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16 gennaio 1464: muore Desiderio da Settignano, il poeta del marmo del Rinascimento

Il 16 gennaio 1464, undici anni prima che venissi al mondo io, si spegneva a Firenze Desiderio da Settignano, uno dei più raffinati e intensi scultori del primo Rinascimento. Un artista capace come pochi di fondere eleganza formale, naturalismo ed espressività.

Desiderio non fu uno scultore minore, ma un virtuoso del marmo, ammirato già dai suoi contemporanei per la grazia e la dolcezza delle sue figure, soprattutto nei ritratti di donne e bambini, autentici capolavori di sensibilità psicologica.

Madonna con Bambino, 1460 circa. Philadelphia Museum of Art Desiderio da Settignano
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Le origini: da Settignano a Firenze, sulle orme di Donatello

Nato intorno al 1430 a Settignano, piccolo borgo alle porte di Firenze celebre per le sue cave di pietra, Desiderio crebbe in una famiglia di abili scalpellini. Fin da bambino imparò a maneggiare gli strumenti del mestiere, respirando quotidianamente il profumo del marmo.

La sua formazione artistica avvenne in ambito donatelliano, decisivo per la sua concezione plastica e per l’uso innovativo dello stiacciato, la tecnica di bassissimo rilievo che consente effetti pittorici di straordinaria profondità.

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Ancora giovanissimo entrò nella bottega di Antonio e Bernardo Rossellino, con i quali collaborò a opere di grande prestigio, come la tomba della Beata Villana (1451), realizzata per la basilica di Santa Maria Novella a Firenze.

Il Fanciullo che ride: un’icona universale di dolcezza

Tra le opere più celebri di Desiderio da Settignano spicca senza dubbio il Fanciullo che ride, oggi conservato al Kunsthistorisches Museum di Vienna. Un busto che colpisce immediatamente per la spontaneità dell’espressione, il sorriso aperto, quasi colto di sorpresa.

È impossibile restare indifferenti davanti a quella gioia infantile così autentica, resa con una naturalezza che sembra anticipare sensibilità moderne. Desiderio riesce a trasformare il marmo in carne viva, donandogli emozione, movimento e respiro.

Il Tabernacolo di Desiderio da Settignano, 1461, Basilica di San Lorenzo, Firenze
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Volti di donne e bambini: la grazia fatta scultura

I volti femminili e quelli dei bambini rappresentano il vertice della poetica di Desiderio. Lineamenti delicati, sguardi assorti, sorrisi appena accennati: ogni dettaglio concorre a creare un senso di intimità struggente.

Come scrisse Giorgio Vasari, Desiderio era dotato di una “grazia grandissima e leggiadria”, qualità che emergono con forza nelle sue opere funerarie e nei rilievi devozionali, dove l’emozione non è mai eccessiva, ma sempre controllata e profondamente umana.

Il Tondo Arconati Visconti: un capolavoro in pochi millimetri

Tra le opere più sorprendenti figura il Tondo Arconati Visconti, oggi al Louvre, con i volti di Gesù Bambino e San Giovanni Battista scolpiti in stiacciato.

In pochissimi millimetri di spessore, Desiderio riesce a creare un effetto tridimensionale straordinario, grazie a un sapiente gioco di luci e ombre. I due fanciulli sembrano conversare amabilmente, come due ragazzi qualsiasi, con un realismo psicologico che rende la scena incredibilmente viva.

È uno dei punti più alti della scultura rinascimentale per raffinatezza tecnica ed espressiva.

Desiderio da Settignano: Tondo Arconati Visconti al Louvre
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Morte prematura, eredità eterna

Desiderio da Settignano morì prematuramente a Firenze il 16 gennaio 1464, probabilmente poco più che trentenne. Una vita breve, ma sufficiente a lasciare un segno profondo nella scultura del Quattrocento.

La sua lezione, fatta di misura, grazia e umanità, influenzò generazioni di artisti e rimane ancora oggi uno degli esempi più alti di come il marmo possa farsi emozione.

Desiderio non cercò mai l’eroismo monumentale: preferì raccontare l’anima, e proprio per questo continua a parlarci, secoli dopo, con una voce sorprendentemente attuale.

Bambino che ride di Desiderio da Settignano, Museo Nazionale del Bargello
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Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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January 16, 1464: Desiderio da Settignano, the Renaissance Poet of Marble, Dies

On January 16, 1464, eleven years before I was born, Desiderio da Settignano, one of the most refined and intense sculptors of the early Renaissance, passed away in Florence. He was an artist capable like few others of blending formal elegance, naturalism, and expressiveness.

Desiderio was no minor sculptor, but a virtuoso in marble, admired by his contemporaries for the grace and sweetness of his figures, especially in his portraits of women and children, true masterpieces of psychological sensitivity.

His Origins: From Settignano to Florence, in the Footsteps of Donatello

Born around 1430 in Settignano, a small village just outside Florence famous for its stone quarries, Desiderio grew up in a family of skilled stonemasons. From an early age, he learned to handle the tools of the trade, breathing in the scent of marble daily.

His artistic training took place in the circle of Donatello, which was crucial for his plastic conception and his innovative use of stiacciato, the low-relief technique that allows for pictorial effects of extraordinary depth.

While still very young, he entered the workshop of Antonio and Bernardo Rossellino, with whom he collaborated on highly prestigious works, such as the tomb of the Blessed Villana (1451), created for the Basilica of Santa Maria Novella in Florence.

The Laughing Boy: A Universal Icon of Sweetness

Among Desiderio da Settignano’s most famous works, the Laughing Boy, now housed in the Kunsthistorisches Museum in Vienna, undoubtedly stands out. This bust is immediately striking for the spontaneity of its expression, its open, almost surprised smile.

It is impossible to remain indifferent to that authentic childlike joy, rendered with a naturalness that seems to anticipate modern sensibilities. Desiderio transforms marble into living flesh, imbuing it with emotion, movement, and breath.

Faces of Women and Children: Grace Made Sculpture

The faces of women and children represent the pinnacle of Desiderio’s poetics. Delicate features, thoughtful gazes, subtle smiles: every detail contributes to creating a sense of poignant intimacy.

As Giorgio Vasari wrote, Desiderio was endowed with “enormous grace and lightness,” qualities that emerge forcefully in his funerary works and devotional reliefs, where emotion is never excessive, but always controlled and profoundly human.

The Arconati Visconti Tondo: a Masterpiece in a Few Millimeters

Among the most striking works is the Arconati Visconti Tondo, now in the Louvre, with the faces of the Baby Jesus and Saint John the Baptist sculpted in schiacciato.

Within just a few millimeters of thickness, Desiderio manages to create an extraordinary three-dimensional effect, thanks to a skillful interplay of light and shadow. The two children seem to be conversing amiably, like any other child, with a psychological realism that brings the scene to life.

It is one of the pinnacles of Renaissance sculpture for its technical and expressive refinement.

Premature Death, Eternal Legacy

Desiderio da Settignano died prematurely in Florence on January 16, 1464, probably in his early thirties. A short life, but one that left a profound mark on fifteenth-century sculpture.

His teachings, characterized by restraint, grace, and humanity, influenced generations of artists and remain one of the finest examples of how marble can evoke emotion.

Desiderio never sought monumental heroism: he preferred to express the soul, and for this very reason he continues to speak to us, centuries later, with a surprisingly contemporary voice.

For now, yours truly, Michelangelo Buonarroti bids you farewell and invites you to join him in future posts and on social media.

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