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Nemmeno la pazienza di Giobbe sarebbe bastata

Nel caldo giugno de 1519, il cardinale Giulio de’ Medici propose al priore di San Lorenzo, Giovanni Battista Figiovanni, un’importante occasione che difficilmente avrebbe rifiutato. Il potente esponente della famiglia Medici si apprestava così a investire ben 50mila ducati per la realizzazione della biblioteca e della Sagrestia Nuova annesse alla basilica. Il San Lorenzo era sempre stata un po’ considerata la Chiesa di famiglia fin dalle sue origini e Giulio de’ Medici voleva in qualche modo ribadire l’appartenenza dell’edificio sacro ai quei gran dittatori dei Medici.

A dirigere i lavori ci sarei stato io a patto che i rapporti fra me e la famiglia venissero mediati dallo stesso priore. Ebbene si, non ho mai avuto un carattere tanto facile e i Medici lo sapevano bene. Per questo motivo volevano avere poco a che fare con le mie intemperanze e con le mie giornate storte.

Il priore non poté fare altro che accettare di buon grado l’inizio di una nuova impresa che sarebbe andata avanti diversi anni.

La responsabilità del progetto sarebbe stata mia così come sarebbe stata mia la responsabilità della realizzazione delle opere da inserire nella nuova sagrestia realizzata per accogliere le tombe dei duchi.

Il povero priore era assai preoccupato: la fama della mia testardaggine era conosciuta tanto quanto le mie opere più belle. Aveva già messo in conto che avrei fatto in ogni caso come mi pareva a me senza sentir ragione alcuna.

Figiovanni annotò l’accaduto in questi termini: “Capomaestro della architettura l’unico Michelagnolo di Bonarroto Simoni, el quale Iob pazienza havuto non harebbe con quello un giorno…”

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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Photo credit Aurelio Amendola

Not even Job’s patience would have been enough

In the warm June of 1519, Cardinal Giulio de ’Medici proposed to the prior of San Lorenzo, Giovanni Battista Figiovanni, an important occasion that he would have hardly refused. The powerful exponent of the Medici family was thus preparing to invest as much as 50 thousand ducats for the construction of the library and the New Sacristy annexed to the basilica. The San Lorenzo had always been a bit considered the Church of the family since its origins and Giulio de ‘Medici wanted in some way to reaffirm the belonging of the sacred building to those great dictators of the Medici.

I was the one to direct the work, as long as the relationship between me and the family was mediated by the same prior. Yes, I never had such an easy character and the Medici knew it well. For this reason they wanted to have little to do with my intemperance and my bad days.

The prior could not help but willingly accept the start of a new venture that would have gone on for several years.

The responsibility for the project would have been mine as it would have been my responsibility for the construction of the works to be included in the new sacristy designed to house the tombs of the dukes.

The poor prior was very worried: the fame of my stubbornness was known as much as my most beautiful works. He had already reckoned that in any case I would do as I thought I could without feeling any reason.

Figiovanni noted the incident in these terms: “The only Michelagnolo of Bonarroto Simoni, master of architecture, with whom not even Job would have been patient for a single day …”

Your always Michelangelo Buonarroti

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