Noli me tangere

Conobbi Vittoria Colonna nell’estate del 1531. Era già rimasta vedova da diversi anni del marito Ferrante Francesco d’Avalos da diversi anni e entrammo subito in sintonia. Le nostre affinità intellettive rafforzarono la nostra amicizia che durò fino a quando lei non passò a miglior vita, ahimè, prematuramente.

Vittoria aveva a cuore la Maddalena e il suo pentimento perché un po’ ci si identificava. Era passata dalla vita mondana a un’esistenza monastica fatta di preghiera, discussioni sulla fede e continue introspezioni.

Mediante l’intercessione di suo cugino Alfonso d’Avalos, il marchese del Vasto, ottenne due opere entrambe perdute: una Maddalena penitente dipinta su tavola da Tiziano e un cartone realizzato da me che rappresentava la Maddalena in atto di avvicinarsi a Cristo Risorto ovvero l’episodio evangelico noto come Noli me Tangere.

Se dell’opera di Tiziano non si ha nessuna indicazione per poter immaginare come fosse, del mio cartone sono state tratte opere dipinte da altri artisti, primo su tutti il Pontormo. In realtà il Pontormo ne dipinse ben due versioni che recano alcune differenze. E’ lecito pensare che il Noli me tangere dipinto per la Colonna sia quello attualmente conservato presso Casa Buonarroti a Firenze mentre la seconda versione eseguita per Alessandro Vitelli sia quella che si trova in una collezione privata a Busto Arsizio, in provincia di Varese.

“In questo mezzo, avendo il signor Afonso Davalo marchese del Guasto ottenuto, per mezzo di fra’ Niccolò della Magna, da Michelagnolo Buonarroti un cartone d’un Cristo che appare alla Maddalena nell’orto, fece ogni opera d’avere il Puntormo che glielo conducesse di pittura, avendogli detto il Buonarroti che niuno poteva meglio servirlo di costui. Avendo dunque condotta Iacopo questa opera a perfezzione, ella fu stimata pittura pe rla grandezza del disegno di Michelangelo e per lo colorito di Iacopo; onde avendola veduta il signor Alessandro Vitelli, il quale era allora in Fiorenza capitano della guardia de’ soldati, si fece fare da Iacopo un quadro del medesimo cartone, il quale mandò e fe’ porre nelle sue case a Città di Castello”

Questo è quanto riporta il Vasari in merito all’esecuzione del Noli me Tangere. Del cartone mio non ne è rimasto nemmeno un frammento però a Casa Buonarroti sono conservati degli studi eseguiti per la postura del Cristo.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

Noli_me_tangere_by_Pontorno_-_2 (1)

 

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