Eleazar e Mathan: i primi antenati che dipinsi

Le prime due lunette che dipinsi furono quelle di Eleazar con Mathan e Azor con Sadoch. Ad un’attenta osservazione non può sfuggire il fatto che sono quelle più dettagliate, curate con dovizia di particolari. Però nemmeno per queste due preparai un cartone come non lo feci per tutte le altre lunette a seguire.

I tempi erano stretti e Giulio II mi pressava quotidianamente. Secondo me aveva paura di passar a miglior vita prima di poter edere l’opera terminata.

Vi chiederete come facevo a procedere e con il rapidamente con il lavoro relativo agli antenati di Cristo… beh, stendevo il colore direttamente sull’intonaco fresco senza ricorrere a studi preventivi approfonditi.

Pennellata dopo pennellata davo vita a quei volti, a quei corpi messi in evidenza da vesti drappeggiate attenendomi alle loro storie narrate nell’Antico Testamento.

Adoperai impasti di colore densi stesi con pennelli quasi asciutti per dar corpo ai tessuti più spessi, quasi come se il colore lo stessi colpendo.

Il vostro Michelangelo Buonarroti sotto un cielo che minaccia tempesta.

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