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La fusione in bronzo per Giulio II

Giulio II volle da me una gigantesca opera in bronzo raffigurante la sua persona da piazzare sopra la facciata della Basilica di San Domenico a Bologna.Aveva vinto sui Bentivoglio e voleva rimarcare la sua supremazia con un gigante in bronzo che lo raffigurasse e che al contempo desse l’aspetto di potenza, di comando.

Io che non ero avvezzo a lavorare con certi materiali ebbi serie difficoltà nel portare a termine questo Giulio II di bronzo. L’opera alla fine la conclusi ma durò poco tempo perché appena le redini della città furono di nuovo in mano ai Bentivoglio, tutta la mia fatica, testa esclusa, si trasformò in una bombarda chiamata appunto “la giuliana” tanto per prendere in giro il papa del casato della Rovere.

Ho ritrovato questa lettera che scrissi al mi’ fratello Buonarroto nella quale, oltre ad arrabbiarmi come al solito con lui, descrivo un po’ la situazione di quel momento.

Bologna, 10 Novembre 1507

Buonarroto, io mi maraviglio che tu mi scriva tanto di rado.

Chredo pur che tu abbi più tempo da scrivere a me, che io a cte però avisami spesso come la fate.I’ ò intesso per l’ultima tua chome per buona chagione desideravi che io tornassi presto, la qual cosa m’à facto stare con sospecto parechi dì; però quando mi scrivi, scrivimi resoluto e chiarisci le cose bene, acciò che io intenda e basta.

Sappi che io desidero molto più che non fate voi di tornare presto, perché sto qua chon grandissimo disagio e chon fatiche istreme e non actendo a altro che a llavorare el dì e lla notte, e ò durata tanta faticha e duro, che, se io n’avessi a rrifare un’altra, non chrederrei che lla vita mi bastassi, perché è stato una grandissima opera, e sse ella fussi stata alle mani d’un altro, ci sarebe chapitato male dentro.

Ma io stimo gli orationi di qualche persona m’abbino aiutato e tenuto sano, perché era chontra l’openione di tucta Bologna che io la conducessi mai; poi che la fu gictata, e prima ancora, non era chi credessi che io la gictassi mai. Basta che io l’ò chondocta a buon termine, ma non l’arò finita per tutto questo mese, come stimavo; ma di quest’altro a ogni modo sarà finita, e ctornerò.

Però state tucti di buona voglia, perché io farò ciò che io v’ò promesso a ogni modo.

Conforta Lodovicho e Giovan Simone da mia parte e scrivimi come la fa Giovan Simone, e actendete a imparare e a stare a boctega, acciò che voi sappiate fare quando vi bisognerà, che sarà presto.

A dì dieci di novembre.Michelagniolo in Bolognia.

A Buonarroto di Lodovicho di Buonarrota Simoni in Firenze.Data nella boctega di Lorenzo Strozzi, Arte di Lana, im Porta Rossa.

IMG_20150605_133007

Vogliate scusarmi se la foto poco c’entra con la mia fusione in bronzo, ma d’altro canto di quell’opera non ne rimane altro che parole scritte.

Il sempre vostro Michelangelo Buonarroti

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