Asa, Iosaphat e Ioram
La lunetta e la vela immediatamente sopra che raffigurano Asa, Iosaphat e Ioram, le affrescai appena rimontai i ponteggi dopo la parziale scopertura della volta, fra il 1511 e il 1512. Le figure qui appaiono assai più grandi rispetto alle prime lunette.
Fateci caso: le targhe che riportano i nomi degli antenati, nella seconda parte della volta sono assai più semplici, poco elaborate. Fu una scelta tecnica dovuta soprattutto alle continue pressioni di papa Giulio II che voleva veder presto conclusi i lavori nella Cappella Sistina. Secondo me aveva paura di morire prima di poter veder la sua commissione completata!
La signora a destra con i tre bambini è un po’ la classica personificazione della carità. Ha un’espressione assai assorta e mentre sostiene con entrambe le mani due bambini, ne allatta un terzo. Il bambino che la abbraccia con più vigore è Ioram.
L’uomo avvolto nel mantello arancione è Iosaphat, un personaggio tanto abile nell’accumulare denaro quanto avido. Per lui ideai un profilo caricaturale col naso a becco d’acquila, un pomo d’Adamo assai sporgente e labbra che pare suggeriscano una dentatura assente.
I suoi pantaloni rievocano un abbigliamento orientaleggiante così come il copricapo. E’ tutto indaffarato ad annotare i suoi conti con una cannuccia sopra una piccola pergamena.
Di questa figura esiste uno studio che vi propongo a seguire.

Nella vela immediatamente sopra la vela affrescai una signora tutta ripiegata su sé stessa. E’ seduta sopra una bisaccia e pare avere un’atteggiamento a metà fra la stanchezza e la disperazione.
Sullo sfondo un bambino si avvicina a lei e pare voglia quasi consolarla. Il bambino è stato interpretato come Asa che da adulto, come viene narrato nelle Sacre Scritture, divenne un distruttore di idoli pagani. La figura adulta che si intravede dietro le spalle della donna è Adbio, il padre del piccolo.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.
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