La Cappella Sistina prima di me

Prima che venissi chiamato ad affrescare la volta e poi la parete dell’altare, la Cappella Sistina appariva molto diversa da come la vedete oggi.

Fu Papa Sisto IV della Rovere, zio del famigerato Giulio II a farla edificare seguendo il progetto di Baccio Pontelli. Giovannino de’ Dolci fece da supervisore e, fra il 1477 e il 1481, la Cappella Sistina venne costruita incorporando quasi un terzo del preesistente edificio noto con il nome di Cappella Magna Vaticana. Le proporzioni date alla nuova struttura erano e sono tutt’oggi quelle del Tempio di Gerusalemme.

La Cappella era destinata alle funzioni papali e della sua corte ecclesiastica. Potevano entrare contemporaneamente 200 persone e ogni anno vi si tenevano una quarantina di servizi. Fin da subito fu destinata anche all’elezione del successore di Pietro in caso di conclave. Lo spazio dell’altare era delimitato da una transenna marmorea realizzata da Mino da Fiesole e Andrea Bregno. Questa transenna ancora si trova nella Cappella Sistina ma è stata spostata.

Il pavimento era stato realizzato con marmi policromi in stile cosmatesco.

La volta fu affrescata con un cielo stellato da Pier Matteo d’Amelia mentre il secondo registro fu affidato ai più grandi e apprezzati pittori della seconda metà del Quattrocento ovvero Botticelli, Perugino, Pintoricchio, Signorelli, Bartolomeo della Gatta, Cosimo Rosselli e Domenico Ghirlandaio. A questi artisti furono commissionati affreschi riguardanti le storie di Cristo e le Storie di Mosè. Il registro inferiore fu completato con dei tendaggi dipinti che, in anni successivi venivano coperti con lo splendido ciclo di arazzi di Raffaello. Sul registro superiore invece compare la serie dei Papi.

La parete dell’altare fu affidata al Perugino che vi affrescò l’Assunzione della Madonna. La Cappella Sistina venne consacrata proprio all’Assunzione della Vergine da Sisto IV, il 15 agosto del lontano 1483. Di questo affresco non ne rimane altro il ricordo di chi ebbe la buona sorte di vederlo e di raccontarlo attraverso scritti e immagini. Anni dopo arrivai io con mio Giudizio Universale e lo cancellai. Al tempo la tecnica dello strappo non era conosciuta e il Papa in carica preferiva che affrescassi questa parete con un soggetto decisamente diverso.

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi aveva voglia di rivivere un attimo di gioventù perduta

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