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Tiepolo, 62 opere svelano il mondo segreto di padre e figlio: la mostra ai Musei Reali di Torino

Da oggi 15 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, alla Galleria Sabauda di Torino, una mostra racconta il talento grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo tra incisioni enigmatiche, Pulcinella, scene sacre e disegni inediti.

Giambattista Tiepolo e di suo figlio Giandomenico sono i protagonisti di una mostra che porta alla luce un patrimonio prezioso e ancora poco conosciuto.

Da oggi 15 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027, lo Spazio Scoperte dei Musei Reali di Torino, al secondo piano della Galleria Sabauda, ospita Di padre in figlio: l’universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, una mostra dossier curata da Sofia Villano. Il percorso riunisce 62 opere tra disegni e stampe, provenienti dal fondo di grafica della Galleria Sabauda e dalle collezioni della Biblioteca Reale, offrendo l’occasione di scoprire un aspetto fondamentale dell’attività dei due artisti veneziani.

Giandomenico Tiepolo
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La mostra permette di entrare nel laboratorio creativo dei Tiepolo, osservando da vicino la libertà del loro segno, la capacità di costruire immagini attraverso pochi tratti e la straordinaria varietà dei soggetti affrontati. Un percorso che racconta anche come il figlio abbia saputo raccogliere l’eredità paterna, trasformandola progressivamente in un linguaggio personale.

L’esposizione si svolge in occasione del 300° anniversario della nascita di Giandomenico Tiepolo, nato a Venezia nel 1727, e diventa un viaggio attraverso due generazioni di artisti, legate da un intenso sodalizio creativo ma distinte per sensibilità, interessi e modi di guardare il mondo.

Giambattista e Giandomenico Tiepolo: una mostra per scoprire il loro talento grafico

Quando si pensa a Giambattista Tiepolo, vengono subito in mente le grandi imprese decorative, le figure sospese nei cieli luminosi e le composizioni monumentali che hanno reso celebre la pittura veneziana del Settecento. Eppure, una parte importante della sua inventiva si esprime anche sulla carta, attraverso disegni e incisioni nei quali la fantasia può muoversi con maggiore libertà.

La mostra torinese si concentra proprio su questa produzione, mettendo in dialogo le opere del padre con quelle di Giandomenico. Il confronto consente di riconoscere continuità e differenze, seguendo l’evoluzione di un linguaggio artistico che attraversa temi religiosi, personaggi della vita quotidiana, figure teatrali e visioni popolate da presenze misteriose.

Giambattista Tiepolo
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Il fondo grafico della Galleria Sabauda rappresenta il cuore di questa iniziativa. Si tratta di un patrimonio che conserva ancora materiali poco noti al grande pubblico e che, grazie agli studi e al lavoro di catalogazione, continua a offrire nuove occasioni di approfondimento.

Accanto alle opere già conosciute, il percorso presenta infatti fogli rimasti finora ai margini degli studi critici, restituendo visibilità a disegni che contribuiscono ad ampliare la conoscenza dell’ambiente artistico legato a Giambattista Tiepolo.

I disegni inediti e le nuove scoperte: le Stagioni e gli studi per figure monumentali

Tra gli aspetti più interessanti della mostra ci sono alcuni disegni presentati per la prima volta al pubblico. Il loro valore non risiede soltanto nella rarità, ma anche nella possibilità di osservare da vicino il processo creativo e le modalità con cui venivano elaborate le figure destinate a composizioni più ampie.

Spiccano tre studi a penna e acquerello bruno raffiguranti le allegorie dell’Inverno, della Primavera e dell’Estate, attribuiti a Giambattista Tiepolo. La fluidità del tratto e le delicate variazioni dell’inchiostro costruiscono le forme attraverso ombre leggere, senza appesantire la composizione.

giandomenico tiepolo
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In questi fogli si riconosce una delle qualità più affascinanti del disegno tiepolesco: la capacità di ottenere un effetto di grande vivacità con mezzi essenziali, lasciando che il movimento della mano suggerisca volumi, gesti e caratteri.

