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Mosè: ecco chi scelse l’attuale collocazione

Nell’ultimo contratto stipulato, relativo alla tomba di Giulio II, non c’era alcun vincolo in merito alla collocazione del complesso monumentale.

Chi scelse dunque quella collocazione in cui oggi vedete il Mosè?

Giovanni Maria della Porta avrebbe voluto la posizionassi all’interno di Santa Maria del Popolo e insistette parecchio affinché si desse adito al suo pensiero.

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Io però non ne volevo sapere: lì dentro c’era troppo buio e lo spazio disponibile era poco. La basilica di San Pietro in Vaticano era un cantiere in divenire e non era possibile mettere qualcosa di finito lì dentro.

Oltretutto papa Clemente VII de’ Medici non aveva alcuna intenzione di omaggiare in quel modo grandioso il suo predecessore. Gli pareva una follia.

Io avrei preferito di gran lunga mettere il Mosè e il resto della tomba in San Pietro in Vincoli a patto che l’altare delle catene fosse tolto da dov’era e spostato sull’Altare Maggiore. In caso contrario l’opera mia si sarebbe trovata dinanzi a quei vincoli ai quali poco credevo: le reliquie mi sapevano tanto di folclore più che di credo.

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“Ma si comme altre volte è stato parlato e con Michelangelo stesso in presenza di Sua Santità nel giorno del contratto, la chiesa del popolo non ha né lumi né loco atto a questa opera (…); ma Michelangelo vi fu a vederla e disse non si potevi accomodare altrovi che a S.P in Vicula, contentandosi però Nostro Signore si come si contentò, che l’altare delle catene si levasse et si trasportasse all’altare maggiore”, scrisse il mio caro amico Giorgio Vasari.

I Della Rovere erano da lungi legati alla Basilica di San Pietro in Vincoli e quindi c’era pure un nesso logico in quel posizionamento che desideravo.

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Papa Clemente VII acconsentì allo spostamento delle catene e io ottenni di far collocare il mausoleo dove ritenevo opportuno.

Per il momento il sempre vostro Michelangelo Buonarroti vi saluta dandovi appuntamento ai prossimi post e sui social.

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Moses: here’s who chose the current location

In the last contract stipulated, relating to the tomb of Julius II, there was no constraint regarding the location of the monumental complex. So who chose the location where you see Moses today?

Giovanni Maria della Porta wanted me to place it inside Santa Maria del Popolo and insisted a lot that his idea be given vent.

But I didn’t want to know about it: it was too dark in there and there was little space available. St. Peter’s Basilica in the Vatican was a construction site in progress and it was not possible to put something finished in there.

Furthermore, Pope Clement VII de’ Medici had no intention of paying homage to his predecessor in that grandiose way. It seemed madness to him.

I would have much preferred to place Moses and the back of the tomb in San Pietro in Vincoli on the condition that the altar of chains was removed from where it was and moved to the High Altar. Otherwise my work would have found itself faced with those constraints in which I had little faith: the relics seemed to me more like folklore than belief.

“But as has been said on other occasions and with Michelangelo himself in the presence of His Holiness on the day of the contract, the people’s church has neither lights nor a suitable place for this work (…); but Michelangelo went to see it and said it could not be accommodated anywhere other than in S.P. in Vicula, Our Lord was content, however, as He was content, that the altar of the chains be removed and moved to the high altar”, wrote my dear friend Giorgio Vasari.

The Della Rovere family had long been linked to the Basilica of San Pietro in Vincoli and therefore there was also a logical connection in the positioning that I desired.

Pope Clement VII agreed to the moving of the chains and I obtained permission to place the mausoleum where I thought appropriate.

For now, yours ever Michelangelo Buonarroti bids you farewell, making an appointment to see you in the next posts and on social media.

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