Un sonetto per Dante Alighieri
Alla mia fonte di ispirazione Dante Alighieri, volli dedicare questi versi che scrissi secoli fa
Dal ciel discese, e col mortal suo, poi
che visto ebbe l’inferno giusto e ‘l pio
ritornò vivo a contemplare Dio,
per dar di tutto il vero lume a noi.
Lucente stella, che co’ raggi suoi
fe’ chiaro a torto el nido ove nacq’io,
né sare’ ‘l premio tutto ‘l mondo rio;
tu sol, che la creasti, esser quel puoi.
Di Dante dico, che mal conosciute
fur l’opre suo da quel popolo ingrato
che solo a’ iusti manca di salute.
Fuss’io pur lui! c’a tal fortuna nato,
per l’aspro esilio suo, co’ la virtute,
dare’ del mondo il più felice stato.
Il vostro Michelangelo Buonarroti che vi da appuntamento ai prossimi post e sui social
A poem for Dante Alighieri
For my inspiration Dante Alighieri, I wanted to dedicate this poem I wrote centuries ago.
From heaven his spirit came, and robed in clay
the realms of justice and mercy trod,
then rose a living man to gaze on God,
That he might make the thruth as clear as day.
For that pure star that brightened with his ray
the underserving nest where I was born,
the whole wide word would be a prize to scorn;
none but his Maker can due guerdon pay.
I speak of Dante, whose high work remains
unknown, unhonured by that thankless brood,
who only to just men deny their wage.
Were I but he! Born for like lingering pains,
against his exile coupled with his good
I’d glady change the world’s best heritage!
Your truly, Michelangelo Buonarroti
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