Un altro nucleo comprende sette fogli con figure destinate a decorazioni di volte, apostoli e profeti. Le pose scorciate e gli atteggiamenti delle figure richiamano i profeti della Sala Rossa nel Palazzo Patriarcale di Udine e alcune personificazioni affrescate a Villa Loschi Zileri, presso Vicenza. Questi disegni sono ricondotti a un seguace di Tiepolo, profondamente influenzato dai suoi modelli ma riconoscibile per una qualità esecutiva differente.

È un’occasione per capire quanto fosse ampia l’influenza del maestro e come il suo stile abbia continuato a circolare attraverso collaboratori e interpreti, ben oltre le opere realizzate direttamente dalla sua mano.

Pulcinella, la Sacra Famiglia e gli animali: i Tiepolo osservano il mondo

Non tutto, nell’universo grafico dei Tiepolo, appartiene alla dimensione del mito o della grande pittura. Una delle sorprese della mostra è proprio la possibilità di incontrare soggetti più immediati, nei quali si riconoscono l’attenzione per la vita quotidiana, il gusto per il teatro e la curiosità verso le persone e gli animali.

Tra i fogli più significativi si trova il celebre schizzo di Pulcinella di Giambattista Tiepolo, testimonianza del suo interesse per le maschere e per il mondo della Commedia dell’Arte. Il personaggio teatrale, con la sua carica espressiva e il suo potenziale comico, entra così in un repertorio artistico che non si limita ai soggetti solenni.

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Accanto a Pulcinella viene presentata la Sacra Famiglia, un disegno nel quale le figure prendono forma attraverso pochi tratti essenziali, accompagnati da un uso delicato dell’acquerello. La semplicità del segno non impoverisce la scena, ma ne concentra l’attenzione sui gesti e sui rapporti tra i personaggi.

Di particolare interesse sono anche lo Studio per uno zampognaro visto di schiena e Due cani che giocano, opere che rivelano la sensibilità di Giandomenico per l’osservazione diretta. Qui l’artista si allontana dalla solennità delle grandi composizioni per soffermarsi su figure comuni, posture spontanee e dettagli del mondo naturale.

I Capricci e gli Scherzi di fantasia: il lato enigmatico di Giambattista Tiepolo

Il percorso espositivo si apre con alcune delle più affascinanti incisioni di Giambattista Tiepolo: i Capricci, databili secondo una recente proposta critica intorno al 1733, e gli Scherzi di fantasia, realizzati probabilmente tra il 1743 e il 1757.

Tra le opere esposte spicca l’Adorazione dei Magi, considerata uno dei risultati più apprezzati della sua produzione incisoria.

I Capricci e gli Scherzi appartengono a una tradizione artistica nella quale la fantasia diventa protagonista. Figure, oggetti e ambientazioni si combinano senza essere necessariamente legati a una narrazione riconoscibile, dando vita a immagini che sembrano provenire da un mondo parallelo, sospeso tra realtà e immaginazione.

Vecchi personaggi orientali con enormi libri, forse maghi o filosofi, soldati, donne e fanciulli popolano scenari disseminati di architetture in rovina, ossa umane, crani di animali, gufi e serpenti. Intorno a loro si svolgono scene difficili da interpretare, come se gli spettatori fossero arrivati nel mezzo di un rito di cui non conoscono né le regole né lo scopo.

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Queste incisioni hanno alimentato letture simboliche ed esoteriche, anche in relazione al dibattito sulle scienze occulte che animava la cultura veneziana del Settecento. Il loro significato, tuttavia, non si lascia ricondurre facilmente a una spiegazione definitiva.

Le immagini non offrono una storia da seguire dall’inizio alla fine, ma invitano a soffermarsi sui dettagli, a cercare collegamenti e a interrogarsi sul rapporto tra i diversi elementi della composizione.

Il segno di Tiepolo, leggero e virtuosistico, riesce a conferire a queste visioni un’atmosfera inquieta e sospesa, dimostrando come l’incisione potesse diventare uno spazio di sperimentazione libera, lontano dai vincoli della grande decorazione.

La Via Crucis di Giandomenico Tiepolo: la Passione raccontata attraverso le incisioni

Una sezione importante della mostra è dedicata alla produzione incisoria di Giandomenico, con opere di soggetto sacro e profano realizzate tra gli anni Quaranta e gli anni Settanta del Settecento.

