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La scalinata del Belvedere e il Pignone

Oltre al pittore e allo sculture, ho fatto anche l’architetto. Questa sfaccettatura della mia vita artistica non è conosciuta da molti, eppure qualcosuccia l’ho realizzata anch’io. Volete un esempio così su due piedi? Avete presente il cupolone di San Pietro? Anche lì c’è il mio zampino e ho migliorato l’intero progetto della Basilica.

Per tutti coloro che sostengono la tesi della mia fantomatica tirchieria, voglio ricordare che per tutti i progetti studiati per il nuovo San Pietro non volli nemmeno un ducato: ho lavorato gratis fino al giorno della mia scomparsa per costruire la Chiesa più grande e bella del mondo, in segno di devozione assoluta e come espiazione delle mie colpe. Così ho fatto scrivere poi però è vero anche che papa Paolo IV Farnese annullò la mia rendita a vita che aveva istituito il predecessore papa Paolo III Farnese.

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La Scalinata del Giardino del Belvedere

Altro progetto minore che mi fu commissionato, è quello della realizzazione della scalinata del Giardino del Belvedere, in Vaticano. Ideai una struttura a doppia rampa dinnanzi al gigantesco nicchione. Alla sommità è tutt’ora collocata la grande Pigna in bronzo, alta quattro metri e realizzata nel II secolo dopo Cristo da Publio Cincio Savio.

Questo pignone venne ritrovato nei pressi del Tempio di Iside al Campo Marzio. Si presume fosse adoperato come fontana e che dalle sue punte stillasse acqua. Prima di questa collocazione che oramai mantiene da secoli, si trovava davanti alla vecchia basilica Costantiniana di San Pietro. Veniva adoperata come fontana per consentire ai pellegrini di purificarsi prima di entrare nel luogo sacro.

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L’intero Cortile del Belvedere venne creato dal Bramante ma io ci misi una scalinata  decorativa che dava senso a tutta la sua opera. Non sono presuntuoso: il fatto è che il Bramante non l’ho mai digerito. Mi odiava per una serie di fattori che non mi dilungo a elencarvi e poi era pure geloso di me e delle mie realizzazioni.

La storia del Pignone

La grande pigna in bronzo, come accennato prima, fu realizzata fra il I e il II secolo dopo Cristo. E’ formata da cinque pezzi diversi fissati fra di loro e fu realizzata da Publio Cincio Savio. fu ritrovata in epoca medioevale nei resti delle Terme di Agrippa in Campo Marzio.

Dante e il Pignone

Dante volle prender parte al primo Giubileo della Chiesa che fu promulgato da papa Bonifacio VIII nel lontano febbraio del 1300. Si recò a Roma ed ebbe modo di vedere il quadriporticato della basilica Costantiniana e il pignone.

Nella Divina Commedia accenna pure a questa grande opera in bronzo paragonandola al volto del gigante Nembrot: “La faccia sua mi parea lunga e grossa/ come la pina di San Pietro a Roma,/e a sua proporzione eran l’altre ossa”.

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Il vostro Michelangelo Buonarroti e i suoi racconti

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