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E così il Crocifisso rientrò in Santo Spirito

Era il marzo del 1998 quando Pina Ragionieri, la direttrice di Casa Buonarroti, volle incontrare il rettore della Basilica di Santo Spirito, Padre Ilario Monti. C’era l’implelente necessità di discutere sulla collocazione del mio crocifisso ligneo che oramai da tempo era stato sottratto alla chiesa e risiedeva stabilmente a Casa Buonarroti.

Il crocifisso, dopo la sua attribuzione del 1964 della Lisner, si trovava conservato presso Casa Buonarroti per una sorta di mania alla musealizzazione delle opere, strappandole dal loro contesto storico originario. Venne dunque stabilito ufficialmente, con una lettera inviata da Casa Buonarroti all’allora direttore del Polo Museale Fiorentino Paolucci, che il Crocifisso mio avrebbe potuto far ritorno Oltrarno, nella Sagrestia di Santo Spirito.

Prima però di ricollocare il Crocifisso, fu necessario effettuare un intervento conservativo mirato a recuperare l’intero Vestibolo della Sagrestia di Giuliano da Sangallo e della Cappella Barbadori. Nel corso degli anni infatti era stata impoverita da brutte apparecchiature tecniche e da una griglia di un antiquato impianto di riscaldamento che con il suo regolare funzionamento aveva annerito in maniera importante le pareti.

Perché non si decise di metterlo dietro l’altare principale? Ebbene, nel corso dei secoli quella parte della chiesa ha subito molti cambiamenti e il Crocifisso mio posto di nuovo lì dov’era in origine, sarebbe stato assai sminuito.

Il Cristo fu riportato Oltrarno con tutti gli onori e le cautele del caso nel dicembre 2000, pochi giorni prima del Natale. Adesso lo potete ammirare lì dove risiede oramai da sedici anni, sospeso nel vuoto mediante sottili cavi d’acciaio che scompaiono alla vista. La sobrietà degli arredi lignei presenti in loco contribuiscono a spostare tutta l’attenzione degli avventori proprio sul mio Cristo ragazzino.

Se andate a Firenze non perdete l’occasione di andarlo a vedere con i vostri occhi: vi troverete dinnanzi a un capolavoro che vi farà trattenere il fiato…e vi verrà da domandarvi se quel corpo appeso alla Croce non sia davvero fatto di carne, tendini e ossa.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che prima di salutarvi vi lascia qualche scatto del rientro del Crocifisso nella Basilica di Santo Spirito.

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