Tra queste occupa un posto centrale la serie della Via Crucis, tratta dai dipinti che l’artista realizzò a partire dal 1747 per l’Oratorio del Crocifisso, vicino alla chiesa veneziana di San Polo. Si tratta di una delle prime imprese pittoriche autonome del giovane Tiepolo, che attraverso le stampe intendeva far conoscere e diffondere il proprio lavoro.

La drammaticità degli episodi e il ritmo serrato della narrazione mostrano un artista già capace di andare oltre la semplice ripresa dei modelli paterni. La lezione di Giambattista rimane presente, ma viene interpretata attraverso una sensibilità luministica personale e un’attenzione ai dettagli che rende le scene particolarmente vicine allo spettatore.

Le figure non sono soltanto protagoniste di un racconto religioso: attraverso i gesti, le espressioni e la disposizione nello spazio, invitano a condividere emotivamente la sofferenza della Passione.

La sequenza delle immagini trasforma così il cammino di Cristo in un’esperienza di meditazione, nella quale la forza narrativa dell’incisione si unisce alla devozione.

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La fuga in Egitto: 27 incisioni per raccontare il viaggio della Sacra Famiglia

Tra i nuclei più significativi dell’esposizione c’è la serie Idee pittoresche sopra la Fugga in Egitto di Giesu, Maria e Gioseppe, pubblicata nel 1753 e dedicata al principe-vescovo Carl Philipp von Greiffenclau.

L’opera appartiene a una fase particolarmente importante della carriera di Giandomenico, negli anni in cui lui e il padre erano impegnati nel grandioso ciclo decorativo della Residenza di Würzburg, in Germania.

La serie è composta da 27 acqueforti, che seguono il viaggio della Sacra Famiglia dalla Palestina all’Egitto come un racconto per immagini. Il soggetto evangelico viene interpretato con uno sguardo personale, nel quale la dimensione spirituale convive con l’attenzione per il paesaggio, gli animali, gli effetti atmosferici e i personaggi incontrati lungo il cammino.

Giandomenico, attraverso punti di vista variati e una grande ricchezza di particolari, rende il viaggio concreto e credibile, avvicinando i protagonisti alla sensibilità di chi guarda.

La Sacra Famiglia è inserita in un mondo vivo, nel quale la natura e la quotidianità partecipano al racconto. La vicenda religiosa acquista una dimensione umana, capace di suscitare empatia senza perdere la propria intensità spirituale.

La Raccolta di teste: sessanta volti immaginari tra teatro e realismo

Un altro capitolo della mostra è dedicato alla Raccolta di teste, serie avviata nel 1757 e completata tra il 1771 e il 1774, dopo il ritorno di Giandomenico dalla Spagna, seguito alla morte del padre nel 1770.

Il ciclo comprende sessanta ritratti immaginari, derivati da invenzioni di Giambattista e legati anche alla tradizione di Rembrandt van Rijn e di Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto.

Questi personaggi colpiscono per la forza delle espressioni, la varietà dei volti e la teatralità delle pose. Le figure sono spesso avvolte in ampi panneggi, mentre il segno dell’incisione sottolinea le caratteristiche fisionomiche e conferisce ai protagonisti una presenza quasi tangibile.

I volti sembrano appartenere a personaggi immaginari, ciascuno dotato di una propria identità, di un carattere e di una storia che resta affidata alla fantasia dell’osservatore.

La serie dimostra quanto Giandomenico sapesse utilizzare l’incisione per esplorare le possibilità espressive del volto umano, trasformando il ritratto in un esercizio di invenzione e osservazione psicologica.

Dall’Orlando Furioso alla Gerusalemme liberata: le incisioni ispirate a Villa Valmarana

La mostra presenta anche quattro stampe ispirate agli episodi della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso e dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, soggetti che i Tiepolo avevano affrontato nel 1757 negli affreschi di Villa Valmarana ai Nani, presso Vicenza.

In queste opere Giandomenico non si limita a riprodurre le composizioni concepite dal padre, ma le rielabora attraverso una lettura personale. Le immagini diventano uno spazio nel quale sperimentare nuove soluzioni, restituendo sulla carta la vivacità delle superfici dipinte e l’immediatezza del gesto pittorico.

