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Mettiti nei miei panni

Sono qui in Santa Croce a sventolarmi con un foglio  di giornale. Oggi c’è un’afa che toglie il fiato e per metter fuori il naso aspetterò il calar della notte. Nemmeno fossi uno di quei tenebrosi e alquanto improbabili fantasmi. Sarò anche morto ma ho pur sempre una dignità da salvaguardare.

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Amor, se tu se’ dio,
non puo’ ciò che tu vuoi?
Deh fa’ per me, se puoi,
quel ch’i’ fare’ per te, s’Amor fuss’io.
Sconviensi al gran desio
d’alta beltà la speme,
vie più l’effetto a chi è press’al morire.
Pon nel tuo grado il mio:
dolce gli fie chi ‘l preme?
Ché grazia per poc’or doppia ‘l martire.
Ben ti voglio ancor dire:
che sarie morte, s’a’ miseri è dura,
a chi muor giunto a l’alta suo ventura?

Il vostro Michelangelo Buonarroti che oggi si sente più poeta che mai. Vi riporto questi versi che scrissi anni orsono sperando possano essere di vostro gradimento.

ALG230332

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