefano sellaio che la mandi a rRoma ne’ Borg[h]erini. Fanne far buon servitio, perché son chose che importano.A dì venti tre di novenbre 1516.A Buonarroto di Lodovicho Simoni in Firenze.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti. Nella foto a seguire Alberto Testone che interpeta me nel film di Konchalovsky.

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