Il passaggio dall’affresco all’incisione non è una semplice trasposizione tecnica. Richiede un diverso modo di organizzare la luce, i volumi e i dettagli, dimostrando come Giandomenico sapesse confrontarsi con i modelli paterni senza rinunciare alla propria autonomia.

Questa sezione aiuta a comprendere la natura del rapporto tra i due artisti: una relazione fatta di collaborazione, apprendistato e continuità, ma anche di progressiva trasformazione del linguaggio ereditato.

Sfingi, pesci e mascheroni: il mondo visionario dell’ultimo Giandomenico

A completare il percorso sono alcune opere della tarda attività di Giandomenico Tiepolo, tra cui la rara stampa Sfingi, pesci e mascheroni, considerata tra i risultati più originali dell’incisione veneziana del XVIII secolo.

La composizione riunisce elementi molto diversi: sfingi osservate da angolazioni differenti, mascheroni, teste femminili incorniciate da ghirlande e una sorprendente natura morta marina in primo piano.

Gli elementi sembrano accostati secondo una logica volutamente libera, quasi che l’artista abbia voluto costruire un repertorio di immagini autonome, lasciando allo spettatore il compito di stabilire eventuali relazioni tra loro.

È una conclusione particolarmente significativa per una mostra dedicata al rapporto tra padre e figlio. Se Giandomenico parte da una tradizione familiare di straordinaria ricchezza, le sue opere tarde mostrano quanto quell’eredità possa trasformarsi in una ricerca indipendente, aperta a nuove associazioni e a soluzioni sempre più personali.

I Musei Reali di Torino valorizzano un patrimonio ancora poco conosciuto

Di padre in figlio: l’universo grafico di Giambattista e Giandomenico Tiepolo si inserisce in un più ampio progetto di studio, conservazione e valorizzazione delle raccolte grafiche della Galleria Sabauda.

Il lavoro attualmente in corso comprende verifiche conservative e inventariali, riorganizzazione dei materiali, ricondizionamento e manutenzione del fondo. Un’attività che permette di tutelare le opere e, allo stesso tempo, di renderle accessibili attraverso nuove ricerche e occasioni espositive.

Il progetto prosegue un percorso avviato tra il 2016 e il 2018 con le esposizioni dedicate a Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto, e agli incisori olandesi del Seicento. Successivamente, altre iniziative hanno approfondito la produzione grafica di Marcantonio Raimondi, Rembrandt e Guido Reni, con le mostre Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude (2020-2021), Rembrandt incontra Rembrandt. Dialoghi in Galleria (2022-2023) e Guido Reni nelle collezioni sabaude e sugli altari del Piemonte (2025-2026).

Come ha sottolineato Paola D’Agostino, direttrice generale dei Musei Reali di Torino, la mostra permette di valorizzare uno straordinario patrimonio di oltre cento stampe di Giambattista e Giandomenico Tiepolo, conservato nel fondo grafico della Galleria Sabauda. Un insieme che, nonostante gli studi degli ultimi anni, continua a riservare nuove scoperte.

Il museo diventa così non soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio nel quale le opere possono tornare a essere oggetto di ricerca, conoscenza e confronto con il pubblico.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Tiepolo: 62 Works Reveal the Secret World of Father and Son – An Exhibition at the Royal Museums of Turin

From today, October 15, 2026, through January 17, 2027, the Galleria Sabauda in Turin is hosting an exhibition that explores the graphic talent of Giambattista and Giandomenico Tiepolo, featuring enigmatic engravings, depictions of Pulcinella, sacred scenes, and previously unseen drawings.

Giambattista Tiepolo and his son, Giandomenico, take center stage in an exhibition that brings to light a precious and still largely unknown body of work.

Running from October 15, 2026, to January 17, 2027, the “Spazio Scoperte” (Discovery Space) at the Royal Museums of Turin—located on the second floor of the Galleria Sabauda—presents From Father to Son: The Graphic Universe of Giambattista and Giandomenico Tiepolo, a focused exhibition curated by Sofia Villano. The display brings together 62 works, including drawings and prints, drawn from the graphic arts collection of the Galleria Sabauda and the holdings of the Royal Library, offering a unique opportunity to explore a fundamental aspect of the two Venetian artists’ creative output.

