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Ombre e luci per creare volumi

Le ombre e le luci sono fondamentali nella scultura. I pieni e i vuoti creano profondità nell’opera e danno vita ai punti luce proprio come avviene nella pittura. Durante l’ultimo restauro del Mosè sono stati scoperti dettagli assai interessanti relativi alle diverse finiture delle superfici.

Il restauratore Antonio Forcellino si è reso conto che per rafforzare ancora di più la luce in alcune zone, le tirai a lustro strofinandole con fogli di piombo molto sottili e ossalati, quasi sicuramente reperiti nella pipì dei bambini. Le zone così trattate, illuminate direttamente dalla luce proveniente dalla finestra oramai chiusa, riuscivano a rifrangere ancora di più la luce del sole.

In altre aree destinate a rimanere in secondo piano, effettuai una levigatura meno raffinata adoperando pietra pomice e sabbie abrasive. Il contrasto creato fra le zone particolarmente luminose e le altre meno lucide, crea un effetto di contrasti che accentuano l’effetto di tridimensionalità.

Per effettuare la finitura superficiale adoperavo scalpelli a due denti chiamati anche calcagnuoli mentre i miei pochi collaboratori preferivano lavorare con la raspa per dare il tocco finale.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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Shadows and lights to create volumes

Shadows and lights are fundamental in sculpture. The full and empty spaces create depth in the work and give life to the light points just like in painting. During the last restoration of Moses, very interesting details were discovered regarding the different finishes of the surfaces.

The restorer Antonio Forcellino realized that to strengthen even more the light in some areas, I pulled them to luster rubbing them with very thin and oxalate lead sheets, almost certainly found in children’s pee. The areas treated in this way, illuminated directly by the light coming from the now closed window, were able to refract the sunlight even more.

In other areas destined to remain in the background, I made a less refined sanding using pumice stone and abrasive sands. The contrast created between particularly bright and less shiny areas creates an effect of contrasts that accentuate the effect of three-dimensionality.

To carry out the surface finish I used two-toothed chisels also called calcagnuoli while my few collaborators preferred to work with the rasp to give the final touch.

Your always Michelangelo Buonarroti and his stories

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