Nel 1564, a un anno esatto dalla chiusura del disastroso Concilio di Trento, l’assurda controriforma ebbe l’ardire di tirare in ballo il mio Giudizio Universale. Quei corpi meravigliosamente nudi, disegnati a immagine e somiglianza di Dio, erano divenuti all’improvviso scandalosi, impudici, addirittura peccaminosi.
Come può essere un corpo nudo tanto immondo da non poter stare in un luogo sacro se proprio il Creatore c’ha pensato privi di vesti e poi creati in questo modo? Mica siamo venuti su questa terra abbigliati come pavoni!
Eppure venne decretato che quei corpi dovessero essere deturpati con dei panneggi atti a renderli più pudici a detta di certi bacchettoni che le Sacre Scritture l’han lette a modo loro.
La realizzazione delle nuove braghe fu affidata a Daniele da Volterra. Non era certo entusiasta quel povero ragazzo di fare uno sgarbo simile al mio Giudizio ma, d’altro canto, era meglio che le portasse a termine lui che ben conosceva la mia maniera di dipingere.
Dall’ora in poi Daniele da Volterra venne rinominato il Braghettone e il perché di questo appellativo è assai intuitivo.
Tanto parevano scandalosi Santa Caterina d’Alesandria e San Biagio con quella posa ardita che gli diedi che i censori ordinarono venissero addirittura scalpellati via. A Daniele, ancora una volta, fu affidato l’ingrato compito di affrescarli di nuovo ma vestiti e in una posa del tutto differente.
Durante l’ultimo restauro della Cappella Sistina diretto da Gianluigi Colalucci, le braghe dipinte da Daniele da Volterra furono lasciate intatte, mentre vennero tolti tutti i panneggi censorei aggiunti in un periodo successivo da parte di altri incaricati.
Povere menti, povere genti quelle che vedono nel corpo nudo impudicizia e non l’esaltazione di Dio che l’ha creato!
Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti che vorrebbe indietro la sua Santa Caterina d’Alessandria e il suo San Biagio.

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Pubblicato da Michelangelo Buonarroti
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