The exhibition invites visitors into the Tiepolos’ creative workshop, allowing for a close look at the freedom of their line, their ability to construct images with just a few strokes, and the extraordinary variety of subjects they explored. The exhibition also traces how the son embraced his father’s legacy, gradually transforming it into a distinct, personal artistic language.

Timed to coincide with the 300th anniversary of the birth of Giandomenico Tiepolo—who was born in Venice in 1727—the exhibition serves as a journey across two generations of artists, bound by an intense creative partnership yet distinguished by their unique sensibilities, interests, and ways of perceiving the world.

Giambattista and Giandomenico Tiepolo: An Exhibition Exploring Their Graphic Talent

When one thinks of Giambattista Tiepolo, what immediately come to mind are his grand decorative projects—figures suspended in luminous skies and monumental compositions that made 18th-century Venetian painting so renowned. Yet, a significant part of his inventiveness also found expression on paper, through drawings and etchings—mediums that allowed his imagination to roam with greater freedom.

The exhibition in Turin focuses precisely on this body of work, placing the creations of the father, Giambattista, in dialogue with those of his son, Giandomenico. This comparison reveals both continuities and differences, tracing the evolution of an artistic language that spans religious themes, scenes from everyday life, theatrical characters, and visions populated by mysterious figures.

At the heart of this initiative lies the graphic collection of the Galleria Sabauda—a treasure trove containing materials still largely unknown to the general public, which, thanks to ongoing research and cataloging, continues to offer fresh opportunities for scholarly exploration.

Alongside well-known pieces, the exhibition features works that have until now remained on the periphery of critical study, bringing renewed visibility to drawings that broaden our understanding of the artistic milieu surrounding Giambattista Tiepolo.

Previously Unseen Drawings and New Discoveries: The “Seasons” and Studies for Monumental Figures
Among the most compelling aspects of the exhibition are several drawings being presented to the public for the first time. Their value lies not only in their rarity but also in the unique opportunity they provide to observe the creative process—revealing how the figures intended for larger, more complex compositions were developed.

Particularly noteworthy are three studies in pen and brown wash—allegories of Winter, Spring, and Summer—attributed to Giambattista Tiepolo. The fluidity of the line and the delicate variations in the ink build forms through light shadows, without weighing down the composition.

In these sheets, one can discern one of the most fascinating qualities of Tiepolo’s drawing style: the ability to achieve a highly vivid effect using minimal means, allowing the movement of the hand to suggest volumes, gestures, and character.

Another group consists of seven sheets featuring figures intended for ceiling decorations—apostles and prophets. The foreshortened poses and the attitudes of these figures recall the prophets in the Sala Rossa (Red Room) of the Patriarchal Palace in Udine, as well as certain personifications frescoed at Villa Loschi Zileri, near Vicenza. These drawings are attributed to a follower of Tiepolo—someone deeply influenced by the master’s models, yet distinguishable by a different quality of execution.

This offers an opportunity to grasp the full extent of the master’s influence and to see how his style continued to circulate through his collaborators and interpreters, reaching well beyond the works created by his own hand.

Pulcinella, the Holy Family, and animals: the Tiepolos observe the world

Not everything within the graphic universe of the Tiepolos belongs to the realm of myth or grand-scale painting. One of the surprises of the exhibition is the chance to encounter more immediate subjects—works that reveal a keen attention to everyday life and a taste for theater and a curiosity about people and animals.

Among the most significant sheets is Giambattista Tiepolo’s famous sketch of Pulcinella, a testament to his interest in theatrical masks and the world of Commedia dell’Arte. The theatrical character—with his expressive energy and comic potential—thus enters an artistic repertoire that extends well beyond solemn subjects.

Displayed alongside Pulcinella is the Holy Family, a drawing in which the figures take shape through a few essential strokes, complemented by a delicate use of watercolor. The simplicity of the line does not diminish the scene; instead, it focuses attention on the gestures and relationships between the figures.

Also of particular interest are Study of a Bagpiper Seen from Behind and Two Playing Dogs—works that reveal Giandomenico’s sensitivity to direct observation. Here, the artist moves away from the solemnity of grand compositions to focus on ordinary figures, spontaneous postures, and details from the natural world.

The Capricci and Scherzi di fantasia: The Enigmatic Side of Giambattista Tiepolo

The exhibition opens with some of Giambattista Tiepolo’s most fascinating etchings: the Capricci—dated by recent scholarship to around 1733—and the Scherzi di fantasia, likely created between 1743 and 1757.

A highlight among the works on display is the Adoration of the Magi, considered one of the finest achievements of his printmaking career.

The Capricci and Scherzi belong to an artistic tradition in which imagination takes center stage. Figures, objects, and settings combine without necessarily adhering to a recognizable narrative, giving rise to images that seem to emerge from a parallel world suspended between reality and imagination. Elderly figures with an oriental appearance—perhaps wizards or philosophers—alongside soldiers, women, and children, populate settings scattered with ruined architecture, human bones, animal skulls, owls, and snakes. The scenes unfolding around them are difficult to interpret, as if the viewer had arrived in the midst of a ritual whose rules and purpose remain unknown.

These etchings have fueled symbolic and esoteric interpretations, partly in the context of the 18th-century Venetian debate surrounding the occult sciences. Their meaning, however, cannot be easily reduced to a single, definitive explanation.

The images do not present a narrative to be followed from beginning to end; rather, they invite the viewer to linger over details, seek out connections, and reflect on the relationships between the various elements within the composition.

Tiepolo’s draftsmanship—light, virtuosic, and masterful—imbues these visions with an unsettling, suspended atmosphere, demonstrating how the medium of etching could serve as a space for unfettered experimentation, free from the constraints of large-scale decorative commissions.

The Via Crucis by Giandomenico Tiepolo: The Passion as Told Through Etchings

A significant section of the exhibition is dedicated to the graphic work of Giandomenico Tiepolo, featuring both sacred and secular subjects created between the 1740s and the 1770s.

Central to this body of work is the Via Crucis (Stations of the Cross) series, based on paintings the artist began in 1747 for the Oratorio del Crocifisso, located near the Venetian church of San Polo. This project represents one of the young Tiepolo’s first independent artistic endeavors—a series he sought to promote and disseminate through these prints. The dramatic nature of the episodes and the tight pacing of the narrative reveal an artist already capable of moving beyond a mere imitation of his father’s models. While the influence of Giambattista remains, it is interpreted through a personal sensibility regarding light and a meticulous attention to detail that brings the scenes remarkably close to the viewer.

The figures are not merely protagonists in a religious narrative; through their gestures, expressions, and spatial arrangement, they invite the viewer to share emotionally in the suffering of the Passion.

In this way, the sequence of images transforms Christ’s journey into an act of meditation, in which the narrative power of the engraving merges with deep devotion.

The Flight into Egypt: 27 engravings chronicling the journey of the Holy Family

Among the most significant highlights of the exhibition is the series Idee pittoresche sopra la Fugga in Egitto di Giesu, Maria e Gioseppe (“Picturesque Ideas on the Flight into Egypt of Jesus, Mary, and Joseph”), published in 1753 and dedicated to the Prince-Bishop Carl Philipp von Greiffenclau.

This work dates from a pivotal phase in Giandomenico’s career—a period when he and his father were engaged in the grand decorative cycle for the Würzburg Residence in Germany.

The series consists of 27 etchings that follow the Holy Family’s journey from Palestine to Egypt, unfolding like a story told through images. The Gospel subject is interpreted with a personal approach, in which the spiritual dimension coexists with an attention to the landscape, animals, atmospheric effects, and the characters encountered along the way.

Through varied points of view and a great wealth of detail, Giandomenico makes the journey concrete and credible, bringing the protagonists closer to the viewer’s own sensibilities.

The Holy Family is placed within a living world, where nature and everyday life play a part in the narrative. The religious story takes on a human dimension, capable of evoking empathy without losing its spiritual intensity.

The Collection of Heads: Sixty Imaginary Faces, Blending Theatricality and Realism

Another section of the exhibition is dedicated to the Collection of Heads (Raccolta di teste), a series begun in 1757 and completed between 1771 and 1774—following Giandomenico’s return from Spain, which occurred after his father’s death in 1770.

The cycle comprises sixty imaginary portraits, derived from the inventions of Giambattista and also linked to the traditions of Rembrandt van Rijn and Giovanni Benedetto Castiglione, known as “Il Grechetto.”

These figures are striking for the power of their expressions, the variety of their faces, and the theatricality of their poses. The subjects are often draped in voluminous fabrics, while the lines of the engraving emphasize their physiognomic features, lending the figures an almost tangible presence.

The faces appear to belong to fictional characters, each endowed with a distinct identity, temperament, and backstory—left to the imagination of the observer.

The series demonstrates Giandomenico’s mastery of the engraving medium in exploring the expressive potential of the human face, transforming the portrait into an exercise in both invention and psychological observation. From Orlando Furioso to Gerusalemme Liberata: Engravings Inspired by Villa Valmarana
The exhibition also features four prints inspired by episodes from Torquato Tasso’s Gerusalemme Liberata (Jerusalem Delivered) and Ludovico Ariosto’s Orlando Furioso—subjects that the Tiepolos had previously explored in their 1757 frescoes for Villa Valmarana ai Nani, near Vicenza.

In these works, Giandomenico does not merely reproduce the compositions conceived by his father; rather, he reinterprets them through his own personal lens. The images become a space for experimenting with new approaches, capturing on paper the vibrancy of the painted surfaces and the immediacy of the painterly gesture.

The transition from fresco to engraving is more than a simple technical transposition. It requires a different way of organizing light, volume, and detail, demonstrating how Giandomenico was able to engage with his father’s models while maintaining his own artistic autonomy.

This section sheds light on the nature of the relationship between the two artists—a bond defined by collaboration, apprenticeship, and continuity, yet also marked by the gradual transformation of an inherited artistic language.

Sphinxes, Fish, and Grotesque Masks: The Visionary World of the Later Giandomenico

The exhibition concludes with several works from the later period of Giandomenico Tiepolo’s career, including the rare print Sphinxes, Fish, and Grotesque Masks—regarded as one of the most original achievements in 18th-century Venetian engraving.

The composition brings together a diverse array of elements: sphinxes viewed from various angles, grotesque masks, female heads framed by garlands, and a striking marine still life in the foreground.

These elements are juxtaposed with a deliberately free logic, as if the artist intended to assemble a repertoire of independent images, leaving it to the viewer to determine any potential connections between them. This is a particularly significant conclusion for an exhibition dedicated to the relationship between father and son. While Giandomenico began with a family tradition of extraordinary richness, his later works demonstrate how that legacy could evolve into an independent pursuit—one open to new associations and increasingly personal artistic solutions.

The Royal Museums of Turin (Musei Reali di Torino) are bringing greater visibility to a collection that remains relatively little-known.
From Father to Son: The Graphic Universe of Giambattista and Giandomenico Tiepolo is part of a broader project focused on the study, preservation, and promotion of the graphic collections held by the Galleria Sabauda.

The work currently underway includes conservation assessments and inventory checks, the reorganization of materials, and the rehousing and maintenance of the collection. These efforts serve to both safeguard the artworks and make them accessible through new research and exhibition opportunities.

This project continues a path initiated between 2016 and 2018 with exhibitions dedicated to Giovanni Benedetto Castiglione—known as “Il Grechetto”—and to 17th-century Dutch printmakers. Subsequently, further initiatives have explored the graphic work of Marcantonio Raimondi, Rembrandt, and Guido Reni, through exhibitions such as On the Trail of Raphael in the Savoy Collections (2020–2021) and Rembrandt Meets Rembrandt: Dialogues in the Gallery (2021–2022) and Guido Reni in the Savoyard collections and on the altars of Piedmont (2025–2026).

As Paola D’Agostino, Director General of the Royal Museums of Turin, has pointed out, the exhibition highlights an extraordinary collection of over one hundred prints by Giambattista and Giandomenico Tiepolo, held within the graphic arts collection of the Galleria Sabauda—a body of work that, despite recent scholarly attention, continues to yield new discoveries.

In this way, the museum becomes more than just a place of preservation; it transforms into a space where artworks can once again serve as subjects for research, study, and engagement with the public.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti, bids you farewell—until the next posts and on social media.

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